L’amministrazione comunale di Quart organizza per il giorno venerdì 19 giugno alle ore 21 all’Auditorium comunale del Villair di Quart un incontro dal titolo:

Discarica di Brissogne e sistema di trattamento finale dei rifiuti: evoluzione e prospettive.

Interverranno:
Augusto Rollandin, Presidente della Regione
Manuela Zublena: Assessore all’Ambiente
Andre Rosset: Consigliere regionale ed ex sindaco di Quart

Riteniamo sia necessario mantenere ancora alta l’attenzione sul tema, non tutti i dubbi sono stati chiariti: in particolare non sono ancora evidenti alcune questioni:

• Quali azioni concrete e quali i tempi per potenziare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata?
• I rifiuti verranno ancora bruciati in Valle?
• C’è l’intenzione di raccogliere tutto l’umido e in quali tempi?
• Quale il destino della discarica attuale
• Verrà modificata la legge regionale attuale che impedisce di conferire fuori valle il cdr?

Ti chiediamo quindi di partecipare all’incontro, si tratta di un’occasione da non mancare per avere ulteriori elementi per comprendere quale scenario di gestione si prospetta e per porre domande di chiarimento. Se puoi passa parola.

Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta

Postato da: Davide in Senza categoria

Il Comitato Rifiuti Zero accoglie con entusiasmo la svolta ecologista che sta avvenendo in Regione. Dopo il cambio di rotta sull’inceneritore, il presidente Augusto Rollandin ha dichiarato, in occasione della fiera di Rigenergia, di “voler trasformare la Valle in un laboratorio alpino sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, in grado di sviluppare un modello esportabile e applicabile in altre realtà simili alla nostra”.
E’ esattamente ciò che propongono da tempo il CRZ sul versante dei Rifiuti e Legambiente per quanto riguarda l’energia.
Rimangono però ancora due grosse incognite di cui poco si sta parlando: la destinazione finale del rifiuto dopo il Pre-trattamento (ci auguriamo a freddo e non attraverso una tecnologia di dubbia efficacia qual’è il Thor) e contestualmente la costruzione di un Impianto di Teleriscaldamento per la città di Aosta.
Il CRZ ha invitato Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice e esperto in tecnologie energetiche, con il quale si è discusso di questi problemi. Pallante ha illustrato il perchè in un mondo finito, con risorse finite, recuperare materia (soprattutto se non rinnovabile) è sempre più conveniente rispetto a bruciarla per ottenere energia. In quest’ottica il buon senso consiste nel ridurre i rifiuti alla base, aumentare la raccolta differenziata, fare il compost sulla parte umida (sia compostaggio domestico che con la raccolta capillare nei cassonetti in città, la quale presuppone la costruzione di un centro di compostaggio). Il residuo potrebbe essere poi pre-trattato con un Trattamento Meccanico Biologico con produzione di un residuo biostabilizzato e biogas da una parte e di una frazione secca dall’altra. Questa frazione secca, essendo molto piccola, invece di farne del CDR-Q e bruciarlo in centro città, potrebbe essere tranquillamente portata fuori regione così com’è. Questo, siccome ha dei costi (minori che fare CDR e poi venderlo), incentiverebbe ancor più la regione a diminuire i rifiuti alla base ed aumentare la raccolta differenziata.
Inoltre Pallante cita un’alternativa virtuosa che si sta sperimentando al centro riciclo Vedelago. In pochi anni si è arrivati al’85% di raccolta differenziata e sul 15% residuo si sta sperimentando un ulteriore selezione che, recuperando le plastiche ed altre frazioni, arriva ad avere un residuo finale di circa del 5%, insomma verso rifiuti zero! Questo tipo di tecnologia potrebbe essere già utilizzata, ad oggi, sulla raccolta differenziata per recuperare tutte quelle plastiche che altrimenti andrebbero ad incenerimento( es. piatti di plastica etc.)
L’impianto di teleriscaldamento non rappresenta poi la migliore soluzione per diminuire gli impatti ambientali e i costi del riscaldamento invernale. Solo una quota (circa il 20%) del calore verrebbe dalla Cogne, una quota ancor minore da biomasse (cippato), mentre la maggior parte verrebbe dal metano (proveniente per lo più dal Russia e soggetto alle fluttuazioni di prezzo che conosciamo). Questi impianti, sottolinea Maurizio Pallante, oltre a disperdere calore attraverso le lunghe tubature, remano contro al risparmio energetico. Le nostre case consumano più fonti fossili che le nostre automobili e sono perlopiù costruite male. In Italia una casa consuma mediamente 20 litri di gasolio al metro quadro. In Germania 7 litri e non si possono costruire delle nuove case che consumino più di 7 litri al metro quadro. Se noi costruissimo (o ristrutturassimo) case da 7 litri invece che da 20 risparmieremmo 13 litri di gasolio. Il Pil diminuirebbe, noi staremmo egualmente al caldo e ci sarebbe meno CO2 in atmosfera: La decrescita felice! Se noi costruiamo un grosso impianto di Teleriscaldamento facciamo dei contratti in base al consumo attuale ed entriamo in una logica che scoraggia poi gli utenti a ristrutturare le loro abitazioni per renderle più efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre gli stessi impianti, gestiti probabilmente da privati e incentivati dai cosiddetti certificati bianchi, finirebbero per funzionare tutto l’anno per produrre energia elettrica (inquinando) che già abbiamo in quantità qui in Valle già . Il razionale sarebbe invece investire sulla ristrutturazione degli edifici e promuovere l’utilizzo di caldaie a micro-cogenerazione diffusa, le quali hanno dei rendimenti altissimi e consentono di produrre insieme al calore energia elettrica per 10 appartamenti. Queste tecnologie inoltre si pagano da sé, perchè consentono dei risparmi energetici che da soli con nel tempo ripagano i costi di investimento.
Siccome siamo in pieno periodo elettorale ci auspichiamo che la svolta sull’inceneritore e la fiera di Rigenergia non rimangano dei piccoli spot pre-elettorali, ma che la Regione intenda continuare sulla virtuosa strada che ha imboccato,chiarendo e discutendo con la popolazione le incognite che ancora rimangono su alcuni progetti. Altrimenti rischiamo davvero di fare un passo avanti e due indietro.
Il comitato Rifiuti zero VdA

Postato da: jean.84 in Senza categoria

Da LA STAMPA online (www.lastampa.it) del 04 Giugno 2009 un articolo che fa ben sperare!

La giunta dice «sì»a una nuova struttura nell’ex Foro Boario

Liscia, fredda o gasata Arriva l’acqua alla spina

DANIELE MAMMOLITI

AOSTA

Si chiama Casa dell’Acqua ed è una struttura in cui poter attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino: a temperatura ambiente, ma anche fredda, liscia o gasata. Una sorta di impianto per l’acqua alla spina, accessibile a tutti. Il Comune sta pensando di realizzarne una all’ex Foro Boario, oggi utilizzato come area per i camper, vicino all’isola ecologica. La giunta, a inizio maggio, ne ha già approvato il progetto preliminare, per il quale ha previsto uno stanziamento di 200 mila 553 euro.
L’idea è partita da Enrico Girardi, architetto aostano che ha firmato il progetto. «Ho iniziato a parlarne con l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e con il dirigente Marco Framarin già a inizio 2008. L’ipotesi è quella di produrre acqua potabile in alternativa a quella venduta nelle bottiglie di plastica, a basso costo per il Comune e a bassissimo costo per gli utenti, cioè cittadini e turisti». In Lombardia sono già diverse le strutture di questo genere e, come spiega sul suo sito Internet Tiziano Butturini, presidente dell’azienda che fornisce questo tipo di servizio, la Tasm, (Tutela Ambientale Sud Milanese) «nei Comuni dove già esistono sono “prese d’assalto” tanto che i sindaci hanno adottato regolamenti che ne disciplinano l’uso». Proprio con la Tasm sono stati presi numerosi contatti ma, come puntualizza Girardi, «senza alcun impegno. La Tasm si è resa disponibile e fornire indicazioni e preventivi indispensabili all’esecuzione dell’opera». Girardi sottolinea il valore ecologico dell’iniziativa, ma non trascura il discorso economico: «Ammettendo che il Comune voglia far pagare l’acqua gasata e quella refrigerata, ad esempio 10 centesimi al litro come si è ipotizzato (e dunque a un costo molto conveniente per il cittadino rispetto a quello praticato nei supermercati per l’acqua in bottiglia) l’amministrazione si troverebbe nelle condizioni di vedere del tutto abbattuti i costi di gestione e, a seconda dei consumi, ad ammortizzare l’investimento per la struttura, con la possibilità di ricavare anche dei guadagni».
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua aostana, Girardi fa notare che «quella che viene dall’acquedotto cittadino è ottima e probabilmente più controllata di molte acque minerali vendute in bottiglia, obbligate ad aggiornare i dati sull’etichetta solo ogni due anni». La realizzazione della Casa dell’Acqua avrebbe, tra le sue conseguenze, anche quella di rivedere completamente il Foro Boario, l’area camper che lo stesso Girardi definisce «degradata e male inserita in un contesto ai margini della città. Tuttavia - prosegue l’architetto - si tratta di una zona strategica, dove è facile trovare parcheggio, vicina al mercato, con una viabilità funzionale. Collocarvi un servizio significa valorizzarla». La proposta che Girardi ha fatto al Comune è di trasformare il Foro Boario «dotandolo di alberi che garantiscano ombra ai camper e offrano un po’ di verde»; l’accesso alla Casa dell’Acqua verrebbe garantito da «una viabilità interna come quella dei terminal aeroportuali, per offrire la massima fluidità alla circolazione, con posti auto a ridosso». Un portale d’ingresso in stile Liberty e una «onda» alta sei metri conferirebbero all’opera anche un’identità dal punto di vista estetico, considerando che in molte città che hanno realizzato una Casa dell’Acqua questa si è rivelata anche un luogo di incontro.
«L’idea è molto interessante - dice l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel - e ambiziosa. Forse per qualcuno potrà sembrare un progetto da libro dei sogni, ma come è stato dimostrato in altre realtà si tratta di un’opera realizzabile senza troppo sforzo».
Entro agosto dovrebbe essere pronto il progetto definitivo, e nel 2010 dovrebbe arrivare quello esecutivo. I lavori per la Casa dell’Acqua partirebbero quindi nel 2011.

Postato da: Davide in Senza categoria

 

   

Non costruiranno un inceneritore in Valle d’Aosta!

Rimane ancora l’incognita sugli scenari futuri, ma è ormai assodato che non si svuoterà la discarica di Brissogne per dare da mangiare ad un inceneritore a griglia che altrimenti non avrebbe potuto funzionare. La nostra salute e l’ambiente sono al sicuro e la nostra regione, in un periodo di crisi, ha risparmiato una ingente quantità di denaro.

Quando siamo partiti in questo cammino 2 anni fa nessuno ci avrebbe scommesso una lira. Mi dicevano di pensare a studiare e che stavo perdendo il mio tempo..Noi però ci abbiamo creduto lo stesso. Nonostante la disillusione domini sovrana in questi tempi non ci siamo rassegnati al fatto che “il mondo è così e nessuno lo può cambiare”. Era molto improbabile che la nostra impresa andasse a buon fine, ma non impossibile.. Sapevamo che la ragione e il buon senso erano dalla nostra, ben consci però che spesso in questo strano mondo non sono sufficienti. Invece di chiuderci nel nostro “piccolo guscio” in un cieco individualismo abbiamo guardato al futuro e in mezzo alle nubi abbiamo tentato di scorgere quello spiraglio di luce che sempre c’è se l’occhio vuol cercare.Abbiamo sperato e con noi hanno sperato altre 3.300 persone che hanno speso del tempo per venire a fare una piccola firma al nostro banchetto.. Hanno sperato (nel profondo del loro cuore) tante altre persone che hanno magari semplicemente discusso del problema e che non sono riusciti a firmare, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per rassegnazione.. e ha sperato con noi anche qualcun’altro, lassù, nei piani alti della politica.

Beh, io vi ringrazio tutti! Perchè è grazie a voi, grazie a tutte queste piccole speranze che oggi possiamo finalmente gioire per il raggiungimento del nostro obiettivo.

Nietzsche con Zarathustra ci annuncia che DIO E’ MORTO! E’ così. Il fatto non è se esista o non esista. Dio (nella sua connotazione più ampia e quindi i grandi ideali, l’amore per il prossimo, la speranza nel futuro etc.) è morto e con esso anche il senso, lo scopo. Se si analizzasse la società del Medio Evo togliendo la figura di Dio non ci si capirebbe più niente. Se oggi togliessimo Dio dalla nostra società tutto rimarrebbe più o meno uguale. Se togliessimo il denaro non capiremmo più nulla!Viviamo in un mondo in cui gli ideali, i valori, i sogni sono in via di estinzione; anche nei giovani si spengono presto, soffocati dal materialismo, dall’egoismo, da un cinismo direi senile che il sistema capitalistico-consumista ci dispensa quotidianamente. E quando la mente umana non vede il futuro, non guarda al futuro, non guarda al prossimo e si ripiega su sé stessa in un eterno presente, sta male, soffre e cerca riparo nei vari sedativi che le sono offerti dal mercato (alcol, droghe, il sesso sfrenato, l’ industria del divertimento, il consumo fine a se stesso etc..).

Questa nostra piccola esperienza testimonia che non è sempre così: un altra via è possibile, un altro mondo è possibile. Ci hanno derubati non solo dei nostri ideali, ma dei nostri sogni, delle nostre speranze, della possibilità. Riappropriamocene!     Le cornici di riferimento in cui declinare il nostro slancio utopico e in cui ritrovare un senso relativo per la nostra esistenza non mancano: La decrescita, Rifiuti Zero.

Perchè come ben ci diceva Guccini:

“Noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per 3 giorni e poi RISORGE, in ciò che noi crediamo DIO È RISORTO, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, nel mondo che fareemo..DIO E’ RISOORTO!

Jean-louis Aillon, Presidente del comitato Rifiuti Zero VdA

Postato da: jean.84 in Senza categoria

L’incontro pubblico del 29 maggio 2009 che ha visto il confronto tra l’assessore regionale all’ambiente, il Comitato Rifiuti Zero VdA, ARPA VdA e Legambiente è stato un importante segnale di disponibilità al dialogo da parte degli amministratori pubblici. L’assessore ha dichiarato pubblicamente che l’ipotesi di incenerimento dei rifiuti, contestualmente all’asservimento della discarica di Brissogne, è stata definitivamente accantonata.
> Il Comitato Rifiuti Zero VdA ringrazia i numerosi cittadini che con la loro partecipazione e il loro sostegno hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato. Rimangono tuttavia numerosi interrogativi aperti.
> L’assessore ha affermato di voler incrementare la raccolta differenziata, ma non ha chiarito se si intenda raccogliere e avviare a compostaggio anche la frazione organica, condizione indispensabile per poter raggiungere gli obiettivi di qualità imposti dalla normativa nazionale. Rimangono da definire anche le modalità e i tempi di passaggio dalla tassa sui rifiuti alla tariffa, come previsto dalla legge, secondo il principio “chi più differenzia, meno paga”.
> Sulla scelta degli impianti di trattamento della frazione indifferenziata l’assessore ha parlato, ma senza precisare, di scelte tecnologiche all’avanguardia ed a basso impatto ambientale. Riteniamo che la scelta debba ricadere su impianti di comprovata affidabilità funzionale e di indubbia sostenibilità ambientale come i trattamenti a freddo.
> Dall’incontro è emersa l’intenzione degli amministratori di realizzare un impianto per la produzione di combustibile da rifiuto di qualità (CDR-Q), da destinare ad una centrale locale per il teleriscaldamento. Il Comitato Rifiuti Zero VdA ritiene che la produzione e l’utilizzo di CDR sia accettabile solo se utilizzato in impianti già esistenti in sostituzione di combustibili fossili. Se si vuole evitare la costruzione in Valle d’Aosta di un forno creato appositamente per accogliere il CDR, occorrerebbe ipotizzare il trasporto del CDR o della frazione secco-leggera fuori regione. Inoltre pensiamo che sarebbe virtuoso se in futuro si potesse affiancare a questi impianti un centro di riciclo come quello di Vedelago che, attraverso una selezione manuale delle plastiche sulla raccolta differenziata, recupera ulteriore materia e diminuisce la quantità di rifiuti che devono essere avviati a valorizzazione energetica.

Postato da: jean.84 in Senza categoria

Il Comitato Rifiuti Zero VdA accoglie favorevolmente la notizia che gli amministratori regionali non intendono smaltire i rifiuti valdostani freschi e quelli contenuti nella discarica di Brissogne in un inceneritore a griglia.
Non essendo ancora stato esplicitato in modo chiaro lo scenario di gestione e smaltimento dei rifiuti che si intende mettere in atto, il Comitato non esprime giudizi ma ribadisce la convinzione che la soluzione ottimale sia quella che prevede iniziative di riduzione dei rifiuti alla base (riutilizzo, riparazione, vuoto a rendere, distributori alla spina, consumo locale etc..), potenziamento della raccolta differenziata al 65% con il passaggio alla tariffa secondo il principio di chi più differenzia meno paga, impianto di compostaggio della frazione umida, impianto di Trattamento Meccanico Biologico con produzione di biogas e selezione della frazione secca residua da valorizzare energeticamente. 
Questa alternativa rappresenta a nostro avviso la soluzione più virtuosa dal punto di vista del contesto locale, della salute, dell’ambiente oltre che dal punto di vista economico.

Il Comitato Rifiuti Zero Vda

Postato da: jean.84 in Senza categoria

ACLI Valle d’Aosta organizza una serata dal tema:

E’ necessario un inceneritore in Valle d’Aosta? Un confronto a più voci

Venerdì 29 maggio, ore 21 ad Aosta – Teatro Aurora
(sotto la parrocchia dell’immacolata)

Intervengono:

MANUELA ZUBLENA, assessore regionale al territorio e ambiente

FABRIZIO ROSCIO, vice-presidente del Comitato Rifiuti Zero

GIOVANNI AGNESOD, direttore generale dell’Arpa Valle d’Aosta

MICHELE BERTOLINO, esperto del settore rifiuti di Legambiente Piemonte Valle d!Aosta

Modera:
ROBERTO CAVALLO, cooperativa ERICA e consulente per la Commissione europea in tema
di rifiuti

Postato da: orietta in Senza categoria

BANCHETTO AD AOSTA PER RACCOGLIERE LE ADESIONI DEI CITTADINI ALLA CAUSA CONTRO IL GESTORE DELLA RETE ELETTRICA

 

 

L’Associazione Diritto al Futuro e il Comitato Rifiuti Zero saranno presenti con un banchetto in via Croce di Città (fronte farmacia) il 9 maggio dalle 17 alle 19.

 

Saranno raccolte le adesioni dei cittadini alla vertenza multipla che l’associazione Diritto al Futuro intenterà a nome dei singoli utenti nei confronti del Gestore della Rete Elettrica, tesa alla restituzione del 7% delle bollette elettriche emesse dal 2001 al 2007. Tali somme, infatti, avrebbero dovuto essere usate per incentivare le energie rinnovabili, mentre sono state dirottate al finanziamento delle energie “assimilabili”, comprendenti anche quella prodotta con gli inceneritori. Per questo l’Italia è stata condannata dall’Unione Europea.

 

Qualsiasi cittadino voglia aderire alla vertenza dovrà recarsi al banchetto munito delle fotocopie di una bolletta elettrica e di un documento di identità fronte e retro. Gli sarà chiesto, alla presenza di un avvocato, di firmare la delega all’associazione e di versare un contributo di 10 euro.

Nel caso di vittoria il singolo utente si vedrà restituire le somme trattenutegli dal 2001 al 2007, in caso contrario non avrà nessuna conseguenza in quanto gli oneri della causa sono esclusivamente a carico dell’associazione Diritto al Futuro.

 

L’iniziativa ha un forte significato politico, in quanto la proliferazione degli inceneritori - una risposta sbagliata al problema dei rifiuti – è dovuta in buona parte a questi incentivi illecitamente sottratti allo sviluppo delle energie rinnovabili.

 

Per chi non potesse recarsi al banchetto è possibile aderire dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 18 presso lo studio dell’Avv. Navarra in av. Du Conseil des commis, 5 Aosta.

 

Aosta, 2 maggio 2009

 

 

www.dirittoalfuturo.it

Info 3497225825

 

Postato da: jean.84 in Senza categoria

l 27 marzo il Comitato Rifiuti Zero VdA e’ stato ricevuto dalla terza commissione consiliare a seguito della consegna delle 3300 firme per la petizione contro la costruzione dell’inceneritore in valle. Il presidente Jean-louis Aillon, accompagnato da alcuni membri del direttivo, ha spiegato le motivazioni della petizione, ha mosso delle critiche agli attuali scenari proposti per la soluzione del problema rifiuti e ha presentato alcune proposte alternative. Grande attenzione e’ stata posta sui vantaggi economici e sanitari che un trattamento meccanico biologico ha nei confronti del processo di incenerimento. Il comitato e’ particolarmente soddisfatto per l’ampio dibattito che e’ seguito e ha sottolineato nuovamente la piena disponibilita’ a collaborare con le amministrazioni al fine di fare la scelta migliore nell’interesse dei cittadini e del territorio.

Postato da: jean.84 in Senza categoria

(ANSA) - AOSTA, 30 MAR - Promuovere iniziative che coinvolgano le associazioni, i commercianti e in particolare la grande distribuzione affinché la Valle d’Aosta metta al bando i tradizionali sacchetti della spesa in polietilene rimpiazzandoli con contenitori biodegradabili prodotti da materie naturali, riutilizzabili e dunque facilmente smaltibili.

E’ quanto si è impegnata a fare l’assessore regionale all’ambiente e territorio Manuela Zublena dando via libera alla mozione presentata in Consiglio Valle dal gruppo di minoranza Vallee d’Aoste Vive/Renouveau che ha messo in evidenza come “i sacchetti in polietilene siano fra gli elementi inquinanti quelli che creano maggior impatto visivo particolarmente negativo in una realtà turistica come la Valle d’Aosta”.

“Il testo richiama gli indirizzi dell’Unione Europea - sottolinea l’assessore Zublena - nel quadro della strategia generale di gestione dei rifiuti e rientra nell’ambito delle attività previste dagli atti normativi regionali. Condividiamo quindi l’opportunità di avviare iniziative in tal senso come anche altre iniziative di attività più mirate a una maggiore sensibilizzazione.”

Una normativa europea prevede a partire dal primo gennaio 2010 la sostituzione degli shopper in polietilene con sacchetti biodegradabili, che privilegino l’utilizzo di materie prime di origine agricola contribuendo così alla riduzione dei gas ad effetto serra. In Italia si stima che vengano prodotte ogni anno circa 300mila tonnellate di shopper di plastica, pari a 430mila tonnellate di petrolio, con un emissione di CO2 in atmosfera di circa 200mila tonnellate. (ANSA).

Postato da: Davide in Senza categoria

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.

Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.

Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.

Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.

In pratica servire i 45milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.

Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:

- richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;

- dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;

- aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.

Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30 – 50% in più dell’attuale costo di raccolta.

È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.

Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.

In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.

Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Roberto CAVALLO

Presidente AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) www.assaica.org; www.envi.info

Presidente ERICA www.cooperica.it

Membro del direttivo ACR+ (Association Cities and Regions for Recycling and Sustainable Management of Resources) www.acrplus.org

Valutatore Esperto 7PQRS Commissione Europea Direzione Generale Ricerca

Postato da: orietta in riciclo

La battaglia contro il termovalorizzatore in progetto a Brissogne si arricchisce di nuovi partecipanti. Da un paio di mesi ha iniziato a riunirsi il comitato «Medici, tecnici e professionisti per la salute e la prevenzione», nato con il proposito di mettere insieme un gruppo di medici, veterinari, biologi, chimici e fisici per informare e sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze dannose che comporterebbe la costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta. La costituzione del gruppo sarà coordinata dal dottor Lege, medico di Ivrea che è stato molto attivo nell’opposizione alla costruzione dell’inceneritore nel Canavese, dov’era stato formato un gruppo denominato «Medici senza inceneritore». I membri del comitato intendono mettere d’accordo il numero più ampio possibile di professionisti della salute, per giungere a un pronunciamento ampio e condiviso sui rischi dell’impianto di termovalorizzazione per gli abitanti della Valle d’Aosta, l’allevamento e l’agricoltura della Regione.

Postato da: Comitato Rifiuti Zero VDA in Senza categoria

Mercoledì 4 marzo si è tenuta ad Issogne una serata sul tema della gestione dei rifiuti organizzata dal gruppo “Consiglieri a sinistra”. Il relatore, il Dott. Simone Paoli, tecnico dell’azienda Ladurner di Bolzano, ha spiegato le attività di cui si occupa l’azienda che rappresenta: la gestione dei rifiuti a 360°, ossia raccolta differenziata, impianti di compostaggio, trattamento acque, incenerimento e bonifiche di discariche. Le attività della Ladurner sono basate sul principio che non esiste una soluzione unica per tutte le realtà, ma a seconda del territorio in cui si opera devono essere studiate soluzioni adeguate ed utilizzate tecnologie diverse.

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Postato da: SimonaGiovannini in conferenze, esperti

Due grandi opere non necessarie che creano i problemi anziché risolverli.

“Valle d’ Aosta: l’ isola felice” risuonava dai teleschermi in una bella pubblicità di qualche anno fa. Un´immagine eterea di verdi vallate, pascoli in fiore, montagne innevate che si stagliavano su un cielo turchino.
Sembrano condividere la solare pubblicità anche i rappresentati valdostani che hanno partecipato poco tempo fa al vertice di Chambery sul trasporto modale alpino, nella cui dichiarazione finale formulata dai presidenti dell´euroregione dell´Arco Alpino,si condivide la volontà di uno sviluppo sostenibile, attento alle compatibilità ambientali. Eppure sembra proprio che di questa nostra valle si voglia far rimanere solo un impalpabile ricordo.
Due grandi opere sono in procinto di essere costruite: da una parte l’ampliamento dell’aeroporto (i cui primi lavori di allungamento della pista sono già cominciati) e dall’altra la costruzione di un inceneritore, per “risolvere” il problema dei rifiuti.
Ci sarà quindi, nel bel mezzo della valle, un inceneritore che immetterà nell’ ambiente polveri sottili, nitrati, diossine, furani, nanoparticelle etc… Ci saranno grandi aeroplani che, atterrando nel nostro piccolo capoluogo, oltre a fare parecchio rumore, rilasceranno anch’essi un´ingente quantità di sostanze inquinanti che, a causa dell´inversione termica, si concentreranno pericolosamente in prossimità del suolo nella zona più popolata della valle.
Sono davvero necessarie queste grandi opere? Ineluttabili come ci vogliono far credere?
E soprattutto, sono le soluzioni ottimali?
Andiamo brevemente ad analizzarle una ad una:

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Postato da: jean.84 in politica

Proseguono gli incontri con le forze politiche

Venerdì 6 marzo 2009 il Comitato Rifiuti Zero ha incontrato il gruppo del PdL, che ha ascoltato con interesse le proposte del Comitato in relazione alla gestione dei rifiuti, considerando l’argomento degno della partecipazione attiva dei cittadini al dibattito in corso.
Abbiamo poi avuto un ampio e proficuo confronto con il PD che presta una vigile attenzione al problema dei rifiuti ed ha ascoltato con partecipazione le nostre proposte.
Rinnoviamo il nostro invito a tutte le forze politiche di maggioranza, che ad oggi, non hanno ancora risposto alla nostra richiesta di un confronto.

Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta

Postato da: Davide in comunicati