Archivio per Marzo 2009

(ANSA) - AOSTA, 30 MAR - Promuovere iniziative che coinvolgano le associazioni, i commercianti e in particolare la grande distribuzione affinché la Valle d’Aosta metta al bando i tradizionali sacchetti della spesa in polietilene rimpiazzandoli con contenitori biodegradabili prodotti da materie naturali, riutilizzabili e dunque facilmente smaltibili.

E’ quanto si è impegnata a fare l’assessore regionale all’ambiente e territorio Manuela Zublena dando via libera alla mozione presentata in Consiglio Valle dal gruppo di minoranza Vallee d’Aoste Vive/Renouveau che ha messo in evidenza come “i sacchetti in polietilene siano fra gli elementi inquinanti quelli che creano maggior impatto visivo particolarmente negativo in una realtà turistica come la Valle d’Aosta”.

“Il testo richiama gli indirizzi dell’Unione Europea - sottolinea l’assessore Zublena - nel quadro della strategia generale di gestione dei rifiuti e rientra nell’ambito delle attività previste dagli atti normativi regionali. Condividiamo quindi l’opportunità di avviare iniziative in tal senso come anche altre iniziative di attività più mirate a una maggiore sensibilizzazione.”

Una normativa europea prevede a partire dal primo gennaio 2010 la sostituzione degli shopper in polietilene con sacchetti biodegradabili, che privilegino l’utilizzo di materie prime di origine agricola contribuendo così alla riduzione dei gas ad effetto serra. In Italia si stima che vengano prodotte ogni anno circa 300mila tonnellate di shopper di plastica, pari a 430mila tonnellate di petrolio, con un emissione di CO2 in atmosfera di circa 200mila tonnellate. (ANSA).

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Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.

Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.

Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.

Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.

In pratica servire i 45milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.

Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:

- richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;

- dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;

- aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.

Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30 – 50% in più dell’attuale costo di raccolta.

È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.

Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.

In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.

Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Roberto CAVALLO

Presidente AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) www.assaica.org; www.envi.info

Presidente ERICA www.cooperica.it

Membro del direttivo ACR+ (Association Cities and Regions for Recycling and Sustainable Management of Resources) www.acrplus.org

Valutatore Esperto 7PQRS Commissione Europea Direzione Generale Ricerca

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La battaglia contro il termovalorizzatore in progetto a Brissogne si arricchisce di nuovi partecipanti. Da un paio di mesi ha iniziato a riunirsi il comitato «Medici, tecnici e professionisti per la salute e la prevenzione», nato con il proposito di mettere insieme un gruppo di medici, veterinari, biologi, chimici e fisici per informare e sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze dannose che comporterebbe la costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta. La costituzione del gruppo sarà coordinata dal dottor Lege, medico di Ivrea che è stato molto attivo nell’opposizione alla costruzione dell’inceneritore nel Canavese, dov’era stato formato un gruppo denominato «Medici senza inceneritore». I membri del comitato intendono mettere d’accordo il numero più ampio possibile di professionisti della salute, per giungere a un pronunciamento ampio e condiviso sui rischi dell’impianto di termovalorizzazione per gli abitanti della Valle d’Aosta, l’allevamento e l’agricoltura della Regione.

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Mercoledì 4 marzo si è tenuta ad Issogne una serata sul tema della gestione dei rifiuti organizzata dal gruppo “Consiglieri a sinistra”. Il relatore, il Dott. Simone Paoli, tecnico dell’azienda Ladurner di Bolzano, ha spiegato le attività di cui si occupa l’azienda che rappresenta: la gestione dei rifiuti a 360°, ossia raccolta differenziata, impianti di compostaggio, trattamento acque, incenerimento e bonifiche di discariche. Le attività della Ladurner sono basate sul principio che non esiste una soluzione unica per tutte le realtà, ma a seconda del territorio in cui si opera devono essere studiate soluzioni adeguate ed utilizzate tecnologie diverse.

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Due grandi opere non necessarie che creano i problemi anziché risolverli.

“Valle d’ Aosta: l’ isola felice” risuonava dai teleschermi in una bella pubblicità di qualche anno fa. Un´immagine eterea di verdi vallate, pascoli in fiore, montagne innevate che si stagliavano su un cielo turchino.
Sembrano condividere la solare pubblicità anche i rappresentati valdostani che hanno partecipato poco tempo fa al vertice di Chambery sul trasporto modale alpino, nella cui dichiarazione finale formulata dai presidenti dell´euroregione dell´Arco Alpino,si condivide la volontà di uno sviluppo sostenibile, attento alle compatibilità ambientali. Eppure sembra proprio che di questa nostra valle si voglia far rimanere solo un impalpabile ricordo.
Due grandi opere sono in procinto di essere costruite: da una parte l’ampliamento dell’aeroporto (i cui primi lavori di allungamento della pista sono già cominciati) e dall’altra la costruzione di un inceneritore, per “risolvere” il problema dei rifiuti.
Ci sarà quindi, nel bel mezzo della valle, un inceneritore che immetterà nell’ ambiente polveri sottili, nitrati, diossine, furani, nanoparticelle etc… Ci saranno grandi aeroplani che, atterrando nel nostro piccolo capoluogo, oltre a fare parecchio rumore, rilasceranno anch’essi un´ingente quantità di sostanze inquinanti che, a causa dell´inversione termica, si concentreranno pericolosamente in prossimità del suolo nella zona più popolata della valle.
Sono davvero necessarie queste grandi opere? Ineluttabili come ci vogliono far credere?
E soprattutto, sono le soluzioni ottimali?
Andiamo brevemente ad analizzarle una ad una:

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Proseguono gli incontri con le forze politiche

Venerdì 6 marzo 2009 il Comitato Rifiuti Zero ha incontrato il gruppo del PdL, che ha ascoltato con interesse le proposte del Comitato in relazione alla gestione dei rifiuti, considerando l’argomento degno della partecipazione attiva dei cittadini al dibattito in corso.
Abbiamo poi avuto un ampio e proficuo confronto con il PD che presta una vigile attenzione al problema dei rifiuti ed ha ascoltato con partecipazione le nostre proposte.
Rinnoviamo il nostro invito a tutte le forze politiche di maggioranza, che ad oggi, non hanno ancora risposto alla nostra richiesta di un confronto.

Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta

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Presidenza del consiglio regionale della Valle d’Aosta
Comunicato n° 101 del 25 febbraio 2009
RICEVIBILE LA PETIZIONE CONTRO LA COSTRUZIONE DI UN INCENERITORE IN VALLE D’AOSTA
Lo ha deliberato l’Ufficio di Presidenza oggi, mercoledì 25 febbraio

L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, nella sua riunione di oggi pomeriggio, mercoledì 25 febbraio 2009, ha deliberato la ricevibilità e l’ammissibilità della petizione presentata il 17 febbraio scorso dal Presidente del Comitato rifiuti zero Valle d’Aosta e sottoscritta da 3200 cittadini, contro la costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta.

L’Ufficio di Presidenza ha, inoltre, deciso di trasmettere la petizione, per le informazioni e i chiarimenti necessari per l’istruttoria del caso, al Presidente della Regione, in quanto legale rappresentante della Regione, all’Assessore al territorio e ambiente, in quanto competente in materia di gestione dei rifiuti, e alla III Commissione consiliare “Assetto del territorio”.

Riguardo all’iter di esame, entro novanta giorni dalla presentazione della petizione, l’argomento dovrà essere sottoposto al Consiglio per la comunicazione delle conclusioni a cui sono pervenuti gli organi competenti. L’esame in Consiglio può concludersi con l’approvazione di una risoluzione diretta a far partecipi gli organi competenti delle necessità esposte nella petizione.

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