In relazione al dibatto sugli inceneritori cui La Gazzetta Matin ha dedicato ampio spazio mettendo a confronto le posizioni dell’Assessore regionale Alberto Cerise e del Portavoce del Comitato Rifiuti Zero Fabrizio Roscio, il Circolo Valdostano di Legambiente ritiene doveroso precisare quanto segue.

L’Assessore Cerise, come altri intervenuti in passati dibattiti su questo tema, cita impropriamente le posizioni di Legambiente che, come è noto, valuta sempre le singole opere in relazione ai luoghi, ai costi e agli impatti sull’ambiente e sulla salute.

Proprio per uscire da una generalizzazione di posizioni, la nostra Associazione ha prima chiesto ai propri tecnici nazionali una valutazione in merito a questo inceneritore ed ha successivamente espresso in modo chiaro la propria posizione.

Legambiente Valle d’Aosta è contraria all’incenerimento dei pochi rifiuti prodotti in regione e di quella parte della discarica di Brissogne - sicura e ben impermeabilizzata nonostante si affermi il contrario - che nel giro di pochi anni verrebbe ricoperta e chiusa definitivamente, come qualsiasi discarica italiana ben gestita, senza più odori e fastidi per chi passa o risiede nella zona.

Siamo indignati per la faciloneria qualunquista con cui l’Assessore Cerise usa il termine di “ecoterroristi” per definire chi non la pensa come lui, che siano Movimenti politici, Associazioni o Comitati che esprimono civilmente, pacificamente e democraticamente il proprio dissenso. Il termine è di solito riferito a chi mette bombe e provoca vittime e crediamo che un magistrato non potrebbe che sanzionarne l’uso in caso di querela.

Siamo infine colpiti dall’esibizione di certezze scientifiche contenute nella frase riferita all’ing. Carena, direttore della società che gestisce la discarica: “le nanopolveri non esistono”. Esistono al contrario già studi - studi che la comunità scientifica internazionale convalida solo dopo lunghi anni di sperimentazione - e dichiarazioni ufficiali di organismi scientifici che mettono in guardia sui gravissimi rischi per la salute, specie in fase prenatale, neonatale e infantile.

La preoccupazione per la salute dei valdostani – riteniamo – richiederebbe maggiore prudenza e dovrebbe pesare più di altre considerazioni. Le strade per ridurre e gestire le quantità di rifiuti complessivi ci sono, le indichiamo da anni ma evidentemente gli interessi sono di tipo diverso.

Aosta, 6 maggio 2008

Il Circolo Valdostano di Legambiente

 

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