Ritorna la giornata del baratto di materiali invernali e da sci!

Per maggiori informazioni: http://mdfaosta.wordpress.com/

CRZ VdA

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Siamo molto dispiaciuti, ma a causa delle forti piogge questa mattina si è deciso di annullare il mercatino di Saint Martin De Corleans.

Non ci sarà pertanto neanche il nostro stand del baratto di materiali invernali e da sci, il quale è però soltanto rimandato a data da destinarsi.
Vi daremo notizie a riguardo il più presto possibile.

CRZ
Il circolo mdf di Aosta

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Diamo voce a questa bella iniziativa sul baratto del neonato circolo della Decrescita Felice Di Aosta.

Barattare il nostro vecchio paio di sci con uno nuovo significa ridurre i rifiuti. Ridurre i rifiuti alla base e fare una buona raccolta differenziata significa che non avremo bisogno di nessun Pirogassificatore!

CRZ

Per maggiori info: http://mdfaosta.wordpress.com/

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DOCUMENTO PER TUTTE LE CATEGORIE PROFESSIONALI SOCIALI ED ECONOMICHE INTERESSATE A

“Incenerimento e Salute”

Oggetto: realizzazione del Pirogassificatore in Valle d’Aosta.

In qualità di Medici quotidianamente impegnati, nei diversi settori di appartenenza ( Medici di base, territorio, ospedale ) nella tutela della salute, esprimiamo la nostra forte preoccupazione per il progetto di realizzare un impianto ( per lo smaltimento dei: rifiuti urbani, fanghi da depurazione, rifiuti ospedalieri e carcasse animali ) denominato Pirogassificatore.

La scadente qualità dell’aria nel territorio dei Comuni della Plaine, la crescente incidenza statistica di malattie neoplastiche, broncopolmonari e cardiocircolatorie; la pericolosità del sito prescelto ( a fianco dell’attuale discarica ) sono dati inconfutabili che sollecitano la massima precauzione e controindicano la realizzazione di strutture che inevitabilmente, apportando nuove fonti di inquinamento, porterebbero ulteriori carichi di tossici ambientali e, quindi, aggravi per la salute e la qualità della vita.

Perciò, condividendo i contenuti del documento allegato e coerentemente con la recente introduzione nel nostro codice deontologico del nuovo art. 5 ( “Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente” ) che richiama al rispetto dell’ambiente in cui l’uomo vive e lavora, inteso come determinante della salute dei cittadini, riteniamo nostro dovere ricordare che la tutela della salute deve rappresentare il primo valore da difendere.

Per i motivi suesposti confidiamo, dunque, in una profonda e responsabile riflessione sul problema in oggetto e sollecitiamo: la ricerca di alternative possibili e già altrove realizzate e l’attenzione di tutte le categorie sociali interessate al miglioramento dell’ambiente e della salute pubblica.

Rifiuti e incenerimento

Gli importanti aspetti sanitari connessi alla gestione ed allo smaltimento dei rifiuti hanno via via assunto una rilevanza sempre maggiore, sia per le pubbliche amministrazioni, sia per i cittadini. La necessità di superare progressivamente il sistema dell’indiscriminato conferimento in discarica ha , infatti, costretto tutti a interrogarsi su nuove modalità di gestione, raccolta e smaltimento, finalizzate ad incrementare la percentuale della raccolta differenziata ad a ridurre conseguentemente il quantitativo di rifiuto prodotto ( incluso quello impropriamente ritenuto “non riciclabile”).

In Valle d’Aosta il Governo Regionale è partito da un INCENERITORE per passare poi al TERMOVALORIZZATORE ed approdare infine al PIROGASSIFICATORE, tutti e tre per legge assimilati ad impianti di incenerimento a caldo.

(art. 2 del D.Lgs. 133/05…..processi termici operanti in condizioni parzialmente ossidative – gassificazione – o in atmosfera inerte – pirolisi – , dal punto di vista normativo, sono equiparati alla combustione diretta dei rifiuti.)

Importanti e recenti studi, in particolari i modelli basati sulla divisione in zone degli impianti, inclusi quelli di “ultima generazione”, dimostrano che le componenti molecolari, dissociate nelle zone di fiamma, tornano a riaggregarsi – anche grazie all’azione catalitica svolta dai metalli – attorno al particolato ultrafine che si forma proprio in ragione ( e in proporzione ) delle alte temperature raggiunte. Lungi dall’essere, quindi, come si auspicava nei decenni andati, distruttori di sostanze pericolose, gli inceneritori si sono rilevati, al contrario, veri e propri produttori, moltiplicatori e diffusori di sostanze geno-tossiche e cancerogene, quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), molecole diossino-simili e particolato fine/ultrafine.

Sostanze che risultano tanto più nocive se emesse da un impianto localizzato in una valle alpina, come quella in cui verrà costruito il Pirogassificatore , valle alpina che ospita circa 50.000 cittadini e attivita’ agro-zootecniche e che è notoriamente gravata da ristagno d’aria (circa 100 giorni/anno) come si può rilevare dai rilevamenti meteorologici.

Di qui le ragioni di grande preoccupazione derivanti soprattutto da motivazioni di carattere sanitario, epidemiologico ed eco-ambientale.

Implicazioni di natura eco-ambientale, in relazione al nostro territorio

Ad aggravare le conseguenze della decisione della Giunta Regionale di realizzare l’impianto di pirogassificazione si deve anche considerare che la Vallata centrale è collocata ai margini di un area, quella padana, tra le più inquinate del pianeta. Ma va anche sottolineato che essa stessa è di per sé caratterizzata da una circolazione d’aria sfavorevole che determina , specie nei mesi invernali, un ristagno d’aria ( fenomeno dell’inversione termica ) che trattiene gli inquinanti prodotti sul nostro territorio.

Un altro dato tristemente noto è l’incidenza delle patologie tumorali che annoverano tra le loro cause anche l’inquinamento atmosferico. La realizzazione di un impianto di pirogassificazione in questo preoccupante contesto, lungi dall’essere intesa come una “soluzione” allo smaltimento dei rifiuti, rappresenta una seria minaccia per la salute ambientale e, quindi, delle persone che vivono nel circondario.

Implicazioni di ordine sanitario

E’ noto che le innumerevoli fonti di inquinamento disseminate su tutto il pianeta arrecano gravi danni alla salute nostra ( e a quella delle generazioni future ) dovuti al carico di molecole tossiche che si vanno accumulando nei nostri tessuti nel corso degli anni e che l’E.P.A. ( Environmental Protection Agency ), alcuni anni fa, definì con i termini Body Burden ( carico chimico o zavorra chimica corporea ).

Ad aggravare gli effetti “aggiuntivi” dovuti alla diffusione sempre più ubiquitaria di queste molecole si aggiungono gli effetti “cumulativi” dovuti alla loro bioaccumulabilità all’interno delle catene alimentari, di cui l’uomo rappresenta il vertice. In questo contesto aggiungere nuove fonti di inquinamento, quali sono gli impianti di pirogassificazione, è immorale, specie se esiste la possibilità concreta di uno smaltimento alternativo dei rifiuti.

Infatti , ogni “macchina che brucia” emette un gran numero di sostanze pericolose per la salute , di cui molte non conosciute, prodotte dallo stesso processo di combustione che , notoriamente, trasforma sostanze inerti in sostanze pericolose ed altamente tossiche ( classico esempio la sigaretta ). Anche le scorie ( ceneri pesanti e ceneri leggere ) costituiscono un grande potenziale di rischio ambientale e sanitario di cui va tenuto conto.

Tra gli inquinanti emessi si ritrovano cancerogeni certi per l’uomo, che l’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) colloca al 1° livello di cancerogenesi. E’ questo il motivo per cui la legge classifica il Pirogassificatore come “ Industria insalubre di 1^ classe “ ( art. 216 T.U. Delle Leggi Sanitarie – G.U. n. 220 del 20.09.1994, 129), e la Commissione Europea per l’Ambiente ne sconsiglia la realizzazione dentro le valli alpine.( Guida della gestione dei rifiuti in aree di montagna – Commissione Europea – Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali 2000. “…l’incenerimento presenta numerosi inconvenienti , sopratutto ambientali, in quanto genera importanti impatti negativi sull’aria e sull’acqua ma anche sul piano paesaggistico; tali impatti sono aggravati, nelle aree di montagna, dalle condizioni naturali (rilievo e inversione termica) e sono maggiormente subiti a causa della fragilità del territorio. L’incenerimento non esclude la necessità di uno stoccaggio definitivo, in questo caso di rifiuti pericolosi, più oneroso e con vincoli più restrittivi….

..sul piano economico, gli investimenti relativi alla costruzione e al funzionamento di un inceneritore non si giustificano a fronte dei benefici derivanti dal recupero di energia che restano marginali sia in relazione al contenuto energetico dei materiali sia in rapporto alla produzione di energia idroelettrica, meno inquinante e molto sviluppata nelle aree di montagna ).

Al riguardo, l’esempio dei metalli pesanti è emblematico: emessi dagli impianti possono permanere lungamente ( specie se legati al particolato ultrafine ) in atmosfera, spostarsi per chilometri e penetrare nei nostri organismi seguendo tre vie: per via inalatoria con conseguente passaggio nel sangue; per via alimentare; per traslocazione diretta al cervello attraverso i nervi cranici. E’ stato ormai dimostrato da numerosi studi tossicologici ed epidemiologici come l’esposizione quotidiana a quantità anche minimali di arsenico, cadmio, cromo, nichel, mercurio, piombo ( la cui presenza nelle emissioni degli impianti a caldo è stata ribadita da una recente pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità) rappresenti una minaccia concreta per la salute nostra e delle generazioni future, anche in ragione della loro capacità di interferire con l’assetto epigenetico delle cellule in via di differenziazione ( cellule degli organismi in via di sviluppo e cellule staminali di tessuti adulti), con possibile incremento di infiammazioni croniche sistemiche e distrettuali, tra cui aterosclerosi, malattia di alzheimer e varie neoplasie.

(L’Epigenetica è lo studio di mutazioni ereditarie nel fenotipo e nell’espressione dei geni causata da meccanismi diversi dalle mutazioni delle corrispondenti sequenze di DNA.)

Lungi dall’essere, come si sperava, termodistruttori di sostanze pericolose, gli inceneritori e assimilati si sono rilevati, insomma , veri e propri moltiplicatori e diffusori di sostanze geno-tossiche e cancerogene, quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), molecole diossinosimili e particolato fine e ultrafine ( PM10, PM2,5 e PM0,1),

trasformando un semplice problema di igiene pubblica in un grave problema sanitario “.

Studi epidemiologici e danni da incenerimento

Vasta eco ha avuto, in questo contesto, l’appello recentemente lanciato dalle pagine di The Lancet dai ricercatori della Harvard School of Public Healt che hanno parlato di “Pandemia silenziosa” che potrebbe affliggere il 10% dei bambini nei paesi industrializzati e che sarebbe conseguenza della diffusione di agenti inquinanti emessi da traffico, industrie ed inquinanti di incenerimento.

E’ importante sottolineare come, nonostante le diverse metodologie di studio applicate e i diversi fattori di “ confondimento “, in molti di questi studi siano emersi dati significativi di effetti dannosi per la salute, sia neoplastici che no, tanto nelle popolazioni residenti nei dintorni di impianti di incenerimento che nei lavoratori addetti.

Particolarmente solide sono le evidenze concernenti le patologie neoplastiche: una revisione di 46 studi, condotti con particolare rigore, ha evidenziato un incremento statisticamente significativo in 2/3 degli studi che hanno analizzato incidenza, prevalenza e mortalità per cancro.

In particolare sono ben documentate l’associazione con linfomi non Hodgkin, cancro al polmone, neoplasie infantili e sarcomi. In molti di questi studi proprio i sarcomi vengono ritenuti patologie “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da impianti di incenerimento.

Di grandissimo interesse risulta il recente studio sui sarcomi eseguito in provincia di Venezia che ha dimostrato un rischio triplicato di sviluppare la malattia fra i soggetti con più lungo periodo e più alto livello di esposizione.

Il 2 aprile 2008 sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta dal francese Institut de Veille Sanitaire nella popolazione adulta residente in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diverse percentuali, e le preoccupazioni a suo tempo emerse dai risultati preliminari si sono ulteriormente rafforzate davanti a quelli definitivi, conteggiati a marzo 2008, che evidenziano i seguenti incrementi : sarcomi +22%, linfomi non Hodgkin +12% in entrambi i sessi ( + 18% nelle femmine), cancro al fegato + 16%, mieloma multiplo +16% in entrambi i sessi ( +23% nei maschi) e tutti i cancri nelle donne +6%.

Ricordiamo anche come il recente studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposto a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) abbia evidenziato gravi danni per la salute, specie nel sesso femminile, con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e sopratutto per tutti i tumori ( in particole mammella , colo, stomaco).

Alla luce di quanto suesposto, è particolarmente importante notare come l’incremento delle patologie neoplastiche abbia seguito abbastanza fedelmente i gradienti di concentrazione dei metalli in atmosfera. Studi indipendenti, condotti con metodi diversi, hanno portato a risultati fra loro comparabili: in particolare la maggiore suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti.

I nuovi inceneritori

Un breve cenno merita, a questo proposito, il dibattito sui nuovi inceneritori, così definiti perché caratterizzati da sistemi sofisticati e costosi per il contenimento delle emissioni: sistemi di neutralizzazione per alcuni gas acidi; sospensioni o torri di adsorbimento per mercurio e molecole diossino-simili; filtri a maniche, scrubber, precipitatori elettrostatici, multicicloni per il particolato, etc.

E’ importante sottolineare come non soltanto la letteratura scientifica, ma gli stessi documenti ufficiali riconoscano che anche le tecnologie più efficienti possono ridurre le emissioni in atmosfera di vari inquinanti, ma non impedirle e, sopratutto, non possono incidere sulla loro formazione limitandosi, in pratica, a spostare le sostanze inquinanti dai fumi alle ceneri; in ogni caso la gran parte di esse è destinata a finire comunque nell’ambiente.

Soprattutto non possono ridurre in modo soddisfacente l’emissione di alcuni tra gli agenti inquinanti più pericolosi come il particolato ultrafine ( di cui sono addirittura produttori ), il mercurio e altri metalli pesanti e trasformano gli stessi filtri in scarti con altissime concentrazioni di agenti tossici, che dovranno essere a loro volta “smaltiti” ( vedi discariche per sostanze tossiche, con aggravi di costi ).

E’ quindi veramente preoccupante che la Giunta Regionale perseveri nella decisione di costruire un pirogassificatore basandosi sull’efficienza ( comunque limitata e presunta ) di tali tecnologie e che pervicacemente rifiuti il confronto con alternative reali, più sicure e più economiche.

E’ grave, inoltre, che si cerchi di togliere valore a importanti studi epidemiologici che hanno dato risultati comunque significativi ( a volte drammatici ) per quanto concerne le popolazioni direttamente esposte.

Senza contare che , al riguardo, la legge fisica del principio di conservazione della materia (“Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”) parla chiaro: se bruciamo es. 100.000 tonnellate di rifiuti e sul fondo del camino ne rimane circa il 30%, in forma di scorie, il resto dove va a finire?

Conclusioni

la necessità di tutelare la salute dei cittadini e di contribuire alla costruzione di un futuro sostenibile per le future generazioni non può prescindere dal ricercare e stimolare comportamenti virtuosi che portino le persone al massimo rispetto di sé e dell’ambiente: in questo senso, in coerenza con l’art. 5 del nuovo Codice deontologico, ribadiamo, come Medici, il nostro ruolo non solo di “operatori” ma anche di “educatori” alla salute.

Riteniamo, perciò, che le evidenze: epidemiologiche, tossicologiche e sperimentali relative agli inquinanti, emessi dagli inceneritori di rifiuti, accumulate negli anni non consentano deroghe all’obbligo della prevenzione. Soprattutto le numerose e qualificate conoscenze emerse circa l’accumulo dei principali inquinanti in ambiente, nelle catene alimentari e nell’organismo umano e la trasmissione materno-fetale degli stessi, con il susseguente pericolo di una trasmissione ed amplificazione trans-generazionale dei danni genetici, impongono l’applicazione del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. ( Principio di Precauzione art. 301, secondo comma, d.lgs. 152/2006 : “ quando la salute o l’ambiente possono essere danneggiati da un’attività, andrebbero prese misure precauzionali anche se alcuni rapporti di causa ed effetto non sono stati provati scientificamente in maniera completa. In questo contesto, il peso della dimostrazione dell’innocuità dovrebbe ricadere su chi propone l’attività piuttosto che sul pubblico.

Il principio di precauzione è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici.”).

Nel caso specifico la prevenzione primaria non rappresenta affatto un’utopia, dal momento che sussiste la concreta possibilità di recuperare, nella quasi totalità, i materiali al termine di una corretta filiera, respingendo la presunta necessità di un loro smaltimento mediante soluzioni inquinanti e dannose per la salute collettiva come discariche e, soprattutto, sistemi di incenerimento che oltre a immettere direttamente in atmosfera notevoli quantità di inquinanti, producono notevoli quantità di scorie pericolose e tossiche, che necessitano, a loro volta, di specifiche discariche in una sorta di circuito vizioso che rischia di danneggiare in modo irreversibile il nostro territorio.

Ribadiamo, perciò, importante che gli uomini di scienza, e i medici in particolare, non si limitino a studiare e illustrare i meccanismi patogenetici connessi alla esposizione cronica di uomini, donne e bambini ai vari inquinanti e a cercare di quantificare il danno sulle popolazioni direttamente o indirettamente esposte, ma rivendichino il loro ruolo di promotori e tutori della salute e dell’ambiente, che della salute è fattore determinante (art. 5 Codice deontologico). Questo è stato l’insegnamento di Lorenzo Tomatis che per decenni si è impegnato a favore di una prevenzione primaria.

Per contatti e adesioni ed eventuali chiarimenti sugli argomenti trattati e relativa bibliografia rivolgersi a :

jean.84@libero.it

carlo.vettorato@gmail.com

saurosalvatorelli@alice.it

aderenti al Comitato: vallevirtuosa@gmail.com

NB: Il presente documento è derivato dalla Monografia sui rifiuti prodotta da ISDE ( International Society of Doctors for Environment) e dal Documento dei medici trentini: Incenerimento e Salute.

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Cari amici,

Ci sono delle belle notizie ! E’ stata approvata la possibilità di portare avanti un referendum propositivo per annullare la costruzione del Pirogassificatore. Si partirà a breve con la raccolta firme (target: 5.000, metà di quelle raccolte in precedenza da VAllevirtuosa) e la palla passerà così dalla Regione ai cittadini!
Inoltre 3 medici valdostani hanno redatto e sottoscritto un documento su salute ed inceneritori che sarà a breve sul nostro sito, nella speranza che porti all’adesioni di molti altri colleghi del settore.

Come avrete notato negli ultimi tempi l’attività telematica di informazione da parte del CRZ è un pò calata. I motivi sono vari tra cui anche il fatto che vari esponenti del comitato si sono impegnati attivamente a supportare l’associazione Valle Virtuosa, che ad oggi sta portando avanti alla grande la battaglia che noi iniziammo circa 3 anni fà.

Vi invitiamo quindi a iscrivervi anche alla pagina facebook di Vallevirtuosa per essere meglio informati sulle continue evoluzioni che in questi mesi ci saranno sul Pirogassificatore.
http://www.facebook.com/vallevirtuosa

Saluti,

Il CRZ VdA

Postato da: jean.84 in Senza categoria

A rete rifiuti zero ha dato il suo sostegno e sarà presente Domenica 3 Luglio in Val Di Susa alla manifestazione nazionale NO TAV.

http://www.notav.info/manifestazione-3-luglio/

Anche i valdostani porteranno il loro contributo alla manifestazione,pacifica e determinata, per la difesa dei beni comuni costituenti di una rinnovata democrazia: partecipazione, ambiente e salute.
I valdostani che volessero partecipare – si stanno organizzando pulman ecovoiturage – possono contattare aosta@arci.it – 3204352548.

Sotto trovate l’appello che sta diffondendo il Movimento per la Decrescita Felice:

I fatti delle ultime ore ci hanno fatto ritenere di ribadire il nostro appoggio alla protesta contro la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione.
Il circolo di Torino, attraverso alcuni dei suoi soci, è rimasto la scorsa notte al presidio della Maddalena fino a che i lacrimogeni lo hanno permesso, ma già nel passato non aveva fatto mancare il suo apporto, nella manifestazione del 23 gennaio 2010 a Susa, in alcune serate trascorse al presidio di Sant’Antonino di Susa e nell’organizzazione di una conferenza dal titolo “DecresciTav” in cui si esponevano i motivi per il “no” alla costruzione di questa infrastruttura in riferimento al pensiero della Decrescita.In questi momenti nei quali prevalgono il “gossip”, il conteggio dei feriti e le polemiche politiche, questi motivi vanno ribaditi e inquadrati in un contesto più ampio.
La costruzione di una simile opera, non è altro che lo specchio di una politica che ritiene che si possa giungere al benessere cementificando, con la realizzazione di “grandi opere” che porteranno a una “crescita”, in quanto aumenteranno gli scambi commerciali e le merci trasportate. Purtroppo la realtà è ben diversa: le nostre case non mancano certo di oggetti (spesso inutili); gli scaffali dei supermercati sono ben lontani dall’essere vuoti, anzi, da lì vengono riversati direttamente nei cassonetti dell’immondizia il 30% dei loro prodotti.Il mondo d’oggi, sempre più sovrappopolato e inquinato, dove le risorse sono in continuo calo, deve pensare a come ripartire dal proprio territorio, a incentivare la produzione locale, a ridurre i tragitti delle merci e a promuovere il riutilizzo prima ancora del riciclo.Non solo: un’opera come la Torino-Lione avrebbe dei costi ambientali enormi se si considerano l’utilizzo di energia e di materie prime per avviare le decine di cantieri che si protrarranno per decenni. La motivazione dell’incentivo al trasporto su rotaia invece che su gomma, in un contesto dove la linea attuale è utilizzata appena al 30% della sua portata, appare ridicola. Così come assurda (e in ogni caso da noi non auspicata) un’impennata degli scambi commerciali sulla tratta, essendo stabili se non in calo da oltre 20 anni.
E pensare che quei 17 miliardi di euro in un paese in crisi come l’Italia farebbero molto comodo, anche per investimenti strutturali che creerebbero ugualmente occupazione, però utili al paese e in una prospettiva di riduzione dei consumi: ristrutturazione energetica a partire dagli edifici pubblici, trasporto locale, piste ciclabili, rinnovamento della rete idrica…
Per questi motivi il circolo di Torino rinnova il suo NO alla costruzione dalla Torino-Lione e non farà mancare il suo sostegno alla protesta, consapevole del fatto che il nostro non è un “NO” di principio e distruttivo: è un NO che si incastra in una precisa e coerente visione che portiamo avanti da tempo e che continueremo a sostenere in futuro!
Domenica 3 luglio saremo presenti alla manifestazione nazionale in valle.

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Sono ormai alcuni anni che in Valle d’Aosta si discute sul Pirogassificatore (senza incominciare ad agire). Nel frattempo nel comune di Ponte nelle Alpi c’è chi in soli 6 mesi ha risolto la situazione senza inceneritore e senza nemmeno il trattamento Meccanico Biologico! Passando dal 20 all’80% di raccolta differenziata, riducendo i rifiuti di oltre il 40% e sperimentando tecnologie veramente innovative quale un centro di trattamento e recupero del rifiuto secco residuo (collaborando con il centro riciclo Vedelago).

Non ci credete? Guardate questo bel servizio di report.

E noi qui in Valle d’Aosta cosa stiamo aspettando? Saranno proprio gli 11.000 cittadini che hanno firmato la petizione contro il Pirogassificatore ad essere così disinformati?

CRZ VdA

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Buongiorno a tutti,

Come preannunciato nella corso della conferenza con Maurizio Pallante, è nato il circolo della decrescita Felice di Aosta. Vi invito quindi calorosamente a partecipare alla prima riunione che si terrà:

Domenica 19 Giugno alle ore 21.00 al CSV (Aosta, Via Xavier de Maistre, 19)

Durante la riunione si parlerà dell’organizzazione del movimento della decrescita felice e si discuterà delle future attività che si potrebbero portare avanti come circolo, oltre ad approfondire tutte quelle perplessità che magari ognuno di voi ha nei confronti della decrescita e che non ha avuto il tempo di esprimere durante la conferenza.

Per info sulla decrescita si veda: www.decrescitafelice.it, www.unisf.it.

Spero a presto!

Postato da: jean.84 in Senza categoria

Il Comitato Valle Virtuosa ha raccolto ben 11.007 firme “contro” il Pirogassificatore, a favore della comparazione dei due scenari! E’ la petizione più firmata della storia della regione.
Basterà per ottenere un serio confronto scientifico fra lo scenario da noi proposto e l’ inceneritore che vogliono costruire sulla nostra regione senza neanche averci consultati???!

La vicina scadenza del bando per il progetto del pirogassificatore non spaventa il comitato. La prossima mossa è il coinvolgimento di albergatori, allevatori e coltivatori.

Passate Parola!

Il Comitato Rifiuti Zero VdA

Per maggiori informazioni:
http://www.aostasera.it/articoli/2011/06/01/18497/undicimila-firme-contro-il-pirogassificatore

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Il Comitato Vallevirtuosa, costituito da oltre 50 amministratori comunali valdostani preoccupati per gli scenari che si prospettano circa il trattamento dei rifiuti in Valle d’Aosta, esprime viva soddisfazione per l’esito della campagna di raccolta firme a sostegno della petizione volta a chiedere alla Regione:
• che siano messi a confronto due diversi sistemi di trattamento dei rifiuti, quello della pirogassificazione e quello meccanico-biologico;
• una sospensione dell’aggiudicazione della gara d’appalto in attesa di conoscere l’esito del suddetto confronto.

Per comunicare l’esito definitivo della raccolta firme e le future iniziative del Comitato è convocata una conferenza stampa per

Mercoledì 1 giugno alle ore 17,30 presso il Bar AD Forum di Aosta

p. il Comitato Vallevirtuosa
Bruno Chaussod

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Pirogassificatore, nuovo aeroporto, Teleriscaldamento, Metropolitana.
Opere immense, dannose, costosissime ed inutili (o con un alternativa più virtuosa e molto meno costosa) che contribuiranno tutte insieme ad aumentare esponenzialmente l´inquinamento nella “plaine” aostana con le inevitabili ricadute non solo sull´ambiente, ma anche sulla nostra salute e sul nostro portafoglio.

Potrebbero sembrare opere a sé stanti, ma sono tutte unite da un unico “illogico fil rouge”: la crescita del PIL .
La soluzione allora potrebbe essere proprio la DECRESCITA! La vera utopia è infatti pensare di poter crescere all’infinito in un pianeta finito.
Ce ne parlerà Maurizio Pallante, noto saggista e presidente del Movimento per la decrescita felice.

Pallante ci illustrerà il pensiero della decrescita con un taglio pratico e concreto, delineando che cosa già oggi si potrebbe fare, sia come cittadini che come amministratori locali, per rilanciare la Valle d’Aosta verso un futuro luminoso.
Si parlerà anche di energia, sia da un punto di vista locale che nazionale, in vista dei vicini referendum.

Verrà infine costituito in quest’occasione il Circolo della Decrescita Felice della Valle d’Aosta (info: jean.84@libero.it)

Il Coordinamento Ultimo Respiro (Comitato Rifiuti Zero VdA,Legambiente, Amici del Viale della Pace, Comitato Aeroporto sostenibile e Associazione Diritto al futuro)

Ipsia Aosta

Movimento per la decrescita felice (www.decrescitafelice.it)

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In preparazione dell’incontro del 30 Maggio con Maurizio Pallante, invitiamo tutti i giovani che ci seguono a partecipare  a quest’interessante conferenza.

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Inversione termica

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Pirogassificatore, nuovo aeroporto, Teleriscaldamento, Metropolitana.
Opere immense, dannose, costosissime ed inutili (o con un alternativa più virtuosa e molto meno costosa) che contribuiranno tutte insieme ad aumentare esponenzialmente l´inquinamento nella “plaine” aostana con le inevitabili ricadute non solo sull´ambiente, ma anche sulla nostra salute e sul nostro portafoglio.

Potrebbero sembrare opere a sé stanti, ma sono tutte unite da un unico “illogico fil rouge”: la crescita del PIL .
La soluzione allora potrebbe essere proprio la DECRESCITA! La vera utopia è infatti pensare di poter crescere all’infinito in un pianeta finito.
Ce ne parlerà Maurizio Pallante, noto saggista e presidente del Movimento per la decrescita felice.

Pallante ci illustrerà il pensiero della decrescita con un taglio pratico e concreto, delineando che cosa già oggi si potrebbe fare, sia come cittadini che come amministratori locali, per rilanciare la Valle d’Aosta verso un futuro luminoso.
Si parlerà anche di energia, sia da un punto di vista locale che nazionale, in vista dei vicini referendum.

Verrà infine costituito in quest’occasione il Circolo della Decrescita Felice della Valle d’Aosta (info: jean.84@libero.it)

Il Coordinamento Ultimo Respiro (Comitato Rifiuti Zero VdA,Legambiente, Amici del Viale della Pace, Comitato Aeroporto sostenibile e Associazione Diritto al futuro)

Ipsia Aosta

Movimento per la decrescita felice (www.decrescitafelice.it)

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