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Il 1° dicembre, su iniziativa della Global Alliance Incinerator Alternatives (Gaia), si celebra la Giornata mondiale contro gli inceneritori, altrimenti detta (molto opportunamente) Giornata mondiale contro i roghi di risorse. In quale altro modo definire, infatti, una pratica che invita a consumare e gettare come se nulla fosse, per poi produrre, nella fase dello smaltimento, fumi nocivi e nuovi inquinanti sotto forma di ceneri? Dell’assurdità economica dell’incenerimento è stato detto altrove. Molti sostengono che, almeno, i termovalorizzatori di nuova generazione sono innocui per la salute umana; in proposito tante volte ho sentito portare a esempio il caso di Vienna, col suo bell’impianto colorato, situato praticamente in mezzo alla città. Sono perciò contento di citare, da «Alias», supplemento settimanale al manifesto del 29/11, qualche dato «contro» l’amena leggenda, perché sulla presunta innocuità dei termovalorizzatori la medicina e la scienza si sono già espresse da un pezzo. Circa l’impianto di Spittelau (Vienna), «molto decorato all’esterno», come rileva la rivista, occorre ricordare quanto segue: «pur essendo a norma di legge emette quotidianamente otto chili di polveri e 12 milioni di picogrammi di diossine, ossia la massima dose tollerabile per 90.000 viennesi» (fonte: Attac Italia). «Per ogni tonnellata di rifiuti trattati produce 280 chili di rifiuti che vanno in una discarica che Greenpeace classifica fra i siti più inquinati dalle diossine. I residui del trattamento dei fumi (800 grammi per tonnellata di rifiuti trattati) sono così tossici che vengono sepolti in un’ex miniera di salgemma». Leggi il resto di questo articolo »

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«L’incenerimento dei rifiuti è una follia dal punto di vista economico». Lo dice Maurizio Pallante, esperto di politica energetica e tecnologie ambientali, uno dei padri del Movimento per la Decrescita Felice, ospite ieri sera ad Aosta dell’iniziativa CulturAmbiente, organizzata da Legambiente. «Un inceneritore è una follia dal punto di vista economico, altrimenti non ci sarebbe bisogno di finanziarlo con la bolletta della luce, attraverso la tassa per le fonti rinnovabili». Leggi il resto di questo articolo »

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