Archivio per la Categoria “Proposte”
Il Comitato Rifiuti Zero VdA ha il piacere di diffondere una bella iniziativa di carattere popolare:
Saint-Vincent: un parco tecnologico per le energie rinnovabili al posto del tiro a volo
Una piattaforma di 25.000 mq che si protende sull’abitato di Saint-Vincent: è l’ex tiro al piccione, ricavato a metà degli anni ‘70 con uno sbancamento che eliminò il villaggio Piole. Dal 1984, l’area, di proprietà regionale, è inutilizzata. Recentemente, la Giunta Regionale ha affidato a una società esterna l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione di un impianto per il tiro a volo e il tiro all’elica. L’esito è previsto entro il mese di ottobre 2009.
Alcuni cittadini di Saint-Vincent propongono un’alternativa: realizzare il tiro a volo in un sito più isolato (v. articolo su La Stampa del 4/09/09), già individuato dal Comune di Châtillon (le abitazioni hanno una distanza di 1.250 metri dal sito di Châtillon, anziché di soli 150 metri, come nel caso di Saint-Vincent). Questa soluzione comporterebbe costi inferiori, per le minori opere di mitigazione dell’impatto acustico.
Invece, si propone di sfruttare le peculiari caratteristiche di estensione ed esposizione al sole dell’area Piole (uniche in tutta la Valle) per realizzare strutture finalizzate alla ricerca e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare energia solare. Nel giugno 2008, una proposta di Parco tecnologico per le energie rinnovabili è stata presentata alle amministrazioni comunali di Saint-Vincent e di Châtillon, alla Chambre Valdôtaine e alla Regione Valle d’Aosta. La proposta coinvolge anche l’area Tecdis di Châtillon, in attesa di riqualificazione. Positivi i riscontri del Comune di Châtillon che, con una delibera consiliare del 30/06/08, si è impegnato a supportare la ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, offrendo il proprio territorio per la realizzazione di parchi tecnologici per sperimentazioni su energia eolica, energia solare termodinamica o altre tecnologie. Notevole anche l’interesse della Chambre Valdôtaine che, nel rapporto sull’economia valdostana 2008, auspica il “deciso sostegno alle attività di ricerca ed all’innovazione, accompagnato da azioni volte a favorire l’incremento della locale offerta di personale tecnico qualificato, utilizzando al meglio le opportunità derivanti dalla presenza in Valle del Politecnico di Torino e dalla crescita dell’Università della Valle d’Aosta”. Nel rapporto 2009, la Chambre punta su “una ripresa centrata sullo sviluppo della cosiddetta “green economy”, legata alla valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, delle energie rinnovabili, …”. Molte aziende, inoltre, auspicano la creazione di una filiera delle energie rinnovabili in Valle d’Aosta, a partire dalla formazione delle indispensabili professionalità nel settore.
E’ nata così l’iniziativa di una petizione popolare che non sia unicamente contro la realizzazione di un’opera – per la quale si suggerisce l’alternativa in un altro sito – ma anche proposta per il rilancio economico del comprensorio. In Valle d’Aosta si sente la necessità di un grande impulso per i settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, che saranno trainanti per l’economia nei prossimi anni. Un parco tecnologico, anche per il suo valore simbolico, sembra una buona soluzione e bene si coniuga con il patrimonio ambientale della Valle.
La petizione verrà consegnata dopo il 15 ottobre 2009 alla Presidenza del Consiglio Regionale. La raccolta firme è estesa a tutta la Valle d’Aosta. I moduli firmati (anche non completi delle 20 firme) possono essere inviati entro il 15 ottobre all’indirizzo del primo firmatario.
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Ieri sera a Palazzo Regionale si e’ svolta una conferenza organizzata dal Comitato Rifiuti Zero VdA per illustrare un eccellente esempio di centro di riciclaggio. Invitato speciale della serata e’ stata infatti Carla Poli, brillante imprenditrice che a Vedelago (Treviso) ha fondato il Centro Riciclo Vedelago (http://www.centroriciclo.com/).
Il centro, che serve oggi circa 1.500.000 abitanti, collabora con i comuni della sua zona riuscendo a riciclare e recuperare (senza combustioni) fino al 95-98% dei rifiuti conferiti. La raccolta dell’umido, un’accurata selezione delle plastiche, dei metalli e del vetro, sono i cardini dell’impresa a cui si abbinano anche ricerca scientifica e nuova progettazione industriale.
Stupefacenti in termini economici sono i risultati del metodo Vedelago. Il centro, che riesce a guadagnare dalla rivendita dei materiali riciclati, crea nuova occupazione (rapporto 25/28 a 1 con l’occupazione per la gestione di discariche/inceneritori) e permette di abbassare notevolmente la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. Il tutto senza considerare i notevoli vantaggi igienico-sanitari e ambientali derivanti dal riutilizzo dei materiali post-consumo.
Particolarmente interessante e’ stato conoscere il metodo di recupero della frazione secco/leggera con la quale oggi in Valle d’Aosta si vorrebbe creare il CDR-Q (combustibile da rifiuto di qualità) da bruciare nel teleriscaldamento. Il metodo Vedelago (certificato dall’Unione Europea) permette di recuperare tale rifiuto attraverso un procedimento di estrusione e di ottenere del granulato plastico da utilizzare nell’edilizia e nell’oggettistica. Ne sono un esempio mattoni, tegole, dissuasori di traffico, sedie da ufficio e panchine.
In Valle d’Aosta, secondo Carla Poli, il modello completo sarebbe applicabile con un investimento di soli 1,5 milioni di Euro, cifra ridicola rispetto a quella necessaria per la costruzione del centro di trattamento meccanico biologico destinato a produrre CDR-Q (25/30 milioni).Ingredienti essenziali di tale progetto rimangono senza dubbio la forte volontà politica dei sindaci, delle comunità montane e dell’amministrazione regionale e la necessità di fare informazione e formazione affinché ogni cittadino si senta direttamente coinvolto.
Gli enormi vantaggi economici per ciascun abitante e per l’intera comunità sono, a nostro parere, troppo accattivanti per non pensare anche in Valle d’Aosta ad un progetto simile. Tutti coloro che ieri non erano presenti alla conferenza o che desiderano avere informazioni possono scrivere al comitato (rifiutizerovda@fastwebnet.it) per ottenere la registrazione della conferenza. A breve sarà disponibile anche una versione online sul nostro sito.
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Da LA STAMPA online (www.lastampa.it) del 04 Giugno 2009 un articolo che fa ben sperare!
La giunta dice «sì»a una nuova struttura nell’ex Foro Boario
Liscia, fredda o gasata Arriva l’acqua alla spina
DANIELE MAMMOLITI
AOSTA
Si chiama Casa dell’Acqua ed è una struttura in cui poter attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino: a temperatura ambiente, ma anche fredda, liscia o gasata. Una sorta di impianto per l’acqua alla spina, accessibile a tutti. Il Comune sta pensando di realizzarne una all’ex Foro Boario, oggi utilizzato come area per i camper, vicino all’isola ecologica. La giunta, a inizio maggio, ne ha già approvato il progetto preliminare, per il quale ha previsto uno stanziamento di 200 mila 553 euro.
L’idea è partita da Enrico Girardi, architetto aostano che ha firmato il progetto. «Ho iniziato a parlarne con l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e con il dirigente Marco Framarin già a inizio 2008. L’ipotesi è quella di produrre acqua potabile in alternativa a quella venduta nelle bottiglie di plastica, a basso costo per il Comune e a bassissimo costo per gli utenti, cioè cittadini e turisti». In Lombardia sono già diverse le strutture di questo genere e, come spiega sul suo sito Internet Tiziano Butturini, presidente dell’azienda che fornisce questo tipo di servizio, la Tasm, (Tutela Ambientale Sud Milanese) «nei Comuni dove già esistono sono “prese d’assalto” tanto che i sindaci hanno adottato regolamenti che ne disciplinano l’uso». Proprio con la Tasm sono stati presi numerosi contatti ma, come puntualizza Girardi, «senza alcun impegno. La Tasm si è resa disponibile e fornire indicazioni e preventivi indispensabili all’esecuzione dell’opera». Girardi sottolinea il valore ecologico dell’iniziativa, ma non trascura il discorso economico: «Ammettendo che il Comune voglia far pagare l’acqua gasata e quella refrigerata, ad esempio 10 centesimi al litro come si è ipotizzato (e dunque a un costo molto conveniente per il cittadino rispetto a quello praticato nei supermercati per l’acqua in bottiglia) l’amministrazione si troverebbe nelle condizioni di vedere del tutto abbattuti i costi di gestione e, a seconda dei consumi, ad ammortizzare l’investimento per la struttura, con la possibilità di ricavare anche dei guadagni».
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua aostana, Girardi fa notare che «quella che viene dall’acquedotto cittadino è ottima e probabilmente più controllata di molte acque minerali vendute in bottiglia, obbligate ad aggiornare i dati sull’etichetta solo ogni due anni». La realizzazione della Casa dell’Acqua avrebbe, tra le sue conseguenze, anche quella di rivedere completamente il Foro Boario, l’area camper che lo stesso Girardi definisce «degradata e male inserita in un contesto ai margini della città. Tuttavia - prosegue l’architetto - si tratta di una zona strategica, dove è facile trovare parcheggio, vicina al mercato, con una viabilità funzionale. Collocarvi un servizio significa valorizzarla». La proposta che Girardi ha fatto al Comune è di trasformare il Foro Boario «dotandolo di alberi che garantiscano ombra ai camper e offrano un po’ di verde»; l’accesso alla Casa dell’Acqua verrebbe garantito da «una viabilità interna come quella dei terminal aeroportuali, per offrire la massima fluidità alla circolazione, con posti auto a ridosso». Un portale d’ingresso in stile Liberty e una «onda» alta sei metri conferirebbero all’opera anche un’identità dal punto di vista estetico, considerando che in molte città che hanno realizzato una Casa dell’Acqua questa si è rivelata anche un luogo di incontro.
«L’idea è molto interessante - dice l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel - e ambiziosa. Forse per qualcuno potrà sembrare un progetto da libro dei sogni, ma come è stato dimostrato in altre realtà si tratta di un’opera realizzabile senza troppo sforzo».
Entro agosto dovrebbe essere pronto il progetto definitivo, e nel 2010 dovrebbe arrivare quello esecutivo. I lavori per la Casa dell’Acqua partirebbero quindi nel 2011.
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Il Comitato Rifiuti Zero VdA ha deciso di incontrare i gruppi consiliari di tutte le forze politiche per illustrare le proprie proposte in materia di gestione dei rifiuti e conoscere le loro posizioni a riguardo.
Gli obiettivi sono quelli di illustrare la petizione sottoscritta, ad oggi, da 3.300 cittadini valdostani; presentare i vantaggi in termini economici e sanitari del Trattamento Meccanico Biologico come alternativa all’inceneritore ed infine proporre possibili politiche per la riduzione dei rifiuti alla base.
Martedì 27 gennaio 2009 vi è stato il primo incontro con il gruppo Vallée d’Aoste Vive - Renouveau, che si è dimostrato interessato alle problematiche trattate e disponibile a continuare il dialogo.
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Non è provocazione.
Ciò che mi interessa particolarmente è riuscire a contribuire ad un aumento della consapevolezza da parte della gente rispetto ai propri diritti, certo, ma anche ai propri doveri.
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Scritto da: jean.84 in Proposte, tags: jean.84
aggiornamento 27 aprile 2008
Scarica il modulo della Petizione contro l’inceneritore
1) PETIZIONE: molta gente a cui ho dato il volantino mi ha chiesto cosa concretamente potesse fare. Se potevano firmare qualcosa…io ho risposto che adesso si cercava di informare e che quello sarebbe stato il prossimo passo.
Penso sia importante mettere su questa petizione il prima possibile,così da far sentire la gente più attiva. Se si riuscisse in tutti i formati possibili:cartaceo,internet,fax..
2) MANIFESTAZIONE: visto che mi sembra che l’obiettivo finale sia una grande mobilitazione popolare penso sia utile mettere sul sito una specie di adesione virtuale. Tipo quella di Grillo per il V-day. Anche senza una data. Da una parte firmi la petizione. Dall’altra clicchi e ti impegni a aderire alla manifestazione che ci sarà in futuro. Lasciando la mail. Così potremo informare tutti al momento opportuno.
Penso sia importante! Uno legge il volantino e va a vedere il sito. Magari sarebbe pronto a far qualcosa(senza aderire al comitato),si accorge però che non può fare niente..A questo punto magari se ne dimentica ed è difficile poi ricontattarlo sia per firmare la petizione che per un eventuale manifestazione..
ciao jean
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Ciao a tutti,
questa proposta nasce con l’idea di coordinare il volantinaggio e far sapere a tutti come ci diramiamo nel territorio. Questa è solo un’idea, vediamo se può funzionare…
Seguite 3 semplici passi per dichiarare il vostro volantinaggio:
1) andate in basso in “lascia un commento”
2) scrivete quindi nome del comune maiuscolo: giorno - zona - ora. Per esempio “AOSTA: 5 aprile - piazza del mercato - 10:00”
3) firmate con il vostro nome e, se volete, inserite un recapito telefonico
Proviamo a vedere se questo strumento ci può aiutare a organizzarci!
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