Mercoledì 4 marzo si è tenuta ad Issogne una serata sul tema della gestione dei rifiuti organizzata dal gruppo “Consiglieri a sinistra”. Il relatore, il Dott. Simone Paoli, tecnico dell’azienda Ladurner di Bolzano, ha spiegato le attività di cui si occupa l’azienda che rappresenta: la gestione dei rifiuti a 360°, ossia raccolta differenziata, impianti di compostaggio, trattamento acque, incenerimento e bonifiche di discariche. Le attività della Ladurner sono basate sul principio che non esiste una soluzione unica per tutte le realtà, ma a seconda del territorio in cui si opera devono essere studiate soluzioni adeguate ed utilizzate tecnologie diverse.
A seguito di un’interessante panoramica sui vari impianti di trattamento dei rifiuti di cui si occupa la Ladurner, il Dott. Paoli ha trattato la questione inceneritore. Secondo la sua esperienza gli inceneritori “sono macchine che funzionano bene solo oltre certe dimensioni, altrimenti non stanno in piedi dal punto di vista economico: non ha senso costruire un inceneritore che abbia meno di 300.000 tonnellate all’anno di rifiuti da bruciare”. Il relatore ha poi affermato che i sistemi di abbattimento delle polveri danno garanzie assolute sulla sicurezza degli inceneritori di ultima generazione. A questo proposito gli è stato chiesto se ciò vale anche per le nanoparticelle: secondo lui è sicuramente giusto porsi il problema, ma comunque questo deve essere considerato in maniera globale e tenendo conto di vari fattori, poiché ci sono produzioni industriali che inquinano molto di più degli inceneritori.
Il Dott. Paoli ha dichiarato di essere a conoscenza della situazione di Brescia, dove le cascine intorno all’inceneritore sono state chiuse a causa della presenza di inquinanti nel latte delle mucche, ma ha sottolineato che in quell’area sono presenti anche molte industrie pesanti e quindi non si può individuare con esattezza quale impianto ne sia la causa.
A questo punto della discussione, viene richiesto al dott. Paoli di esprimere la propria opinione sul progetto di bonifica della discarica di Brissogne utilizzandone il contenuto per alimentare l’inceneritore. La sua risposta non ha avuto mezzi termini: “Non mi sognerei mai di bruciare una vecchia discarica. Chiudo e faccio un bel parco. Ha più senso coprire e captare il biogas.” Al riguardo ha sottolineato che una discarica vecchia presenta alcuni problemi importanti: la presenza di plastiche clorurate (visto che in passato la raccolta differenziata non veniva effettuata) che se bruciate sprigionano grandi quantità di diossina e la presenza di pile, farmaci ed altri materiali che una volta non venivano differenziati e che se bruciati provocano pericoloso inquinamento da metalli pesanti.
Pur essendo un esperto del settore favorevole alla costruzione d’inceneritori, il suo pensiero riguardo alla prospettiva valdostana è parso quindi essere di conferma rispetto alla posizione sostenuta dal Comitato Rifiuti Zero.
La prossima conferenza-dibattito organizzata dai “Consiglieri a sinistra” si terrà giovedì 12 marzo alle ore 21 a Hône, relatore Fabrizio Roscio del Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta.


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