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Il Comitato Rifiuti Zero VdA, in collaborazione con Legambiente VdA, Amici del Viale della pace, Diritto al Futuro, Codacons e Adiconsum, invita tutti i giornalisti ad una conferenza stampa che si terrà giovedì 26 Novembre al CSV (Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta) alle ore 17.15 (Via Xavier de Maistre, 19 ).
Nella settimana europea della riduzione dei rifiuti si è molto parlato di compostaggio. La Regione, nonostante promuova il compostaggio domestico, non intende raccolgliere l’umido in città e nei luoghi in cui non è possibile il compostaggio domestico.

Per queste ragioni verrà lanciata, in maniera congiunta fra le varie associazioni, una PETIZIONE PER UN CENTRO REGIONALE DI COMPOSTAGGIO E PER LA RACCOLTA DELL’UMIDO IN VALLE D’AOSTA . La raccolta firme partirà Domenica 29 Novembre con un banchetto in via Aubert, angolo lebbroso (dalle 14 alle 18).

Verrà inoltre presentata una LETTERA attraverso i quali i cittadini che eseguono il compostaggio domestico possono richiedere alle loro comunità Montane di ottenere la RIDUZIONE DELLA TARIFFA del 25%, come previsto dalla delibera di Giunta 3586 .

Verranno analizzati gli esiti della seconda visita civica effettuata alla discarica.

L’associazione DIRITTO AL FUTURO presenterà infine la nuova mobilitazione contro la truffa dei Cip6, i sussidi all’incenerimento che ingiustamente vengono attinti dalle bollette elettriche di tutti i cittadini.
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Comitato Rifiuti Zero VdA
Legambiente VdA
Amici del Viale della pace
Diritto al Futuro
Codacons
Adiconsum

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La riduzione dei rifiuti comincia da ognuno di noi!

Sabato 21 novembre parte la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, alla quale hanno creduto anche personalità come il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini e oltre 400 amministrazioni, imprese, associazioni e scuole italiane che hanno inviato i loro progetti.

PIU’ gesti per fare MENO rifiuti.

GUARDA IL VIDEO!

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Il 25 Giugno il Consiglio Regionale si è riunito ed ha dato l’incarico all’ Ing. Diana Cout di individuare quali fossero “le migliori tecnologie innovative per la realizzazione di impianti di pretrattamento finalizzati alla produzione di CDR di qualità ad oggi esistenti, da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento che possano garantire un ulteriore contenimento dell’impatto ambientale su scala regionale….da sottoporre agli uffici competenti 90 giorni dall’incarico”.
Sono passati ormai più di tre mesi e lo scenario appare ancora nebuloso.
Il Consigliere segretario Enrico Tibaldi (PdL) ha presentato un’interpellanza riguardante i tempi e le modalità di sperimentazione di queste tecnologie innovative.
L’Assessore Zublena ha risposto: “la sperimentazione non è ancora stata avviata data la complessità dei lavori, ma soprattutto per gli impegni di condivisione e confronto assunti dall’Amministrazione su un tema di tale portata. In queste ultime due settimane il professionista incaricato, i tecnici dell’ARPA e il personale dell’Assessorato hanno effettuato approfondimenti e valutato azioni di organizzazione e sistematizzazione delle informazioni per giungere all’individuazione di scenari di gestione che permettano di definire un percorso completo di trattamento e valorizzazione energetica dei rifiuti.? L’indagine conoscitiva è stata integrata anche prendendo in considerazione altri sistemi innovativi che permettono di trattare il rifiuto valorizzandone la componente energetica e che sono alternativi ai metodi tradizionali, quali l’incenerimento.”
Tibaldi si è dichiarato insoddisfatto della risposta ottenuta.
“Non ravviso una similitudine tale da giustificare il rinvio ad una precedente risposta, e alcuni punti risultano così inevasi.?Abbiamo notato che c’è una sostanziale prudenza nell’affrontare questo argomento, ma bisogna avere il coraggio di muovere i primi passi. Ci piacerebbe sapere se prima o poi deciderete i tempi… Dovete dirci se la produzione di un combustibile da rifiuto di qualità sarà destinato a un termovalorizzatore fuori regione o in Valle.”
Il CRZ accolglie con favore l’impegno di condivisione e confronto assunto dall’amministrazione, ma non può che concordare con il giudizio del Consigliere Tibaldi. Ci auguriamo che, siccome le soluzioni esistono e sono già ben collaudate in altri contesti, le decisioni in merito vengano prese con la tempestività che meritano. Non rischiamo di fare la fine di Napoli, ma ogni minuto che perdiamo, è un angolino in più di discarica che se ne va.

Potete visionare l’intera interpellanza su:

http://www.consiglio.regione.vda.it/info_eventi/dettaglio_comunicato_i.asp?pk_comunicato=26114

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In occasione dell’ottava giornata internazionale contro

l’incenerimento, l´Associazione Diritto al Futuro, Legambiente Valle d’Aosta e Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta saranno presenti con un banchetto mercoledi 30 settembre in Place des Franchises, dalle 17 alle 19.

Saranno raccolte le adesioni dei cittadini alla vertenza multipla che l´associazione Diritto al Futuro intenterà a nome dei singoli utenti nei confronti del Gestore della Rete Elettrica, tesa alla restituzione del 7% delle bollette elettriche emesse dal 2001 al 2007. Tali somme, infatti, avrebbero dovuto essere usate per incentivare le energie rinnovabili, mentre sono state dirottate al finanziamento delle energie “assimilabili”, comprendenti anche quella prodotta con gli inceneritori. Per questo l´Italia è stata condannata dall´Unione Europea.

Qualsiasi cittadino voglia aderire alla vertenza dovrà recarsi al banchetto munito delle fotocopie di una bolletta elettrica e di un documento di identità fronte e retro.
Gli sarà chiesto di firmare la delega all´associazione e di versare un contributo di 10 euro.
Nel caso di vittoria il singolo utente si vedrà restituire le somme prelevate dal 2001 al 2007, in caso contrario non avrà nessuna conseguenza in quanto gli oneri della causa sono esclusivamente a carico dell´associazione Diritto al Futuro.

L´iniziativa ha un forte significato politico, in quanto la proliferazione degli inceneritori - una risposta sbagliata al problema dei rifiuti - è dovuta in buona parte a questi incentivi illecitamente sottratti allo sviluppo delle energie rinnovabili.

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Sabato 29 Agosto 2009 abbiamo condotto la prima delle tre previste visite al Centro regionale smaltimento rifiuti nel comune di Brissogne, insieme alle associazioni Legambiente,“Amici del Viale della Pace”,Codacons, “Diritto al Futuro”, ed altri cittadini attivi.

In comune accordo con le altre associazioni abbiamo firmato il seguente documento:

Per l’utilizzo di tecniche innovative

nel riciclo dei materiali e per una diminuzione

della quantità dei rifiuti prodotti

Lettera aperta al:

Presidente della governo regionale

Agli Assessori regionali

Ai Consiglieri regionali

I.llmo Presidente, Ill.mi Assessori e Consiglieri

Le nostre associazioni sono impegnate nel settore della tutela dell’ambiente e della eco-sostenibilità e per lo sviluppo e l’utilizzo nella soluzione dei problemi di strumenti partecipativi.

Siamo certi di essere in completa sintonia con Voi su tre temi:

  1. La scelta delle tecnologie innovative meno impattanti per lo smaltimento dei rifiuti in Valle d’Aosta.

  2. La necessità di adeguamento alle direttive dell’Unione Europea che richiamano l’importanza della riduzione della produzione dei rifiuti alla base, del riutilizzo e della riparazione, della raccolta differenziata e sull’importanza dell’informazione, della sensibilizzazione e della responsabilizzazione dei cittadini.

  3. L’unico rifiuto che non inquina e non costa è quello non prodotto.


Nell’ottica della migliore attuazione di questi principi sottolineiamo che la direzione di marcia indicata in materia, ovvero
la scelta, previa comparazione, tra le sole tecnologie per la produzione di CDR di alta qualità da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento in Valle d’Aosta, non rappresenta l’unico scenario possibile. Altri scenari non implicano necessariamente la combustione e i costi relativi sono di esigua entità, con notevoli vantaggi economici per l’intera comunità.

Nel corso della visita alla discarica di Brissogne, abbiamo riscontrato nella raccolta differenziata (RD) rifiuti non idonei, e rilevato l’utilità e la necessità di un impianto di selezione che ottimizzi la qualità della raccolta differenziata e la possibilità di ottenere per intero i contributi previsti dalla legislazione nazionale. Con la raccolta capillare dell’umido e attraverso la realizzazione di un centro di compostaggio si potrebbe, inoltre, dare avvio e sperimentare questo tipo di trattamento.


Nella certezza che la Vostra azione sarà guidata dall’interesse generale dell’intero “Sistema Valle d’Aosta”, ci impegniamo a dare il contributo necessario attraverso le nostre organizzazioni, per favorire la sensibilizzazione dei cittadini in materia di riduzione dei rifiuti.

La Valle d’Aosta può diventare un punto di riferimento in Europa: desideriamo realizzare insieme a Voi questo obiettivo.

Legambiente

Amici del Viale della Pace

Codacons

Diritto al futuro

Comitato rifiuti zero VdA

Il secondo appuntamento “Visitiamo la discarica” si svolgerà Lunedì 28 Settembre alle 17,30. Vi invitiamo a partecipare.

Comitato Rifiuti Zero VdA

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Il Comitato Rifiuti Zero accoglie con entusiasmo la svolta ecologista che sta avvenendo in Regione. Dopo il cambio di rotta sull’inceneritore, il presidente Augusto Rollandin ha dichiarato, in occasione della fiera di Rigenergia, di “voler trasformare la Valle in un laboratorio alpino sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, in grado di sviluppare un modello esportabile e applicabile in altre realtà simili alla nostra”.
E’ esattamente ciò che propongono da tempo il CRZ sul versante dei Rifiuti e Legambiente per quanto riguarda l’energia.
Rimangono però ancora due grosse incognite di cui poco si sta parlando: la destinazione finale del rifiuto dopo il Pre-trattamento (ci auguriamo a freddo e non attraverso una tecnologia di dubbia efficacia qual’è il Thor) e contestualmente la costruzione di un Impianto di Teleriscaldamento per la città di Aosta.
Il CRZ ha invitato Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice e esperto in tecnologie energetiche, con il quale si è discusso di questi problemi. Pallante ha illustrato il perchè in un mondo finito, con risorse finite, recuperare materia (soprattutto se non rinnovabile) è sempre più conveniente rispetto a bruciarla per ottenere energia. In quest’ottica il buon senso consiste nel ridurre i rifiuti alla base, aumentare la raccolta differenziata, fare il compost sulla parte umida (sia compostaggio domestico che con la raccolta capillare nei cassonetti in città, la quale presuppone la costruzione di un centro di compostaggio). Il residuo potrebbe essere poi pre-trattato con un Trattamento Meccanico Biologico con produzione di un residuo biostabilizzato e biogas da una parte e di una frazione secca dall’altra. Questa frazione secca, essendo molto piccola, invece di farne del CDR-Q e bruciarlo in centro città, potrebbe essere tranquillamente portata fuori regione così com’è. Questo, siccome ha dei costi (minori che fare CDR e poi venderlo), incentiverebbe ancor più la regione a diminuire i rifiuti alla base ed aumentare la raccolta differenziata.
Inoltre Pallante cita un’alternativa virtuosa che si sta sperimentando al centro riciclo Vedelago. In pochi anni si è arrivati al’85% di raccolta differenziata e sul 15% residuo si sta sperimentando un ulteriore selezione che, recuperando le plastiche ed altre frazioni, arriva ad avere un residuo finale di circa del 5%, insomma verso rifiuti zero! Questo tipo di tecnologia potrebbe essere già utilizzata, ad oggi, sulla raccolta differenziata per recuperare tutte quelle plastiche che altrimenti andrebbero ad incenerimento( es. piatti di plastica etc.)
L’impianto di teleriscaldamento non rappresenta poi la migliore soluzione per diminuire gli impatti ambientali e i costi del riscaldamento invernale. Solo una quota (circa il 20%) del calore verrebbe dalla Cogne, una quota ancor minore da biomasse (cippato), mentre la maggior parte verrebbe dal metano (proveniente per lo più dal Russia e soggetto alle fluttuazioni di prezzo che conosciamo). Questi impianti, sottolinea Maurizio Pallante, oltre a disperdere calore attraverso le lunghe tubature, remano contro al risparmio energetico. Le nostre case consumano più fonti fossili che le nostre automobili e sono perlopiù costruite male. In Italia una casa consuma mediamente 20 litri di gasolio al metro quadro. In Germania 7 litri e non si possono costruire delle nuove case che consumino più di 7 litri al metro quadro. Se noi costruissimo (o ristrutturassimo) case da 7 litri invece che da 20 risparmieremmo 13 litri di gasolio. Il Pil diminuirebbe, noi staremmo egualmente al caldo e ci sarebbe meno CO2 in atmosfera: La decrescita felice! Se noi costruiamo un grosso impianto di Teleriscaldamento facciamo dei contratti in base al consumo attuale ed entriamo in una logica che scoraggia poi gli utenti a ristrutturare le loro abitazioni per renderle più efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre gli stessi impianti, gestiti probabilmente da privati e incentivati dai cosiddetti certificati bianchi, finirebbero per funzionare tutto l’anno per produrre energia elettrica (inquinando) che già abbiamo in quantità qui in Valle già . Il razionale sarebbe invece investire sulla ristrutturazione degli edifici e promuovere l’utilizzo di caldaie a micro-cogenerazione diffusa, le quali hanno dei rendimenti altissimi e consentono di produrre insieme al calore energia elettrica per 10 appartamenti. Queste tecnologie inoltre si pagano da sé, perchè consentono dei risparmi energetici che da soli con nel tempo ripagano i costi di investimento.
Siccome siamo in pieno periodo elettorale ci auspichiamo che la svolta sull’inceneritore e la fiera di Rigenergia non rimangano dei piccoli spot pre-elettorali, ma che la Regione intenda continuare sulla virtuosa strada che ha imboccato,chiarendo e discutendo con la popolazione le incognite che ancora rimangono su alcuni progetti. Altrimenti rischiamo davvero di fare un passo avanti e due indietro.
Il comitato Rifiuti zero VdA

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Non costruiranno un inceneritore in Valle d’Aosta!

Rimane ancora l’incognita sugli scenari futuri, ma è ormai assodato che non si svuoterà la discarica di Brissogne per dare da mangiare ad un inceneritore a griglia che altrimenti non avrebbe potuto funzionare. La nostra salute e l’ambiente sono al sicuro e la nostra regione, in un periodo di crisi, ha risparmiato una ingente quantità di denaro.

Quando siamo partiti in questo cammino 2 anni fa nessuno ci avrebbe scommesso una lira. Mi dicevano di pensare a studiare e che stavo perdendo il mio tempo..Noi però ci abbiamo creduto lo stesso. Nonostante la disillusione domini sovrana in questi tempi non ci siamo rassegnati al fatto che “il mondo è così e nessuno lo può cambiare”. Era molto improbabile che la nostra impresa andasse a buon fine, ma non impossibile.. Sapevamo che la ragione e il buon senso erano dalla nostra, ben consci però che spesso in questo strano mondo non sono sufficienti. Invece di chiuderci nel nostro “piccolo guscio” in un cieco individualismo abbiamo guardato al futuro e in mezzo alle nubi abbiamo tentato di scorgere quello spiraglio di luce che sempre c’è se l’occhio vuol cercare.Abbiamo sperato e con noi hanno sperato altre 3.300 persone che hanno speso del tempo per venire a fare una piccola firma al nostro banchetto.. Hanno sperato (nel profondo del loro cuore) tante altre persone che hanno magari semplicemente discusso del problema e che non sono riusciti a firmare, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per rassegnazione.. e ha sperato con noi anche qualcun’altro, lassù, nei piani alti della politica.

Beh, io vi ringrazio tutti! Perchè è grazie a voi, grazie a tutte queste piccole speranze che oggi possiamo finalmente gioire per il raggiungimento del nostro obiettivo.

Nietzsche con Zarathustra ci annuncia che DIO E’ MORTO! E’ così. Il fatto non è se esista o non esista. Dio (nella sua connotazione più ampia e quindi i grandi ideali, l’amore per il prossimo, la speranza nel futuro etc.) è morto e con esso anche il senso, lo scopo. Se si analizzasse la società del Medio Evo togliendo la figura di Dio non ci si capirebbe più niente. Se oggi togliessimo Dio dalla nostra società tutto rimarrebbe più o meno uguale. Se togliessimo il denaro non capiremmo più nulla!Viviamo in un mondo in cui gli ideali, i valori, i sogni sono in via di estinzione; anche nei giovani si spengono presto, soffocati dal materialismo, dall’egoismo, da un cinismo direi senile che il sistema capitalistico-consumista ci dispensa quotidianamente. E quando la mente umana non vede il futuro, non guarda al futuro, non guarda al prossimo e si ripiega su sé stessa in un eterno presente, sta male, soffre e cerca riparo nei vari sedativi che le sono offerti dal mercato (alcol, droghe, il sesso sfrenato, l’ industria del divertimento, il consumo fine a se stesso etc..).

Questa nostra piccola esperienza testimonia che non è sempre così: un altra via è possibile, un altro mondo è possibile. Ci hanno derubati non solo dei nostri ideali, ma dei nostri sogni, delle nostre speranze, della possibilità. Riappropriamocene!     Le cornici di riferimento in cui declinare il nostro slancio utopico e in cui ritrovare un senso relativo per la nostra esistenza non mancano: La decrescita, Rifiuti Zero.

Perchè come ben ci diceva Guccini:

“Noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per 3 giorni e poi RISORGE, in ciò che noi crediamo DIO È RISORTO, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, nel mondo che fareemo..DIO E’ RISOORTO!

Jean-louis Aillon, Presidente del comitato Rifiuti Zero VdA

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L’incontro pubblico del 29 maggio 2009 che ha visto il confronto tra l’assessore regionale all’ambiente, il Comitato Rifiuti Zero VdA, ARPA VdA e Legambiente è stato un importante segnale di disponibilità al dialogo da parte degli amministratori pubblici. L’assessore ha dichiarato pubblicamente che l’ipotesi di incenerimento dei rifiuti, contestualmente all’asservimento della discarica di Brissogne, è stata definitivamente accantonata.
> Il Comitato Rifiuti Zero VdA ringrazia i numerosi cittadini che con la loro partecipazione e il loro sostegno hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato. Rimangono tuttavia numerosi interrogativi aperti.
> L’assessore ha affermato di voler incrementare la raccolta differenziata, ma non ha chiarito se si intenda raccogliere e avviare a compostaggio anche la frazione organica, condizione indispensabile per poter raggiungere gli obiettivi di qualità imposti dalla normativa nazionale. Rimangono da definire anche le modalità e i tempi di passaggio dalla tassa sui rifiuti alla tariffa, come previsto dalla legge, secondo il principio “chi più differenzia, meno paga”.
> Sulla scelta degli impianti di trattamento della frazione indifferenziata l’assessore ha parlato, ma senza precisare, di scelte tecnologiche all’avanguardia ed a basso impatto ambientale. Riteniamo che la scelta debba ricadere su impianti di comprovata affidabilità funzionale e di indubbia sostenibilità ambientale come i trattamenti a freddo.
> Dall’incontro è emersa l’intenzione degli amministratori di realizzare un impianto per la produzione di combustibile da rifiuto di qualità (CDR-Q), da destinare ad una centrale locale per il teleriscaldamento. Il Comitato Rifiuti Zero VdA ritiene che la produzione e l’utilizzo di CDR sia accettabile solo se utilizzato in impianti già esistenti in sostituzione di combustibili fossili. Se si vuole evitare la costruzione in Valle d’Aosta di un forno creato appositamente per accogliere il CDR, occorrerebbe ipotizzare il trasporto del CDR o della frazione secco-leggera fuori regione. Inoltre pensiamo che sarebbe virtuoso se in futuro si potesse affiancare a questi impianti un centro di riciclo come quello di Vedelago che, attraverso una selezione manuale delle plastiche sulla raccolta differenziata, recupera ulteriore materia e diminuisce la quantità di rifiuti che devono essere avviati a valorizzazione energetica.

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Il Comitato Rifiuti Zero VdA accoglie favorevolmente la notizia che gli amministratori regionali non intendono smaltire i rifiuti valdostani freschi e quelli contenuti nella discarica di Brissogne in un inceneritore a griglia.
Non essendo ancora stato esplicitato in modo chiaro lo scenario di gestione e smaltimento dei rifiuti che si intende mettere in atto, il Comitato non esprime giudizi ma ribadisce la convinzione che la soluzione ottimale sia quella che prevede iniziative di riduzione dei rifiuti alla base (riutilizzo, riparazione, vuoto a rendere, distributori alla spina, consumo locale etc..), potenziamento della raccolta differenziata al 65% con il passaggio alla tariffa secondo il principio di chi più differenzia meno paga, impianto di compostaggio della frazione umida, impianto di Trattamento Meccanico Biologico con produzione di biogas e selezione della frazione secca residua da valorizzare energeticamente. 
Questa alternativa rappresenta a nostro avviso la soluzione più virtuosa dal punto di vista del contesto locale, della salute, dell’ambiente oltre che dal punto di vista economico.

Il Comitato Rifiuti Zero Vda

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BANCHETTO AD AOSTA PER RACCOGLIERE LE ADESIONI DEI CITTADINI ALLA CAUSA CONTRO IL GESTORE DELLA RETE ELETTRICA

 

 

L’Associazione Diritto al Futuro e il Comitato Rifiuti Zero saranno presenti con un banchetto in via Croce di Città (fronte farmacia) il 9 maggio dalle 17 alle 19.

 

Saranno raccolte le adesioni dei cittadini alla vertenza multipla che l’associazione Diritto al Futuro intenterà a nome dei singoli utenti nei confronti del Gestore della Rete Elettrica, tesa alla restituzione del 7% delle bollette elettriche emesse dal 2001 al 2007. Tali somme, infatti, avrebbero dovuto essere usate per incentivare le energie rinnovabili, mentre sono state dirottate al finanziamento delle energie “assimilabili”, comprendenti anche quella prodotta con gli inceneritori. Per questo l’Italia è stata condannata dall’Unione Europea.

 

Qualsiasi cittadino voglia aderire alla vertenza dovrà recarsi al banchetto munito delle fotocopie di una bolletta elettrica e di un documento di identità fronte e retro. Gli sarà chiesto, alla presenza di un avvocato, di firmare la delega all’associazione e di versare un contributo di 10 euro.

Nel caso di vittoria il singolo utente si vedrà restituire le somme trattenutegli dal 2001 al 2007, in caso contrario non avrà nessuna conseguenza in quanto gli oneri della causa sono esclusivamente a carico dell’associazione Diritto al Futuro.

 

L’iniziativa ha un forte significato politico, in quanto la proliferazione degli inceneritori - una risposta sbagliata al problema dei rifiuti – è dovuta in buona parte a questi incentivi illecitamente sottratti allo sviluppo delle energie rinnovabili.

 

Per chi non potesse recarsi al banchetto è possibile aderire dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 18 presso lo studio dell’Avv. Navarra in av. Du Conseil des commis, 5 Aosta.

 

Aosta, 2 maggio 2009

 

 

www.dirittoalfuturo.it

Info 3497225825

 

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l 27 marzo il Comitato Rifiuti Zero VdA e’ stato ricevuto dalla terza commissione consiliare a seguito della consegna delle 3300 firme per la petizione contro la costruzione dell’inceneritore in valle. Il presidente Jean-louis Aillon, accompagnato da alcuni membri del direttivo, ha spiegato le motivazioni della petizione, ha mosso delle critiche agli attuali scenari proposti per la soluzione del problema rifiuti e ha presentato alcune proposte alternative. Grande attenzione e’ stata posta sui vantaggi economici e sanitari che un trattamento meccanico biologico ha nei confronti del processo di incenerimento. Il comitato e’ particolarmente soddisfatto per l’ampio dibattito che e’ seguito e ha sottolineato nuovamente la piena disponibilita’ a collaborare con le amministrazioni al fine di fare la scelta migliore nell’interesse dei cittadini e del territorio.

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Due grandi opere non necessarie che creano i problemi anziché risolverli.

“Valle d’ Aosta: l’ isola felice” risuonava dai teleschermi in una bella pubblicità di qualche anno fa. Un´immagine eterea di verdi vallate, pascoli in fiore, montagne innevate che si stagliavano su un cielo turchino.
Sembrano condividere la solare pubblicità anche i rappresentati valdostani che hanno partecipato poco tempo fa al vertice di Chambery sul trasporto modale alpino, nella cui dichiarazione finale formulata dai presidenti dell´euroregione dell´Arco Alpino,si condivide la volontà di uno sviluppo sostenibile, attento alle compatibilità ambientali. Eppure sembra proprio che di questa nostra valle si voglia far rimanere solo un impalpabile ricordo.
Due grandi opere sono in procinto di essere costruite: da una parte l’ampliamento dell’aeroporto (i cui primi lavori di allungamento della pista sono già cominciati) e dall’altra la costruzione di un inceneritore, per “risolvere” il problema dei rifiuti.
Ci sarà quindi, nel bel mezzo della valle, un inceneritore che immetterà nell’ ambiente polveri sottili, nitrati, diossine, furani, nanoparticelle etc… Ci saranno grandi aeroplani che, atterrando nel nostro piccolo capoluogo, oltre a fare parecchio rumore, rilasceranno anch’essi un´ingente quantità di sostanze inquinanti che, a causa dell´inversione termica, si concentreranno pericolosamente in prossimità del suolo nella zona più popolata della valle.
Sono davvero necessarie queste grandi opere? Ineluttabili come ci vogliono far credere?
E soprattutto, sono le soluzioni ottimali?
Andiamo brevemente ad analizzarle una ad una:

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E’ dall’ ottobre 2009 che il CRZ aveva chiesto un incontro con il presidente Augusto Rollandin per discutere sulla gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta e consegnare le 3300 firme della petizione contro la costruzione dell’inceneritore.
La data veniva di volta in volta rimandata. Infine ci è stato detto dalla segretaria che, prima di parlare con lui, dovevamo sentire l’ Assessore competente Zublena.
Passati ormai 4 mesi ed essendo finalmente riusciti ad incontrare l’Assessore Zublena, abbiamo cercato nuovamente di parlare con il Presidente. Non aveva mai tempo per un incontro e così ci è stato detto che, se volevamo, potevamo andare agli incontri del martedì.
Siamo rammaricati perché dopo tanta attesa il colloquio con Rollandin è durato circa un minuto. Giusto il tempo di dirci che sapeva già quello che noi proponiamo e che se ne discuterà in Consiglio, dove saremo interpellati.
Dispiace che la firma di 3300 persone non sia valsa neanche una discussione di 5 minuti.
In ogni caso entro 90 giorni dalla consegna della petizione il Consiglio è obbligato a discutere della petizione e sarà formata a riguardo una terza commissione consiliare.
Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi.

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aggiornamento 27 aprile 2008 

Scarica il modulo della Petizione contro l’inceneritore

1) PETIZIONE: molta gente a cui ho dato il volantino mi ha chiesto cosa concretamente potesse fare. Se potevano firmare qualcosa…io ho risposto che adesso si cercava di informare e che quello sarebbe stato il prossimo passo.

Penso sia importante mettere su questa petizione il prima possibile,così da far sentire la gente più attiva. Se si riuscisse in tutti i formati possibili:cartaceo,internet,fax..

2) MANIFESTAZIONE: visto che mi sembra che l’obiettivo finale sia una grande mobilitazione popolare penso sia utile mettere sul sito una specie di adesione virtuale. Tipo quella di Grillo per il V-day. Anche senza una data. Da una parte firmi la petizione. Dall’altra clicchi e ti impegni a aderire alla manifestazione che ci sarà in futuro. Lasciando la mail. Così potremo informare tutti al momento opportuno.

Penso sia importante! Uno legge il volantino e va a vedere il sito. Magari sarebbe pronto a far qualcosa(senza aderire al comitato),si accorge però che non può fare niente..A questo punto magari se ne dimentica ed è difficile poi ricontattarlo sia per firmare la petizione che per un eventuale manifestazione..

ciao jean

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COME FUNZIONA?

Vedi immagine:schema trattamento meccanico biologico

Innanzitutto si chiama a freddo perchè non avviene nessuna combustione(non perchè magari congelo i rifiuti!).
Consiste in 2 parti,una meccanica e una biologica (dove entrano in gioco i batteri).

1)MECCANICA: I rifiuti vengono triturati e poi separati. Metalli, minerali, plastiche dure, carta, tessuti e legnami vengono riciclati. Di questi rimane un residuo non riciclabile che è usato per riempimenti,recupero per ambienti o per coprire delle discariche.

2)BIOLOGICA:La materia organica solida viene compostata, quella liquida digerita da batteri anaerobi con produzioni di biogas ,che viene utilizzato per alimentare l’impianto stesso.
Questo processo è praticamente privo di inquinanti e i residui, essendo privi della matrice organica, non emettono gas una volta in discarica(quindi non puzzano!)
Produce circa la stessa percentuale di residui dell’inceneritore(30%). Nel nostro caso se entrassero mettiamo 30.000 tonnellate e ne uscirebbero 9.000.

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