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Ecco lo spot per la settimana europea sulla riduzione dei rifiuti 2009. Vale la pena spenderci 5 minuti!

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Si informa che sabato 21 novembre 2009, dalle ore 14 alle 18, il Comitato Rifiuti Zero VdA sarà presente in piazza Chanoux ad Aosta per una manifestazione avente come scopo la sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti.

La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta, il Comune di Aosta, Legambiente, Caritas, Mille Bolle, Gas Valle d’Aosta, Habitat, aderisce alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi all’iniziativa.

Il Comitato Rifiuti Zero VdA

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Il Comitato Rifiuti Zero VdA ha il piacere di diffondere una bella iniziativa di carattere popolare:

Saint-Vincent: un parco tecnologico per le energie rinnovabili al posto del tiro a volo

Una piattaforma di 25.000 mq che si protende sull’abitato di Saint-Vincent: è l’ex tiro al piccione, ricavato a metà degli anni ‘70 con uno sbancamento che eliminò il villaggio Piole. Dal 1984, l’area, di proprietà regionale, è inutilizzata. Recentemente, la Giunta Regionale ha affidato a una società esterna l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione di un impianto per il tiro a volo e il tiro all’elica. L’esito è previsto entro il mese di ottobre 2009.

Alcuni cittadini di Saint-Vincent propongono un’alternativa: realizzare il tiro a volo in un sito più isolato (v. articolo su La Stampa del 4/09/09), già individuato dal Comune di Châtillon (le abitazioni hanno una distanza di 1.250 metri dal sito di Châtillon, anziché di soli 150 metri, come nel caso di Saint-Vincent). Questa soluzione comporterebbe costi inferiori, per le minori opere di mitigazione dell’impatto acustico.

Invece, si propone di sfruttare le peculiari caratteristiche di estensione ed esposizione al sole dell’area Piole (uniche in tutta la Valle) per realizzare strutture finalizzate alla ricerca e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare energia solare. Nel giugno 2008, una proposta di Parco tecnologico per le energie rinnovabili è stata presentata alle amministrazioni comunali di Saint-Vincent e di Châtillon, alla Chambre Valdôtaine e alla Regione Valle d’Aosta. La proposta coinvolge anche l’area Tecdis di Châtillon, in attesa di riqualificazione. Positivi i riscontri del Comune di Châtillon che, con una delibera consiliare del 30/06/08, si è impegnato a supportare la ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, offrendo il proprio territorio per la realizzazione di parchi tecnologici per sperimentazioni su energia eolica, energia solare termodinamica o altre tecnologie. Notevole anche l’interesse della Chambre Valdôtaine che, nel rapporto sull’economia valdostana 2008, auspica il “deciso sostegno alle attività di ricerca ed all’innovazione, accompagnato da azioni volte a favorire l’incremento della locale offerta di personale tecnico qualificato, utilizzando al meglio le opportunità derivanti dalla presenza in Valle del Politecnico di Torino e dalla crescita dell’Università della Valle d’Aosta”. Nel rapporto 2009, la Chambre punta su “una ripresa centrata sullo sviluppo della cosiddetta “green economy”, legata alla valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, delle energie rinnovabili, …”. Molte aziende, inoltre, auspicano la creazione di una filiera delle energie rinnovabili in Valle d’Aosta, a partire dalla formazione delle indispensabili professionalità nel settore.

E’ nata così l’iniziativa di una petizione popolare che non sia unicamente contro la realizzazione di un’opera – per la quale si suggerisce l’alternativa in un altro sito – ma anche proposta per il rilancio economico del comprensorio. In Valle d’Aosta si sente la necessità di un grande impulso per i settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, che saranno trainanti per l’economia nei prossimi anni. Un parco tecnologico, anche per il suo valore simbolico, sembra una buona soluzione e bene si coniuga con il patrimonio ambientale della Valle.

La petizione verrà consegnata dopo il 15 ottobre 2009 alla Presidenza del Consiglio Regionale. La raccolta firme è estesa a tutta la Valle d’Aosta. I moduli firmati (anche non completi delle 20 firme) possono essere inviati entro il 15 ottobre all’indirizzo del primo firmatario.

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Avete pagato l’Iva sulla tassa rifiuti? Potete chiedere il rimborso. Grazie alla Corte costituzionale che ha stabilito che sia la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la Tia (tariffa igiene ambientale) sono imposte e come tali l’Iva non deve essere applicata. Per ottenere il rimborso (limitato alle fatture degli ultimi 10 anni) da chi vi ha fatturato la Tia potete usare il nostro modulo.

Prima di compilarlo verificate sulle fatture degli ultimi 10 anni se l’Iva è stata applicata. Se l’avete versata allegate al modulo le copie delle fatture ed elencate gli importi nella tabellina riepilogativa che trovate nel modulo stesso.

A cosa fare attenzione

  • Se non avete nulla che provi il versamento dell’Iva perché avete solo I bollettini, usateli comunque senza indicare gli importi dell’Iva versata.
  • Se negli ultimi 10 anni è cambiato il gestore del servizio, ad esempio siete passati dal versamento al comune a quello all’ente municipalizzato, inviate due richieste separate per i rispettivi periodi di competenza.
  • La prescrizione per la richiesta di rimborso dell’Iva è di 10 anni, ma potete bloccare questo termine inviando il modulo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
  • Il comune o gli altri enti a cui avete pagato la Tarsu hanno 90 giorni per rispondere alla vostra richiesta di rimborso. Se non rispondono vale il principio del “silenzio diniego”.
  • Potete presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011, ovviamente più aspettate più slittano i termini di prescrizione. In pratica entro il 2009 potete chiedere il rimborso fino al 1999, dal 2010 potete risalire al 2000 e così via…

Cosa fare se negano il rimborso
Se l’Ente non riconosce la sentenza della Corte costituzionale e vi nega il rimborso, o non risponde, potete presentare un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Potete farlo come singolo contribuente se il valore della causa risulti inferiore a 2.582,28 euro. Al di sopra di questa cifra è necessario farsi assistere da un avvocato. Per fare ricorso alla commissione avete 60 giorni di tempo dal momento in cui ricevete la risposta negativa dell’ente o dal termine dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.

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Ieri sera a Palazzo Regionale si e’ svolta una conferenza organizzata dal Comitato Rifiuti Zero VdA per illustrare un eccellente esempio di centro di riciclaggio. Invitato speciale della serata e’ stata infatti Carla Poli, brillante imprenditrice che a Vedelago (Treviso) ha fondato il Centro Riciclo Vedelago (http://www.centroriciclo.com/).

Il centro, che serve oggi circa 1.500.000 abitanti, collabora con i comuni della sua zona riuscendo a riciclare e recuperare (senza combustioni) fino al 95-98% dei rifiuti conferiti. La raccolta dell’umido, un’accurata selezione delle plastiche, dei metalli e del vetro, sono i cardini dell’impresa a cui si abbinano anche ricerca scientifica e nuova progettazione industriale.

Stupefacenti in termini economici sono i risultati del metodo Vedelago. Il centro, che riesce a guadagnare dalla rivendita dei materiali riciclati, crea nuova occupazione (rapporto 25/28 a 1 con l’occupazione per la gestione di discariche/inceneritori) e permette di abbassare notevolmente la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. Il tutto senza considerare i notevoli vantaggi igienico-sanitari e ambientali derivanti dal riutilizzo dei materiali post-consumo.

Particolarmente interessante e’ stato conoscere il metodo di recupero della frazione secco/leggera con la quale oggi in Valle d’Aosta si vorrebbe creare il CDR-Q (combustibile da rifiuto di qualità) da bruciare nel teleriscaldamento. Il metodo Vedelago (certificato dall’Unione Europea) permette di recuperare tale rifiuto attraverso un procedimento di estrusione e di ottenere del granulato plastico da utilizzare nell’edilizia e nell’oggettistica. Ne sono un esempio mattoni, tegole, dissuasori di traffico, sedie da ufficio e panchine.

In Valle d’Aosta, secondo Carla Poli, il modello completo sarebbe applicabile con un investimento di soli 1,5 milioni di Euro, cifra ridicola rispetto a quella necessaria per la costruzione del centro di trattamento meccanico biologico destinato a produrre CDR-Q  (25/30 milioni).Ingredienti essenziali di tale progetto rimangono senza dubbio la forte volontà politica dei sindaci, delle comunità montane e dell’amministrazione regionale e la necessità di fare informazione e formazione affinché ogni cittadino si senta direttamente coinvolto.

Gli enormi vantaggi economici per ciascun abitante e per l’intera comunità sono, a nostro parere, troppo accattivanti per non pensare anche in Valle d’Aosta ad un progetto simile. Tutti coloro che ieri non erano presenti alla conferenza o che desiderano avere informazioni possono scrivere al comitato (rifiutizerovda@fastwebnet.it) per ottenere la registrazione della conferenza. A breve sarà disponibile anche una versione online sul nostro sito.

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COME RICICLARE LA MATERIA SENZA BRUCIARLA?

La combustione libera inevitabilmente nell’ambiente diossine, particolato, furani e nanoparticelle rendendoli biodisponibili a tutti gli esseri viventi.

COME RIDURRE I COSTI DI GESTIONE E LA FUTURA TARIFFA SUI RIFIUTI?


COME NON PERDERE PIÙ I CONTRIBUTI C.O.N.A.I. DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA AUMENTANDO LA QUALITÀ DEL RIFIUTO CONFERITO?


Per dare una risposta a questi e altri interrogativi il Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta organizza una conferenza a Palazzo Regionale


VENERDI’ 10 LUGLIO 2009 - ore 21

Ospite della serata Carla Poli, da Vedelago (Treviso)


Invitiamo ufficialmente a partecipare al dibattito tutti i cittadini, gli amministratori locali, la Presidenza della Consiglio Regionale, l’Assessorato all’ambiente e al territorio, la Terza Commissione Consiliare, A.R.P.A. Valle d’Aosta, i rappresentanti delle forze politiche e le associazioni.

Carla Poli è la creatrice del Centro Riciclo Vedelago in provincia di Treviso. Oltre ai comuni di questa provincia, l’impianto tratta le raccolte differenziate dei comuni della provincia di Belluno e altri comuni, per un bacino totale di circa 1.150.000 abitanti. Il centro, che opera dal 1999, arriva ora a recuperare in materia fino al 95-98% del rifiuto conferito.

Obbiettivo della conferenza è presentare il progetto Vedelago e prospettare un possibile scenario locale che eviti la combustione dei rifiuti e porti ad un sensibile risparmio dei costi di gestione e della tariffa. Spesso bruciare i rifiuti è una pessima scelta: per riottenere la stessa materia prima occorre spendere un’energia molto maggiore di quella ricavata dalla sua combustione (per esempio circa 26 volte per le plastiche, dalle 4 alle 6 volte per i prodotti cartacei).

Già altre fonti inquinano Aosta e aggiungere nel teleriscaldamento la combustione di CDR da rifiuto aumenta la concentrazione di inquinanti. La vera risposta per la collettività e’ l’aumento dell’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi. Un piano di coibentazione degli edifici attraverso forti incentivi e la progressiva sostituzione delle caldaie con impianti domestici a cogenerazione sono sicuramente la scelta più virtuosa e innovativa in materia di riscaldamento.

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L’amministrazione comunale di Quart organizza per il giorno venerdì 19 giugno alle ore 21 all’Auditorium comunale del Villair di Quart un incontro dal titolo:

Discarica di Brissogne e sistema di trattamento finale dei rifiuti: evoluzione e prospettive.

Interverranno:
Augusto Rollandin, Presidente della Regione
Manuela Zublena: Assessore all’Ambiente
Andre Rosset: Consigliere regionale ed ex sindaco di Quart

Riteniamo sia necessario mantenere ancora alta l’attenzione sul tema, non tutti i dubbi sono stati chiariti: in particolare non sono ancora evidenti alcune questioni:

• Quali azioni concrete e quali i tempi per potenziare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata?
• I rifiuti verranno ancora bruciati in Valle?
• C’è l’intenzione di raccogliere tutto l’umido e in quali tempi?
• Quale il destino della discarica attuale
• Verrà modificata la legge regionale attuale che impedisce di conferire fuori valle il cdr?

Ti chiediamo quindi di partecipare all’incontro, si tratta di un’occasione da non mancare per avere ulteriori elementi per comprendere quale scenario di gestione si prospetta e per porre domande di chiarimento. Se puoi passa parola.

Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta

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Da LA STAMPA online (www.lastampa.it) del 04 Giugno 2009 un articolo che fa ben sperare!

La giunta dice «sì»a una nuova struttura nell’ex Foro Boario

Liscia, fredda o gasata Arriva l’acqua alla spina

DANIELE MAMMOLITI

AOSTA

Si chiama Casa dell’Acqua ed è una struttura in cui poter attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino: a temperatura ambiente, ma anche fredda, liscia o gasata. Una sorta di impianto per l’acqua alla spina, accessibile a tutti. Il Comune sta pensando di realizzarne una all’ex Foro Boario, oggi utilizzato come area per i camper, vicino all’isola ecologica. La giunta, a inizio maggio, ne ha già approvato il progetto preliminare, per il quale ha previsto uno stanziamento di 200 mila 553 euro.
L’idea è partita da Enrico Girardi, architetto aostano che ha firmato il progetto. «Ho iniziato a parlarne con l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e con il dirigente Marco Framarin già a inizio 2008. L’ipotesi è quella di produrre acqua potabile in alternativa a quella venduta nelle bottiglie di plastica, a basso costo per il Comune e a bassissimo costo per gli utenti, cioè cittadini e turisti». In Lombardia sono già diverse le strutture di questo genere e, come spiega sul suo sito Internet Tiziano Butturini, presidente dell’azienda che fornisce questo tipo di servizio, la Tasm, (Tutela Ambientale Sud Milanese) «nei Comuni dove già esistono sono “prese d’assalto” tanto che i sindaci hanno adottato regolamenti che ne disciplinano l’uso». Proprio con la Tasm sono stati presi numerosi contatti ma, come puntualizza Girardi, «senza alcun impegno. La Tasm si è resa disponibile e fornire indicazioni e preventivi indispensabili all’esecuzione dell’opera». Girardi sottolinea il valore ecologico dell’iniziativa, ma non trascura il discorso economico: «Ammettendo che il Comune voglia far pagare l’acqua gasata e quella refrigerata, ad esempio 10 centesimi al litro come si è ipotizzato (e dunque a un costo molto conveniente per il cittadino rispetto a quello praticato nei supermercati per l’acqua in bottiglia) l’amministrazione si troverebbe nelle condizioni di vedere del tutto abbattuti i costi di gestione e, a seconda dei consumi, ad ammortizzare l’investimento per la struttura, con la possibilità di ricavare anche dei guadagni».
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua aostana, Girardi fa notare che «quella che viene dall’acquedotto cittadino è ottima e probabilmente più controllata di molte acque minerali vendute in bottiglia, obbligate ad aggiornare i dati sull’etichetta solo ogni due anni». La realizzazione della Casa dell’Acqua avrebbe, tra le sue conseguenze, anche quella di rivedere completamente il Foro Boario, l’area camper che lo stesso Girardi definisce «degradata e male inserita in un contesto ai margini della città. Tuttavia - prosegue l’architetto - si tratta di una zona strategica, dove è facile trovare parcheggio, vicina al mercato, con una viabilità funzionale. Collocarvi un servizio significa valorizzarla». La proposta che Girardi ha fatto al Comune è di trasformare il Foro Boario «dotandolo di alberi che garantiscano ombra ai camper e offrano un po’ di verde»; l’accesso alla Casa dell’Acqua verrebbe garantito da «una viabilità interna come quella dei terminal aeroportuali, per offrire la massima fluidità alla circolazione, con posti auto a ridosso». Un portale d’ingresso in stile Liberty e una «onda» alta sei metri conferirebbero all’opera anche un’identità dal punto di vista estetico, considerando che in molte città che hanno realizzato una Casa dell’Acqua questa si è rivelata anche un luogo di incontro.
«L’idea è molto interessante - dice l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel - e ambiziosa. Forse per qualcuno potrà sembrare un progetto da libro dei sogni, ma come è stato dimostrato in altre realtà si tratta di un’opera realizzabile senza troppo sforzo».
Entro agosto dovrebbe essere pronto il progetto definitivo, e nel 2010 dovrebbe arrivare quello esecutivo. I lavori per la Casa dell’Acqua partirebbero quindi nel 2011.

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(ANSA) - AOSTA, 30 MAR - Promuovere iniziative che coinvolgano le associazioni, i commercianti e in particolare la grande distribuzione affinché la Valle d’Aosta metta al bando i tradizionali sacchetti della spesa in polietilene rimpiazzandoli con contenitori biodegradabili prodotti da materie naturali, riutilizzabili e dunque facilmente smaltibili.

E’ quanto si è impegnata a fare l’assessore regionale all’ambiente e territorio Manuela Zublena dando via libera alla mozione presentata in Consiglio Valle dal gruppo di minoranza Vallee d’Aoste Vive/Renouveau che ha messo in evidenza come “i sacchetti in polietilene siano fra gli elementi inquinanti quelli che creano maggior impatto visivo particolarmente negativo in una realtà turistica come la Valle d’Aosta”.

“Il testo richiama gli indirizzi dell’Unione Europea - sottolinea l’assessore Zublena - nel quadro della strategia generale di gestione dei rifiuti e rientra nell’ambito delle attività previste dagli atti normativi regionali. Condividiamo quindi l’opportunità di avviare iniziative in tal senso come anche altre iniziative di attività più mirate a una maggiore sensibilizzazione.”

Una normativa europea prevede a partire dal primo gennaio 2010 la sostituzione degli shopper in polietilene con sacchetti biodegradabili, che privilegino l’utilizzo di materie prime di origine agricola contribuendo così alla riduzione dei gas ad effetto serra. In Italia si stima che vengano prodotte ogni anno circa 300mila tonnellate di shopper di plastica, pari a 430mila tonnellate di petrolio, con un emissione di CO2 in atmosfera di circa 200mila tonnellate. (ANSA).

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Proseguono gli incontri con le forze politiche

Venerdì 6 marzo 2009 il Comitato Rifiuti Zero ha incontrato il gruppo del PdL, che ha ascoltato con interesse le proposte del Comitato in relazione alla gestione dei rifiuti, considerando l’argomento degno della partecipazione attiva dei cittadini al dibattito in corso.
Abbiamo poi avuto un ampio e proficuo confronto con il PD che presta una vigile attenzione al problema dei rifiuti ed ha ascoltato con partecipazione le nostre proposte.
Rinnoviamo il nostro invito a tutte le forze politiche di maggioranza, che ad oggi, non hanno ancora risposto alla nostra richiesta di un confronto.

Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta

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Il Comitato Rifiuti Zero VdA ha deciso di incontrare i gruppi consiliari di tutte le forze politiche per illustrare le proprie proposte in materia di gestione dei rifiuti e conoscere le loro posizioni a riguardo.

Gli obiettivi sono quelli di illustrare la petizione sottoscritta, ad oggi, da 3.300 cittadini valdostani; presentare i vantaggi in termini economici e sanitari del Trattamento Meccanico Biologico come alternativa all’inceneritore ed infine proporre possibili politiche per la riduzione dei rifiuti alla base.

Martedì 27 gennaio 2009 vi è stato il primo incontro con il gruppo Vallée d’Aoste Vive - Renouveau, che si è dimostrato interessato alle problematiche trattate e disponibile a continuare il dialogo.

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Venerdi 23 gennaio il presidente Aillon Jean-louis e alcuni membri del direttivo del CRZ hanno incontrato l’assessore Manuela Zublena per presentarle le prime 3300 firme contro la costruzione dell’inceneritore e discutere sulla gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta.

Ringraziamo l’assessore per l’ampio confronto che ha reso possibile. Accogliamo con favore l’impegno espresso dall’assessore nel raggiungere quelli che sono gli obiettivi imposti dall’U.E, ovvero in primis la riduzione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata (65% entro il 2012). Accogliamo inoltre con favore l’istituzione dell’osservatorio regionale sui rifiuti, nel quale le associazioni ambientaliste avranno un loro rappresentante e potranno partecipare al processo decisionale quando arriveranno i dati relativi agli ultimi approfondimenti della regione.

Restiamo però decisamente perplessi per i seguenti motivi:

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Il Comitato Rifiuti Zero (CRZ) informa che venerdi’ 23 gennaio 2009 alle ore 16:30 presso la sede dell’Assessorato territorio e ambiente incontrera’ l’Assessore Manuela Zublena; il direttivo del CRZ accoglie con favore, dopo alcuni mesi di attesa, la decisione dell’amministrazione regionale di incontrarsi per discutere sul tema dei rifiuti e ascoltare le proposte del CRZ.

L’incontro vertera’ su quattro obiettivi:
(1) la presentazione all’Assessore delle prime 3300 firme relative alla petizione promossa dal CRZ;
(2) la richiesta di informazioni in merito alle modalita’ e ai tempi che l’amministrazione regionale intende attuare per la riduzione dei rifiuti, la raccolta della frazione organica, il passaggio da tassa a tariffa e la chiusura del ciclo dei rifiuti;
(3) la presentazione delle proposte alternative del CRZ alla costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta;
(4) la richiesta della creazione di un tavolo tecnico di studio sulla gestione dei rifiuti nell’ottica di una maggior condivisione delle scelte come affermato dall’amministrazione regionale.

Il Direttivo del CRZ

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Ciao a tutti,

questa proposta nasce con l’idea di coordinare il volantinaggio e far sapere a tutti come ci diramiamo nel territorio. Questa è solo un’idea, vediamo se può funzionare…

Seguite 3 semplici passi per dichiarare il vostro volantinaggio:

1) andate in basso in “lascia un commento”

2) scrivete quindi nome del comune maiuscolo: giorno - zona - ora. Per esempio “AOSTA: 5 aprile - piazza del mercato - 10:00

3) firmate con il vostro nome e, se volete, inserite un recapito telefonico

Proviamo a vedere se questo strumento ci può aiutare a organizzarci!

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La frazione umida del rifiuto domestico rappresenta in media il 30% del totale. Questa è formata da scarti di cucina e di giardino. Nel rifiuto indifferenziato essa è responsabile dei cattivi odori, degli oleati e della proliferazione di batteri patogeni. Leggi il resto di questo articolo »

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