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logo_plasticbagfree_endorsement1Il prossimo 12 settembre 2009 per iniziativa di MCS, The Marine Conservation Society, si celebrerà la prima giornata internazionale senza sacchetto in plastica ovvero una giornata in cui saremo tutti invitati a non accettare o usare sacchetti in plastica per trasportare i nostri acquisti ma borse riutilizzabili.
MCS The Marine Conservation Society è una società inglese, non profit dedicata alla conservazione dell’ecosistema marino.
Buste e sacchetti non sono solo un danno immediato per l’ambiente e uno spreco di risorse energetiche, visto che sono derivati dal petrolio, ma attraverso gli scarichi e i corsi d’acqua si trasformano in devastanti assassini per gli organismi che vivono nei mari e negli oceani.
L’International Plastic Bag Free Day è alla sua prima edizione, ma nel mondo sono già diverse le iniziative a sostegno della lotta allo spreco di plastica. Obiettivo della campagna italiana è soprattutto quello di convincere gli amministratori locali a impegnarsi attivamente, mettendo in pratica strumenti di dissuasione dall’uso di buste, che potrebbero arrivare fino alla messa al bando degli odiati sacchetti: finora a Porta la sporta hanno aderito le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, e soprattutto moltissimi sindaci di piccoli Comuni, dove cominciare a cambiare stile di vita dovrebbe essere più facile.

(tratto da comunivirtuosi.org)

portalasporta

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ACLI Valle d’Aosta organizza una serata dal tema:

E’ necessario un inceneritore in Valle d’Aosta? Un confronto a più voci

Venerdì 29 maggio, ore 21 ad Aosta – Teatro Aurora
(sotto la parrocchia dell’immacolata)

Intervengono:

MANUELA ZUBLENA, assessore regionale al territorio e ambiente

FABRIZIO ROSCIO, vice-presidente del Comitato Rifiuti Zero

GIOVANNI AGNESOD, direttore generale dell’Arpa Valle d’Aosta

MICHELE BERTOLINO, esperto del settore rifiuti di Legambiente Piemonte Valle d!Aosta

Modera:
ROBERTO CAVALLO, cooperativa ERICA e consulente per la Commissione europea in tema
di rifiuti

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Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.

Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.

Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.

Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.

In pratica servire i 45milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.

Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:

- richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;

- dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;

- aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.

Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30 – 50% in più dell’attuale costo di raccolta.

È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.

Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.

In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.

Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Roberto CAVALLO

Presidente AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) www.assaica.org; www.envi.info

Presidente ERICA www.cooperica.it

Membro del direttivo ACR+ (Association Cities and Regions for Recycling and Sustainable Management of Resources) www.acrplus.org

Valutatore Esperto 7PQRS Commissione Europea Direzione Generale Ricerca

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Presidenza del consiglio regionale della Valle d’Aosta
Comunicato n° 101 del 25 febbraio 2009
RICEVIBILE LA PETIZIONE CONTRO LA COSTRUZIONE DI UN INCENERITORE IN VALLE D’AOSTA
Lo ha deliberato l’Ufficio di Presidenza oggi, mercoledì 25 febbraio

L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, nella sua riunione di oggi pomeriggio, mercoledì 25 febbraio 2009, ha deliberato la ricevibilità e l’ammissibilità della petizione presentata il 17 febbraio scorso dal Presidente del Comitato rifiuti zero Valle d’Aosta e sottoscritta da 3200 cittadini, contro la costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta.

L’Ufficio di Presidenza ha, inoltre, deciso di trasmettere la petizione, per le informazioni e i chiarimenti necessari per l’istruttoria del caso, al Presidente della Regione, in quanto legale rappresentante della Regione, all’Assessore al territorio e ambiente, in quanto competente in materia di gestione dei rifiuti, e alla III Commissione consiliare “Assetto del territorio”.

Riguardo all’iter di esame, entro novanta giorni dalla presentazione della petizione, l’argomento dovrà essere sottoposto al Consiglio per la comunicazione delle conclusioni a cui sono pervenuti gli organi competenti. L’esame in Consiglio può concludersi con l’approvazione di una risoluzione diretta a far partecipi gli organi competenti delle necessità esposte nella petizione.

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Inizia oggi la pubblicazione di una serie di consigli, attraverso brevi video, sui temi della riduzione dei rifiuti e sul riciclaggio. Aspettiamo i vostri suggerimenti e commenti su questi temi.

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Come forse saprete in Valle d’Aosta esiste un solo distributore per il latte, migliaia di valdostani d’altronde preferiscono bere latte lombardo o emiliano, per non parlare di quello tedesco… ma lo sapevate che in questi luoghi esistono molti inceneritori? Allora leggete il documento riportato al link seguente, ne scoprirete delle belle sulla correlazione tra impianti di incenerimento e diossine nel latte…io ai miei figli non lo darei…

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Sul sito di youtube si trovano numerosi video aventi per tema l’incenerimento dei rifiuti, mi sono imbattuta in questo e mi è venuta in mente la conferenza del primo marzo a Palazzo Regionale. Altra realtà geografica, stessi problemi…ecco come vengono trattati i cittadini (competenti) che si permettono di intervenire ed esprimersi democraticamente… Leggi il resto di questo articolo »

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A 20 anni provavo un’ingenua fiducia in chi ci governa, a 30 anni sono passata ad un’attenzione più critica. Ora, a 40 anni, sono solo francamente disgustata. Questo a tutti i livelli, dal nazionale al locale. Troppe volte vedo prevalere gli interessi personali di pochi. Il vero Dio in cui molti credono è il dio denaro. Se penso all’arroganza con cui gestiscono il (nostro) bene comune…allora la nausea mi prende la bocca dello stomaco perché mi sembra di non poter credere più in niente e in nessuno, sento solo la voglia di scappare, ma dove? Leggi il resto di questo articolo »

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