Archivio per Giugno 2009
L’amministrazione comunale di Quart organizza per il giorno venerdì 19 giugno alle ore 21 all’Auditorium comunale del Villair di Quart un incontro dal titolo:
Discarica di Brissogne e sistema di trattamento finale dei rifiuti: evoluzione e prospettive.
Interverranno:
Augusto Rollandin, Presidente della Regione
Manuela Zublena: Assessore all’Ambiente
Andre Rosset: Consigliere regionale ed ex sindaco di Quart
Riteniamo sia necessario mantenere ancora alta l’attenzione sul tema, non tutti i dubbi sono stati chiariti: in particolare non sono ancora evidenti alcune questioni:
• Quali azioni concrete e quali i tempi per potenziare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata?
• I rifiuti verranno ancora bruciati in Valle?
• C’è l’intenzione di raccogliere tutto l’umido e in quali tempi?
• Quale il destino della discarica attuale
• Verrà modificata la legge regionale attuale che impedisce di conferire fuori valle il cdr?
Ti chiediamo quindi di partecipare all’incontro, si tratta di un’occasione da non mancare per avere ulteriori elementi per comprendere quale scenario di gestione si prospetta e per porre domande di chiarimento. Se puoi passa parola.
Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta
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Il Comitato Rifiuti Zero accoglie con entusiasmo la svolta ecologista che sta avvenendo in Regione. Dopo il cambio di rotta sull’inceneritore, il presidente Augusto Rollandin ha dichiarato, in occasione della fiera di Rigenergia, di “voler trasformare la Valle in un laboratorio alpino sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, in grado di sviluppare un modello esportabile e applicabile in altre realtà simili alla nostra”.
E’ esattamente ciò che propongono da tempo il CRZ sul versante dei Rifiuti e Legambiente per quanto riguarda l’energia.
Rimangono però ancora due grosse incognite di cui poco si sta parlando: la destinazione finale del rifiuto dopo il Pre-trattamento (ci auguriamo a freddo e non attraverso una tecnologia di dubbia efficacia qual’è il Thor) e contestualmente la costruzione di un Impianto di Teleriscaldamento per la città di Aosta.
Il CRZ ha invitato Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice e esperto in tecnologie energetiche, con il quale si è discusso di questi problemi. Pallante ha illustrato il perchè in un mondo finito, con risorse finite, recuperare materia (soprattutto se non rinnovabile) è sempre più conveniente rispetto a bruciarla per ottenere energia. In quest’ottica il buon senso consiste nel ridurre i rifiuti alla base, aumentare la raccolta differenziata, fare il compost sulla parte umida (sia compostaggio domestico che con la raccolta capillare nei cassonetti in città, la quale presuppone la costruzione di un centro di compostaggio). Il residuo potrebbe essere poi pre-trattato con un Trattamento Meccanico Biologico con produzione di un residuo biostabilizzato e biogas da una parte e di una frazione secca dall’altra. Questa frazione secca, essendo molto piccola, invece di farne del CDR-Q e bruciarlo in centro città, potrebbe essere tranquillamente portata fuori regione così com’è. Questo, siccome ha dei costi (minori che fare CDR e poi venderlo), incentiverebbe ancor più la regione a diminuire i rifiuti alla base ed aumentare la raccolta differenziata.
Inoltre Pallante cita un’alternativa virtuosa che si sta sperimentando al centro riciclo Vedelago. In pochi anni si è arrivati al’85% di raccolta differenziata e sul 15% residuo si sta sperimentando un ulteriore selezione che, recuperando le plastiche ed altre frazioni, arriva ad avere un residuo finale di circa del 5%, insomma verso rifiuti zero! Questo tipo di tecnologia potrebbe essere già utilizzata, ad oggi, sulla raccolta differenziata per recuperare tutte quelle plastiche che altrimenti andrebbero ad incenerimento( es. piatti di plastica etc.)
L’impianto di teleriscaldamento non rappresenta poi la migliore soluzione per diminuire gli impatti ambientali e i costi del riscaldamento invernale. Solo una quota (circa il 20%) del calore verrebbe dalla Cogne, una quota ancor minore da biomasse (cippato), mentre la maggior parte verrebbe dal metano (proveniente per lo più dal Russia e soggetto alle fluttuazioni di prezzo che conosciamo). Questi impianti, sottolinea Maurizio Pallante, oltre a disperdere calore attraverso le lunghe tubature, remano contro al risparmio energetico. Le nostre case consumano più fonti fossili che le nostre automobili e sono perlopiù costruite male. In Italia una casa consuma mediamente 20 litri di gasolio al metro quadro. In Germania 7 litri e non si possono costruire delle nuove case che consumino più di 7 litri al metro quadro. Se noi costruissimo (o ristrutturassimo) case da 7 litri invece che da 20 risparmieremmo 13 litri di gasolio. Il Pil diminuirebbe, noi staremmo egualmente al caldo e ci sarebbe meno CO2 in atmosfera: La decrescita felice! Se noi costruiamo un grosso impianto di Teleriscaldamento facciamo dei contratti in base al consumo attuale ed entriamo in una logica che scoraggia poi gli utenti a ristrutturare le loro abitazioni per renderle più efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre gli stessi impianti, gestiti probabilmente da privati e incentivati dai cosiddetti certificati bianchi, finirebbero per funzionare tutto l’anno per produrre energia elettrica (inquinando) che già abbiamo in quantità qui in Valle già . Il razionale sarebbe invece investire sulla ristrutturazione degli edifici e promuovere l’utilizzo di caldaie a micro-cogenerazione diffusa, le quali hanno dei rendimenti altissimi e consentono di produrre insieme al calore energia elettrica per 10 appartamenti. Queste tecnologie inoltre si pagano da sé, perchè consentono dei risparmi energetici che da soli con nel tempo ripagano i costi di investimento.
Siccome siamo in pieno periodo elettorale ci auspichiamo che la svolta sull’inceneritore e la fiera di Rigenergia non rimangano dei piccoli spot pre-elettorali, ma che la Regione intenda continuare sulla virtuosa strada che ha imboccato,chiarendo e discutendo con la popolazione le incognite che ancora rimangono su alcuni progetti. Altrimenti rischiamo davvero di fare un passo avanti e due indietro.
Il comitato Rifiuti zero VdA
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Da LA STAMPA online (www.lastampa.it) del 04 Giugno 2009 un articolo che fa ben sperare!
La giunta dice «sì»a una nuova struttura nell’ex Foro Boario
Liscia, fredda o gasata Arriva l’acqua alla spina
DANIELE MAMMOLITI
AOSTA
Si chiama Casa dell’Acqua ed è una struttura in cui poter attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino: a temperatura ambiente, ma anche fredda, liscia o gasata. Una sorta di impianto per l’acqua alla spina, accessibile a tutti. Il Comune sta pensando di realizzarne una all’ex Foro Boario, oggi utilizzato come area per i camper, vicino all’isola ecologica. La giunta, a inizio maggio, ne ha già approvato il progetto preliminare, per il quale ha previsto uno stanziamento di 200 mila 553 euro.
L’idea è partita da Enrico Girardi, architetto aostano che ha firmato il progetto. «Ho iniziato a parlarne con l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e con il dirigente Marco Framarin già a inizio 2008. L’ipotesi è quella di produrre acqua potabile in alternativa a quella venduta nelle bottiglie di plastica, a basso costo per il Comune e a bassissimo costo per gli utenti, cioè cittadini e turisti». In Lombardia sono già diverse le strutture di questo genere e, come spiega sul suo sito Internet Tiziano Butturini, presidente dell’azienda che fornisce questo tipo di servizio, la Tasm, (Tutela Ambientale Sud Milanese) «nei Comuni dove già esistono sono “prese d’assalto” tanto che i sindaci hanno adottato regolamenti che ne disciplinano l’uso». Proprio con la Tasm sono stati presi numerosi contatti ma, come puntualizza Girardi, «senza alcun impegno. La Tasm si è resa disponibile e fornire indicazioni e preventivi indispensabili all’esecuzione dell’opera». Girardi sottolinea il valore ecologico dell’iniziativa, ma non trascura il discorso economico: «Ammettendo che il Comune voglia far pagare l’acqua gasata e quella refrigerata, ad esempio 10 centesimi al litro come si è ipotizzato (e dunque a un costo molto conveniente per il cittadino rispetto a quello praticato nei supermercati per l’acqua in bottiglia) l’amministrazione si troverebbe nelle condizioni di vedere del tutto abbattuti i costi di gestione e, a seconda dei consumi, ad ammortizzare l’investimento per la struttura, con la possibilità di ricavare anche dei guadagni».
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua aostana, Girardi fa notare che «quella che viene dall’acquedotto cittadino è ottima e probabilmente più controllata di molte acque minerali vendute in bottiglia, obbligate ad aggiornare i dati sull’etichetta solo ogni due anni». La realizzazione della Casa dell’Acqua avrebbe, tra le sue conseguenze, anche quella di rivedere completamente il Foro Boario, l’area camper che lo stesso Girardi definisce «degradata e male inserita in un contesto ai margini della città. Tuttavia - prosegue l’architetto - si tratta di una zona strategica, dove è facile trovare parcheggio, vicina al mercato, con una viabilità funzionale. Collocarvi un servizio significa valorizzarla». La proposta che Girardi ha fatto al Comune è di trasformare il Foro Boario «dotandolo di alberi che garantiscano ombra ai camper e offrano un po’ di verde»; l’accesso alla Casa dell’Acqua verrebbe garantito da «una viabilità interna come quella dei terminal aeroportuali, per offrire la massima fluidità alla circolazione, con posti auto a ridosso». Un portale d’ingresso in stile Liberty e una «onda» alta sei metri conferirebbero all’opera anche un’identità dal punto di vista estetico, considerando che in molte città che hanno realizzato una Casa dell’Acqua questa si è rivelata anche un luogo di incontro.
«L’idea è molto interessante - dice l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel - e ambiziosa. Forse per qualcuno potrà sembrare un progetto da libro dei sogni, ma come è stato dimostrato in altre realtà si tratta di un’opera realizzabile senza troppo sforzo».
Entro agosto dovrebbe essere pronto il progetto definitivo, e nel 2010 dovrebbe arrivare quello esecutivo. I lavori per la Casa dell’Acqua partirebbero quindi nel 2011.
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