Archivio per la Categoria “riciclo”


Ecco lo spot per la settimana europea sulla riduzione dei rifiuti 2009. Vale la pena spenderci 5 minuti!

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Ieri sera a Palazzo Regionale si e’ svolta una conferenza organizzata dal Comitato Rifiuti Zero VdA per illustrare un eccellente esempio di centro di riciclaggio. Invitato speciale della serata e’ stata infatti Carla Poli, brillante imprenditrice che a Vedelago (Treviso) ha fondato il Centro Riciclo Vedelago (http://www.centroriciclo.com/).

Il centro, che serve oggi circa 1.500.000 abitanti, collabora con i comuni della sua zona riuscendo a riciclare e recuperare (senza combustioni) fino al 95-98% dei rifiuti conferiti. La raccolta dell’umido, un’accurata selezione delle plastiche, dei metalli e del vetro, sono i cardini dell’impresa a cui si abbinano anche ricerca scientifica e nuova progettazione industriale.

Stupefacenti in termini economici sono i risultati del metodo Vedelago. Il centro, che riesce a guadagnare dalla rivendita dei materiali riciclati, crea nuova occupazione (rapporto 25/28 a 1 con l’occupazione per la gestione di discariche/inceneritori) e permette di abbassare notevolmente la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. Il tutto senza considerare i notevoli vantaggi igienico-sanitari e ambientali derivanti dal riutilizzo dei materiali post-consumo.

Particolarmente interessante e’ stato conoscere il metodo di recupero della frazione secco/leggera con la quale oggi in Valle d’Aosta si vorrebbe creare il CDR-Q (combustibile da rifiuto di qualità) da bruciare nel teleriscaldamento. Il metodo Vedelago (certificato dall’Unione Europea) permette di recuperare tale rifiuto attraverso un procedimento di estrusione e di ottenere del granulato plastico da utilizzare nell’edilizia e nell’oggettistica. Ne sono un esempio mattoni, tegole, dissuasori di traffico, sedie da ufficio e panchine.

In Valle d’Aosta, secondo Carla Poli, il modello completo sarebbe applicabile con un investimento di soli 1,5 milioni di Euro, cifra ridicola rispetto a quella necessaria per la costruzione del centro di trattamento meccanico biologico destinato a produrre CDR-Q  (25/30 milioni).Ingredienti essenziali di tale progetto rimangono senza dubbio la forte volontà politica dei sindaci, delle comunità montane e dell’amministrazione regionale e la necessità di fare informazione e formazione affinché ogni cittadino si senta direttamente coinvolto.

Gli enormi vantaggi economici per ciascun abitante e per l’intera comunità sono, a nostro parere, troppo accattivanti per non pensare anche in Valle d’Aosta ad un progetto simile. Tutti coloro che ieri non erano presenti alla conferenza o che desiderano avere informazioni possono scrivere al comitato (rifiutizerovda@fastwebnet.it) per ottenere la registrazione della conferenza. A breve sarà disponibile anche una versione online sul nostro sito.

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COME RICICLARE LA MATERIA SENZA BRUCIARLA?

La combustione libera inevitabilmente nell’ambiente diossine, particolato, furani e nanoparticelle rendendoli biodisponibili a tutti gli esseri viventi.

COME RIDURRE I COSTI DI GESTIONE E LA FUTURA TARIFFA SUI RIFIUTI?


COME NON PERDERE PIÙ I CONTRIBUTI C.O.N.A.I. DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA AUMENTANDO LA QUALITÀ DEL RIFIUTO CONFERITO?


Per dare una risposta a questi e altri interrogativi il Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta organizza una conferenza a Palazzo Regionale


VENERDI’ 10 LUGLIO 2009 - ore 21

Ospite della serata Carla Poli, da Vedelago (Treviso)


Invitiamo ufficialmente a partecipare al dibattito tutti i cittadini, gli amministratori locali, la Presidenza della Consiglio Regionale, l’Assessorato all’ambiente e al territorio, la Terza Commissione Consiliare, A.R.P.A. Valle d’Aosta, i rappresentanti delle forze politiche e le associazioni.

Carla Poli è la creatrice del Centro Riciclo Vedelago in provincia di Treviso. Oltre ai comuni di questa provincia, l’impianto tratta le raccolte differenziate dei comuni della provincia di Belluno e altri comuni, per un bacino totale di circa 1.150.000 abitanti. Il centro, che opera dal 1999, arriva ora a recuperare in materia fino al 95-98% del rifiuto conferito.

Obbiettivo della conferenza è presentare il progetto Vedelago e prospettare un possibile scenario locale che eviti la combustione dei rifiuti e porti ad un sensibile risparmio dei costi di gestione e della tariffa. Spesso bruciare i rifiuti è una pessima scelta: per riottenere la stessa materia prima occorre spendere un’energia molto maggiore di quella ricavata dalla sua combustione (per esempio circa 26 volte per le plastiche, dalle 4 alle 6 volte per i prodotti cartacei).

Già altre fonti inquinano Aosta e aggiungere nel teleriscaldamento la combustione di CDR da rifiuto aumenta la concentrazione di inquinanti. La vera risposta per la collettività e’ l’aumento dell’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi. Un piano di coibentazione degli edifici attraverso forti incentivi e la progressiva sostituzione delle caldaie con impianti domestici a cogenerazione sono sicuramente la scelta più virtuosa e innovativa in materia di riscaldamento.

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Da LA STAMPA online (www.lastampa.it) del 04 Giugno 2009 un articolo che fa ben sperare!

La giunta dice «sì»a una nuova struttura nell’ex Foro Boario

Liscia, fredda o gasata Arriva l’acqua alla spina

DANIELE MAMMOLITI

AOSTA

Si chiama Casa dell’Acqua ed è una struttura in cui poter attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino: a temperatura ambiente, ma anche fredda, liscia o gasata. Una sorta di impianto per l’acqua alla spina, accessibile a tutti. Il Comune sta pensando di realizzarne una all’ex Foro Boario, oggi utilizzato come area per i camper, vicino all’isola ecologica. La giunta, a inizio maggio, ne ha già approvato il progetto preliminare, per il quale ha previsto uno stanziamento di 200 mila 553 euro.
L’idea è partita da Enrico Girardi, architetto aostano che ha firmato il progetto. «Ho iniziato a parlarne con l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e con il dirigente Marco Framarin già a inizio 2008. L’ipotesi è quella di produrre acqua potabile in alternativa a quella venduta nelle bottiglie di plastica, a basso costo per il Comune e a bassissimo costo per gli utenti, cioè cittadini e turisti». In Lombardia sono già diverse le strutture di questo genere e, come spiega sul suo sito Internet Tiziano Butturini, presidente dell’azienda che fornisce questo tipo di servizio, la Tasm, (Tutela Ambientale Sud Milanese) «nei Comuni dove già esistono sono “prese d’assalto” tanto che i sindaci hanno adottato regolamenti che ne disciplinano l’uso». Proprio con la Tasm sono stati presi numerosi contatti ma, come puntualizza Girardi, «senza alcun impegno. La Tasm si è resa disponibile e fornire indicazioni e preventivi indispensabili all’esecuzione dell’opera». Girardi sottolinea il valore ecologico dell’iniziativa, ma non trascura il discorso economico: «Ammettendo che il Comune voglia far pagare l’acqua gasata e quella refrigerata, ad esempio 10 centesimi al litro come si è ipotizzato (e dunque a un costo molto conveniente per il cittadino rispetto a quello praticato nei supermercati per l’acqua in bottiglia) l’amministrazione si troverebbe nelle condizioni di vedere del tutto abbattuti i costi di gestione e, a seconda dei consumi, ad ammortizzare l’investimento per la struttura, con la possibilità di ricavare anche dei guadagni».
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua aostana, Girardi fa notare che «quella che viene dall’acquedotto cittadino è ottima e probabilmente più controllata di molte acque minerali vendute in bottiglia, obbligate ad aggiornare i dati sull’etichetta solo ogni due anni». La realizzazione della Casa dell’Acqua avrebbe, tra le sue conseguenze, anche quella di rivedere completamente il Foro Boario, l’area camper che lo stesso Girardi definisce «degradata e male inserita in un contesto ai margini della città. Tuttavia - prosegue l’architetto - si tratta di una zona strategica, dove è facile trovare parcheggio, vicina al mercato, con una viabilità funzionale. Collocarvi un servizio significa valorizzarla». La proposta che Girardi ha fatto al Comune è di trasformare il Foro Boario «dotandolo di alberi che garantiscano ombra ai camper e offrano un po’ di verde»; l’accesso alla Casa dell’Acqua verrebbe garantito da «una viabilità interna come quella dei terminal aeroportuali, per offrire la massima fluidità alla circolazione, con posti auto a ridosso». Un portale d’ingresso in stile Liberty e una «onda» alta sei metri conferirebbero all’opera anche un’identità dal punto di vista estetico, considerando che in molte città che hanno realizzato una Casa dell’Acqua questa si è rivelata anche un luogo di incontro.
«L’idea è molto interessante - dice l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel - e ambiziosa. Forse per qualcuno potrà sembrare un progetto da libro dei sogni, ma come è stato dimostrato in altre realtà si tratta di un’opera realizzabile senza troppo sforzo».
Entro agosto dovrebbe essere pronto il progetto definitivo, e nel 2010 dovrebbe arrivare quello esecutivo. I lavori per la Casa dell’Acqua partirebbero quindi nel 2011.

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Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.

Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.

Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.

Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.

In pratica servire i 45milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.

Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:

- richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;

- dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;

- aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.

Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30 – 50% in più dell’attuale costo di raccolta.

È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.

Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.

In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.

Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Roberto CAVALLO

Presidente AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) www.assaica.org; www.envi.info

Presidente ERICA www.cooperica.it

Membro del direttivo ACR+ (Association Cities and Regions for Recycling and Sustainable Management of Resources) www.acrplus.org

Valutatore Esperto 7PQRS Commissione Europea Direzione Generale Ricerca

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 Risparmiare soldi e ambiente producendo meno rifiuti:

1) Ogni anno in Italia vengono prodotti da ognuno di noi oltre 540 kg di rifiuti urbani, e raccogliere e smaltire un kg di rifiuti può costare alla collettività fino a 25 centesimi per kg. Quando acquisti, pensa a quanto ti costerà buttare via il prodotto che hai appena acquistato quando non ti servirà - o piacerà - più. Svuotare un armadio o una cantina equivale di fatto a spendere, anche per te, diversi euro anche se in quel momento non stai pagando nulla.

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Inizia oggi la pubblicazione di una serie di consigli, attraverso brevi video, sui temi della riduzione dei rifiuti e sul riciclaggio. Aspettiamo i vostri suggerimenti e commenti su questi temi.

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