Si informa che sabato 21 novembre 2009, dalle ore 14 alle 18, il Comitato Rifiuti Zero VdA sarà presente in piazza Chanoux ad Aosta per una manifestazione avente come scopo la sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti.
La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta, il Comune di Aosta, Legambiente, Caritas, Mille Bolle, Gas Valle d’Aosta, Habitat, aderisce alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi all’iniziativa.
Il Comitato Rifiuti Zero VdA
Postato da: Davide in Senza categoria
Il 25 Giugno il Consiglio Regionale si è riunito ed ha dato l’incarico all’ Ing. Diana Cout di individuare quali fossero “le migliori tecnologie innovative per la realizzazione di impianti di pretrattamento finalizzati alla produzione di CDR di qualità ad oggi esistenti, da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento che possano garantire un ulteriore contenimento dell’impatto ambientale su scala regionale….da sottoporre agli uffici competenti 90 giorni dall’incarico”.
Sono passati ormai più di tre mesi e lo scenario appare ancora nebuloso.
Il Consigliere segretario Enrico Tibaldi (PdL) ha presentato un’interpellanza riguardante i tempi e le modalità di sperimentazione di queste tecnologie innovative.
L’Assessore Zublena ha risposto: “la sperimentazione non è ancora stata avviata data la complessità dei lavori, ma soprattutto per gli impegni di condivisione e confronto assunti dall’Amministrazione su un tema di tale portata. In queste ultime due settimane il professionista incaricato, i tecnici dell’ARPA e il personale dell’Assessorato hanno effettuato approfondimenti e valutato azioni di organizzazione e sistematizzazione delle informazioni per giungere all’individuazione di scenari di gestione che permettano di definire un percorso completo di trattamento e valorizzazione energetica dei rifiuti.? L’indagine conoscitiva è stata integrata anche prendendo in considerazione altri sistemi innovativi che permettono di trattare il rifiuto valorizzandone la componente energetica e che sono alternativi ai metodi tradizionali, quali l’incenerimento.”
Tibaldi si è dichiarato insoddisfatto della risposta ottenuta.
“Non ravviso una similitudine tale da giustificare il rinvio ad una precedente risposta, e alcuni punti risultano così inevasi.?Abbiamo notato che c’è una sostanziale prudenza nell’affrontare questo argomento, ma bisogna avere il coraggio di muovere i primi passi. Ci piacerebbe sapere se prima o poi deciderete i tempi… Dovete dirci se la produzione di un combustibile da rifiuto di qualità sarà destinato a un termovalorizzatore fuori regione o in Valle.”
Il CRZ accolglie con favore l’impegno di condivisione e confronto assunto dall’amministrazione, ma non può che concordare con il giudizio del Consigliere Tibaldi. Ci auguriamo che, siccome le soluzioni esistono e sono già ben collaudate in altri contesti, le decisioni in merito vengano prese con la tempestività che meritano. Non rischiamo di fare la fine di Napoli, ma ogni minuto che perdiamo, è un angolino in più di discarica che se ne va.
Potete visionare l’intera interpellanza su:
http://www.consiglio.regione.vda.it/info_eventi/dettaglio_comunicato_i.asp?pk_comunicato=26114
Postato da: jean.84 in Senza categoria
In occasione dell’ottava giornata internazionale contro
l’incenerimento, l´Associazione Diritto al Futuro, Legambiente Valle d’Aosta e Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta saranno presenti con un banchetto mercoledi 30 settembre in Place des Franchises, dalle 17 alle 19.
Saranno raccolte le adesioni dei cittadini alla vertenza multipla che l´associazione Diritto al Futuro intenterà a nome dei singoli utenti nei confronti del Gestore della Rete Elettrica, tesa alla restituzione del 7% delle bollette elettriche emesse dal 2001 al 2007. Tali somme, infatti, avrebbero dovuto essere usate per incentivare le energie rinnovabili, mentre sono state dirottate al finanziamento delle energie “assimilabili”, comprendenti anche quella prodotta con gli inceneritori. Per questo l´Italia è stata condannata dall´Unione Europea.
Qualsiasi cittadino voglia aderire alla vertenza dovrà recarsi al banchetto munito delle fotocopie di una bolletta elettrica e di un documento di identità fronte e retro.
Gli sarà chiesto di firmare la delega all´associazione e di versare un contributo di 10 euro.
Nel caso di vittoria il singolo utente si vedrà restituire le somme prelevate dal 2001 al 2007, in caso contrario non avrà nessuna conseguenza in quanto gli oneri della causa sono esclusivamente a carico dell´associazione Diritto al Futuro.
L´iniziativa ha un forte significato politico, in quanto la proliferazione degli inceneritori - una risposta sbagliata al problema dei rifiuti - è dovuta in buona parte a questi incentivi illecitamente sottratti allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Postato da: jean.84 in Senza categoria
Il Comitato Rifiuti Zero VdA ha il piacere di diffondere una bella iniziativa di carattere popolare:
Saint-Vincent: un parco tecnologico per le energie rinnovabili al posto del tiro a volo
Una piattaforma di 25.000 mq che si protende sull’abitato di Saint-Vincent: è l’ex tiro al piccione, ricavato a metà degli anni ‘70 con uno sbancamento che eliminò il villaggio Piole. Dal 1984, l’area, di proprietà regionale, è inutilizzata. Recentemente, la Giunta Regionale ha affidato a una società esterna l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione di un impianto per il tiro a volo e il tiro all’elica. L’esito è previsto entro il mese di ottobre 2009.
Alcuni cittadini di Saint-Vincent propongono un’alternativa: realizzare il tiro a volo in un sito più isolato (v. articolo su La Stampa del 4/09/09), già individuato dal Comune di Châtillon (le abitazioni hanno una distanza di 1.250 metri dal sito di Châtillon, anziché di soli 150 metri, come nel caso di Saint-Vincent). Questa soluzione comporterebbe costi inferiori, per le minori opere di mitigazione dell’impatto acustico.
Invece, si propone di sfruttare le peculiari caratteristiche di estensione ed esposizione al sole dell’area Piole (uniche in tutta la Valle) per realizzare strutture finalizzate alla ricerca e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare energia solare. Nel giugno 2008, una proposta di Parco tecnologico per le energie rinnovabili è stata presentata alle amministrazioni comunali di Saint-Vincent e di Châtillon, alla Chambre Valdôtaine e alla Regione Valle d’Aosta. La proposta coinvolge anche l’area Tecdis di Châtillon, in attesa di riqualificazione. Positivi i riscontri del Comune di Châtillon che, con una delibera consiliare del 30/06/08, si è impegnato a supportare la ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, offrendo il proprio territorio per la realizzazione di parchi tecnologici per sperimentazioni su energia eolica, energia solare termodinamica o altre tecnologie. Notevole anche l’interesse della Chambre Valdôtaine che, nel rapporto sull’economia valdostana 2008, auspica il “deciso sostegno alle attività di ricerca ed all’innovazione, accompagnato da azioni volte a favorire l’incremento della locale offerta di personale tecnico qualificato, utilizzando al meglio le opportunità derivanti dalla presenza in Valle del Politecnico di Torino e dalla crescita dell’Università della Valle d’Aosta”. Nel rapporto 2009, la Chambre punta su “una ripresa centrata sullo sviluppo della cosiddetta “green economy”, legata alla valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, delle energie rinnovabili, …”. Molte aziende, inoltre, auspicano la creazione di una filiera delle energie rinnovabili in Valle d’Aosta, a partire dalla formazione delle indispensabili professionalità nel settore.
E’ nata così l’iniziativa di una petizione popolare che non sia unicamente contro la realizzazione di un’opera – per la quale si suggerisce l’alternativa in un altro sito – ma anche proposta per il rilancio economico del comprensorio. In Valle d’Aosta si sente la necessità di un grande impulso per i settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, che saranno trainanti per l’economia nei prossimi anni. Un parco tecnologico, anche per il suo valore simbolico, sembra una buona soluzione e bene si coniuga con il patrimonio ambientale della Valle.
La petizione verrà consegnata dopo il 15 ottobre 2009 alla Presidenza del Consiglio Regionale. La raccolta firme è estesa a tutta la Valle d’Aosta. I moduli firmati (anche non completi delle 20 firme) possono essere inviati entro il 15 ottobre all’indirizzo del primo firmatario.
Postato da: Davide in Proposte, comunicati
< da ALTROCONSUMO del 12-09-2009, articolo orginale >
Avete pagato l’Iva sulla tassa rifiuti? Potete chiedere il rimborso. Grazie alla Corte costituzionale che ha stabilito che sia la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la Tia (tariffa igiene ambientale) sono imposte e come tali l’Iva non deve essere applicata. Per ottenere il rimborso (limitato alle fatture degli ultimi 10 anni) da chi vi ha fatturato la Tia potete usare il nostro modulo.
Prima di compilarlo verificate sulle fatture degli ultimi 10 anni se l’Iva è stata applicata. Se l’avete versata allegate al modulo le copie delle fatture ed elencate gli importi nella tabellina riepilogativa che trovate nel modulo stesso.
A cosa fare attenzione
- Se non avete nulla che provi il versamento dell’Iva perché avete solo I bollettini, usateli comunque senza indicare gli importi dell’Iva versata.
- Se negli ultimi 10 anni è cambiato il gestore del servizio, ad esempio siete passati dal versamento al comune a quello all’ente municipalizzato, inviate due richieste separate per i rispettivi periodi di competenza.
- La prescrizione per la richiesta di rimborso dell’Iva è di 10 anni, ma potete bloccare questo termine inviando il modulo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
- Il comune o gli altri enti a cui avete pagato la Tarsu hanno 90 giorni per rispondere alla vostra richiesta di rimborso. Se non rispondono vale il principio del “silenzio diniego”.
- Potete presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011, ovviamente più aspettate più slittano i termini di prescrizione. In pratica entro il 2009 potete chiedere il rimborso fino al 1999, dal 2010 potete risalire al 2000 e così via…
Cosa fare se negano il rimborso
Se l’Ente non riconosce la sentenza della Corte costituzionale e vi nega il rimborso, o non risponde, potete presentare un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Potete farlo come singolo contribuente se il valore della causa risulti inferiore a 2.582,28 euro. Al di sopra di questa cifra è necessario farsi assistere da un avvocato. Per fare ricorso alla commissione avete 60 giorni di tempo dal momento in cui ricevete la risposta negativa dell’ente o dal termine dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.
Postato da: Davide in comunicati, giornali, rifiuti
Il prossimo 12 settembre 2009 per iniziativa di MCS, The Marine Conservation Society, si celebrerà la prima giornata internazionale senza sacchetto in plastica ovvero una giornata in cui saremo tutti invitati a non accettare o usare sacchetti in plastica per trasportare i nostri acquisti ma borse riutilizzabili.
MCS The Marine Conservation Society è una società inglese, non profit dedicata alla conservazione dell’ecosistema marino.
Buste e sacchetti non sono solo un danno immediato per l’ambiente e uno spreco di risorse energetiche, visto che sono derivati dal petrolio, ma attraverso gli scarichi e i corsi d’acqua si trasformano in devastanti assassini per gli organismi che vivono nei mari e negli oceani.
L’International Plastic Bag Free Day è alla sua prima edizione, ma nel mondo sono già diverse le iniziative a sostegno della lotta allo spreco di plastica. Obiettivo della campagna italiana è soprattutto quello di convincere gli amministratori locali a impegnarsi attivamente, mettendo in pratica strumenti di dissuasione dall’uso di buste, che potrebbero arrivare fino alla messa al bando degli odiati sacchetti: finora a Porta la sporta hanno aderito le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, e soprattutto moltissimi sindaci di piccoli Comuni, dove cominciare a cambiare stile di vita dovrebbe essere più facile.
(tratto da comunivirtuosi.org)

Postato da: orietta in Senza categoria
Sabato 29 Agosto 2009 abbiamo condotto la prima delle tre previste visite al Centro regionale smaltimento rifiuti nel comune di Brissogne, insieme alle associazioni Legambiente,“Amici del Viale della Pace”,Codacons, “Diritto al Futuro”, ed altri cittadini attivi.
In comune accordo con le altre associazioni abbiamo firmato il seguente documento:
Per l’utilizzo di tecniche innovative
nel riciclo dei materiali e per una diminuzione
della quantità dei rifiuti prodotti
Lettera aperta al:
Presidente della governo regionale
Agli Assessori regionali
Ai Consiglieri regionali
I.llmo Presidente, Ill.mi Assessori e Consiglieri
Le nostre associazioni sono impegnate nel settore della tutela dell’ambiente e della eco-sostenibilità e per lo sviluppo e l’utilizzo nella soluzione dei problemi di strumenti partecipativi.
Siamo certi di essere in completa sintonia con Voi su tre temi:
-
La scelta delle tecnologie innovative meno impattanti per lo smaltimento dei rifiuti in Valle d’Aosta.
-
La necessità di adeguamento alle direttive dell’Unione Europea che richiamano l’importanza della riduzione della produzione dei rifiuti alla base, del riutilizzo e della riparazione, della raccolta differenziata e sull’importanza dell’informazione, della sensibilizzazione e della responsabilizzazione dei cittadini.
-
L’unico rifiuto che non inquina e non costa è quello non prodotto.
Nell’ottica della migliore attuazione di questi principi sottolineiamo che la direzione di marcia indicata in materia, ovvero la scelta, previa comparazione, tra le sole tecnologie per la produzione di CDR di alta qualità da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento in Valle d’Aosta, non rappresenta l’unico scenario possibile. Altri scenari non implicano necessariamente la combustione e i costi relativi sono di esigua entità, con notevoli vantaggi economici per l’intera comunità.
Nel corso della visita alla discarica di Brissogne, abbiamo riscontrato nella raccolta differenziata (RD) rifiuti non idonei, e rilevato l’utilità e la necessità di un impianto di selezione che ottimizzi la qualità della raccolta differenziata e la possibilità di ottenere per intero i contributi previsti dalla legislazione nazionale. Con la raccolta capillare dell’umido e attraverso la realizzazione di un centro di compostaggio si potrebbe, inoltre, dare avvio e sperimentare questo tipo di trattamento.
Nella certezza che la Vostra azione sarà guidata dall’interesse generale dell’intero “Sistema Valle d’Aosta”, ci impegniamo a dare il contributo necessario attraverso le nostre organizzazioni, per favorire la sensibilizzazione dei cittadini in materia di riduzione dei rifiuti.
La Valle d’Aosta può diventare un punto di riferimento in Europa: desideriamo realizzare insieme a Voi questo obiettivo.
Legambiente
Amici del Viale della Pace
Codacons
Diritto al futuro
Comitato rifiuti zero VdA
Il secondo appuntamento “Visitiamo la discarica” si svolgerà Lunedì 28 Settembre alle 17,30. Vi invitiamo a partecipare.
Comitato Rifiuti Zero VdA
Postato da: jean.84 in Senza categoria
Ieri sera a Palazzo Regionale si e’ svolta una conferenza organizzata dal Comitato Rifiuti Zero VdA per illustrare un eccellente esempio di centro di riciclaggio. Invitato speciale della serata e’ stata infatti Carla Poli, brillante imprenditrice che a Vedelago (Treviso) ha fondato il Centro Riciclo Vedelago (http://www.centroriciclo.com/).
Il centro, che serve oggi circa 1.500.000 abitanti, collabora con i comuni della sua zona riuscendo a riciclare e recuperare (senza combustioni) fino al 95-98% dei rifiuti conferiti. La raccolta dell’umido, un’accurata selezione delle plastiche, dei metalli e del vetro, sono i cardini dell’impresa a cui si abbinano anche ricerca scientifica e nuova progettazione industriale.
Stupefacenti in termini economici sono i risultati del metodo Vedelago. Il centro, che riesce a guadagnare dalla rivendita dei materiali riciclati, crea nuova occupazione (rapporto 25/28 a 1 con l’occupazione per la gestione di discariche/inceneritori) e permette di abbassare notevolmente la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. Il tutto senza considerare i notevoli vantaggi igienico-sanitari e ambientali derivanti dal riutilizzo dei materiali post-consumo.
Particolarmente interessante e’ stato conoscere il metodo di recupero della frazione secco/leggera con la quale oggi in Valle d’Aosta si vorrebbe creare il CDR-Q (combustibile da rifiuto di qualità) da bruciare nel teleriscaldamento. Il metodo Vedelago (certificato dall’Unione Europea) permette di recuperare tale rifiuto attraverso un procedimento di estrusione e di ottenere del granulato plastico da utilizzare nell’edilizia e nell’oggettistica. Ne sono un esempio mattoni, tegole, dissuasori di traffico, sedie da ufficio e panchine.
In Valle d’Aosta, secondo Carla Poli, il modello completo sarebbe applicabile con un investimento di soli 1,5 milioni di Euro, cifra ridicola rispetto a quella necessaria per la costruzione del centro di trattamento meccanico biologico destinato a produrre CDR-Q (25/30 milioni).Ingredienti essenziali di tale progetto rimangono senza dubbio la forte volontà politica dei sindaci, delle comunità montane e dell’amministrazione regionale e la necessità di fare informazione e formazione affinché ogni cittadino si senta direttamente coinvolto.
Gli enormi vantaggi economici per ciascun abitante e per l’intera comunità sono, a nostro parere, troppo accattivanti per non pensare anche in Valle d’Aosta ad un progetto simile. Tutti coloro che ieri non erano presenti alla conferenza o che desiderano avere informazioni possono scrivere al comitato (rifiutizerovda@fastwebnet.it) per ottenere la registrazione della conferenza. A breve sarà disponibile anche una versione online sul nostro sito.
Postato da: Davide in Proposte, alternativa, conferenze, esperti, politica, riciclo
COME RICICLARE LA MATERIA SENZA BRUCIARLA?
La combustione libera inevitabilmente nell’ambiente diossine, particolato, furani e nanoparticelle rendendoli biodisponibili a tutti gli esseri viventi.
COME RIDURRE I COSTI DI GESTIONE E LA FUTURA TARIFFA SUI RIFIUTI?
COME NON PERDERE PIÙ I CONTRIBUTI C.O.N.A.I. DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA AUMENTANDO LA QUALITÀ DEL RIFIUTO CONFERITO?
Per dare una risposta a questi e altri interrogativi il Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta organizza una conferenza a Palazzo Regionale
VENERDI’ 10 LUGLIO 2009 - ore 21
Ospite della serata Carla Poli, da Vedelago (Treviso)
Invitiamo ufficialmente a partecipare al dibattito tutti i cittadini, gli amministratori locali, la Presidenza della Consiglio Regionale, l’Assessorato all’ambiente e al territorio, la Terza Commissione Consiliare, A.R.P.A. Valle d’Aosta, i rappresentanti delle forze politiche e le associazioni.
Carla Poli è la creatrice del Centro Riciclo Vedelago in provincia di Treviso. Oltre ai comuni di questa provincia, l’impianto tratta le raccolte differenziate dei comuni della provincia di Belluno e altri comuni, per un bacino totale di circa 1.150.000 abitanti. Il centro, che opera dal 1999, arriva ora a recuperare in materia fino al 95-98% del rifiuto conferito.
Obbiettivo della conferenza è presentare il progetto Vedelago e prospettare un possibile scenario locale che eviti la combustione dei rifiuti e porti ad un sensibile risparmio dei costi di gestione e della tariffa. Spesso bruciare i rifiuti è una pessima scelta: per riottenere la stessa materia prima occorre spendere un’energia molto maggiore di quella ricavata dalla sua combustione (per esempio circa 26 volte per le plastiche, dalle 4 alle 6 volte per i prodotti cartacei).
Già altre fonti inquinano Aosta e aggiungere nel teleriscaldamento la combustione di CDR da rifiuto aumenta la concentrazione di inquinanti. La vera risposta per la collettività e’ l’aumento dell’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi. Un piano di coibentazione degli edifici attraverso forti incentivi e la progressiva sostituzione delle caldaie con impianti domestici a cogenerazione sono sicuramente la scelta più virtuosa e innovativa in materia di riscaldamento.
Postato da: Davide in alternativa, conferenze, esperti, interviste, riciclo
L’amministrazione comunale di Quart organizza per il giorno venerdì 19 giugno alle ore 21 all’Auditorium comunale del Villair di Quart un incontro dal titolo:
Discarica di Brissogne e sistema di trattamento finale dei rifiuti: evoluzione e prospettive.
Interverranno:
Augusto Rollandin, Presidente della Regione
Manuela Zublena: Assessore all’Ambiente
Andre Rosset: Consigliere regionale ed ex sindaco di Quart
Riteniamo sia necessario mantenere ancora alta l’attenzione sul tema, non tutti i dubbi sono stati chiariti: in particolare non sono ancora evidenti alcune questioni:
• Quali azioni concrete e quali i tempi per potenziare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata?
• I rifiuti verranno ancora bruciati in Valle?
• C’è l’intenzione di raccogliere tutto l’umido e in quali tempi?
• Quale il destino della discarica attuale
• Verrà modificata la legge regionale attuale che impedisce di conferire fuori valle il cdr?
Ti chiediamo quindi di partecipare all’incontro, si tratta di un’occasione da non mancare per avere ulteriori elementi per comprendere quale scenario di gestione si prospetta e per porre domande di chiarimento. Se puoi passa parola.
Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta
Postato da: Davide in conferenze, esperti, politica
Il Comitato Rifiuti Zero accoglie con entusiasmo la svolta ecologista che sta avvenendo in Regione. Dopo il cambio di rotta sull’inceneritore, il presidente Augusto Rollandin ha dichiarato, in occasione della fiera di Rigenergia, di “voler trasformare la Valle in un laboratorio alpino sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, in grado di sviluppare un modello esportabile e applicabile in altre realtà simili alla nostra”.
E’ esattamente ciò che propongono da tempo il CRZ sul versante dei Rifiuti e Legambiente per quanto riguarda l’energia.
Rimangono però ancora due grosse incognite di cui poco si sta parlando: la destinazione finale del rifiuto dopo il Pre-trattamento (ci auguriamo a freddo e non attraverso una tecnologia di dubbia efficacia qual’è il Thor) e contestualmente la costruzione di un Impianto di Teleriscaldamento per la città di Aosta.
Il CRZ ha invitato Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice e esperto in tecnologie energetiche, con il quale si è discusso di questi problemi. Pallante ha illustrato il perchè in un mondo finito, con risorse finite, recuperare materia (soprattutto se non rinnovabile) è sempre più conveniente rispetto a bruciarla per ottenere energia. In quest’ottica il buon senso consiste nel ridurre i rifiuti alla base, aumentare la raccolta differenziata, fare il compost sulla parte umida (sia compostaggio domestico che con la raccolta capillare nei cassonetti in città, la quale presuppone la costruzione di un centro di compostaggio). Il residuo potrebbe essere poi pre-trattato con un Trattamento Meccanico Biologico con produzione di un residuo biostabilizzato e biogas da una parte e di una frazione secca dall’altra. Questa frazione secca, essendo molto piccola, invece di farne del CDR-Q e bruciarlo in centro città, potrebbe essere tranquillamente portata fuori regione così com’è. Questo, siccome ha dei costi (minori che fare CDR e poi venderlo), incentiverebbe ancor più la regione a diminuire i rifiuti alla base ed aumentare la raccolta differenziata.
Inoltre Pallante cita un’alternativa virtuosa che si sta sperimentando al centro riciclo Vedelago. In pochi anni si è arrivati al’85% di raccolta differenziata e sul 15% residuo si sta sperimentando un ulteriore selezione che, recuperando le plastiche ed altre frazioni, arriva ad avere un residuo finale di circa del 5%, insomma verso rifiuti zero! Questo tipo di tecnologia potrebbe essere già utilizzata, ad oggi, sulla raccolta differenziata per recuperare tutte quelle plastiche che altrimenti andrebbero ad incenerimento( es. piatti di plastica etc.)
L’impianto di teleriscaldamento non rappresenta poi la migliore soluzione per diminuire gli impatti ambientali e i costi del riscaldamento invernale. Solo una quota (circa il 20%) del calore verrebbe dalla Cogne, una quota ancor minore da biomasse (cippato), mentre la maggior parte verrebbe dal metano (proveniente per lo più dal Russia e soggetto alle fluttuazioni di prezzo che conosciamo). Questi impianti, sottolinea Maurizio Pallante, oltre a disperdere calore attraverso le lunghe tubature, remano contro al risparmio energetico. Le nostre case consumano più fonti fossili che le nostre automobili e sono perlopiù costruite male. In Italia una casa consuma mediamente 20 litri di gasolio al metro quadro. In Germania 7 litri e non si possono costruire delle nuove case che consumino più di 7 litri al metro quadro. Se noi costruissimo (o ristrutturassimo) case da 7 litri invece che da 20 risparmieremmo 13 litri di gasolio. Il Pil diminuirebbe, noi staremmo egualmente al caldo e ci sarebbe meno CO2 in atmosfera: La decrescita felice! Se noi costruiamo un grosso impianto di Teleriscaldamento facciamo dei contratti in base al consumo attuale ed entriamo in una logica che scoraggia poi gli utenti a ristrutturare le loro abitazioni per renderle più efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre gli stessi impianti, gestiti probabilmente da privati e incentivati dai cosiddetti certificati bianchi, finirebbero per funzionare tutto l’anno per produrre energia elettrica (inquinando) che già abbiamo in quantità qui in Valle già . Il razionale sarebbe invece investire sulla ristrutturazione degli edifici e promuovere l’utilizzo di caldaie a micro-cogenerazione diffusa, le quali hanno dei rendimenti altissimi e consentono di produrre insieme al calore energia elettrica per 10 appartamenti. Queste tecnologie inoltre si pagano da sé, perchè consentono dei risparmi energetici che da soli con nel tempo ripagano i costi di investimento.
Siccome siamo in pieno periodo elettorale ci auspichiamo che la svolta sull’inceneritore e la fiera di Rigenergia non rimangano dei piccoli spot pre-elettorali, ma che la Regione intenda continuare sulla virtuosa strada che ha imboccato,chiarendo e discutendo con la popolazione le incognite che ancora rimangono su alcuni progetti. Altrimenti rischiamo davvero di fare un passo avanti e due indietro.
Il comitato Rifiuti zero VdA
Postato da: jean.84 in Senza categoria
Da LA STAMPA online (www.lastampa.it) del 04 Giugno 2009 un articolo che fa ben sperare!
La giunta dice «sì»a una nuova struttura nell’ex Foro Boario
Liscia, fredda o gasata Arriva l’acqua alla spina
DANIELE MAMMOLITI
AOSTA
Si chiama Casa dell’Acqua ed è una struttura in cui poter attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino: a temperatura ambiente, ma anche fredda, liscia o gasata. Una sorta di impianto per l’acqua alla spina, accessibile a tutti. Il Comune sta pensando di realizzarne una all’ex Foro Boario, oggi utilizzato come area per i camper, vicino all’isola ecologica. La giunta, a inizio maggio, ne ha già approvato il progetto preliminare, per il quale ha previsto uno stanziamento di 200 mila 553 euro.
L’idea è partita da Enrico Girardi, architetto aostano che ha firmato il progetto. «Ho iniziato a parlarne con l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e con il dirigente Marco Framarin già a inizio 2008. L’ipotesi è quella di produrre acqua potabile in alternativa a quella venduta nelle bottiglie di plastica, a basso costo per il Comune e a bassissimo costo per gli utenti, cioè cittadini e turisti». In Lombardia sono già diverse le strutture di questo genere e, come spiega sul suo sito Internet Tiziano Butturini, presidente dell’azienda che fornisce questo tipo di servizio, la Tasm, (Tutela Ambientale Sud Milanese) «nei Comuni dove già esistono sono “prese d’assalto” tanto che i sindaci hanno adottato regolamenti che ne disciplinano l’uso». Proprio con la Tasm sono stati presi numerosi contatti ma, come puntualizza Girardi, «senza alcun impegno. La Tasm si è resa disponibile e fornire indicazioni e preventivi indispensabili all’esecuzione dell’opera». Girardi sottolinea il valore ecologico dell’iniziativa, ma non trascura il discorso economico: «Ammettendo che il Comune voglia far pagare l’acqua gasata e quella refrigerata, ad esempio 10 centesimi al litro come si è ipotizzato (e dunque a un costo molto conveniente per il cittadino rispetto a quello praticato nei supermercati per l’acqua in bottiglia) l’amministrazione si troverebbe nelle condizioni di vedere del tutto abbattuti i costi di gestione e, a seconda dei consumi, ad ammortizzare l’investimento per la struttura, con la possibilità di ricavare anche dei guadagni».
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua aostana, Girardi fa notare che «quella che viene dall’acquedotto cittadino è ottima e probabilmente più controllata di molte acque minerali vendute in bottiglia, obbligate ad aggiornare i dati sull’etichetta solo ogni due anni». La realizzazione della Casa dell’Acqua avrebbe, tra le sue conseguenze, anche quella di rivedere completamente il Foro Boario, l’area camper che lo stesso Girardi definisce «degradata e male inserita in un contesto ai margini della città. Tuttavia - prosegue l’architetto - si tratta di una zona strategica, dove è facile trovare parcheggio, vicina al mercato, con una viabilità funzionale. Collocarvi un servizio significa valorizzarla». La proposta che Girardi ha fatto al Comune è di trasformare il Foro Boario «dotandolo di alberi che garantiscano ombra ai camper e offrano un po’ di verde»; l’accesso alla Casa dell’Acqua verrebbe garantito da «una viabilità interna come quella dei terminal aeroportuali, per offrire la massima fluidità alla circolazione, con posti auto a ridosso». Un portale d’ingresso in stile Liberty e una «onda» alta sei metri conferirebbero all’opera anche un’identità dal punto di vista estetico, considerando che in molte città che hanno realizzato una Casa dell’Acqua questa si è rivelata anche un luogo di incontro.
«L’idea è molto interessante - dice l’assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel - e ambiziosa. Forse per qualcuno potrà sembrare un progetto da libro dei sogni, ma come è stato dimostrato in altre realtà si tratta di un’opera realizzabile senza troppo sforzo».
Entro agosto dovrebbe essere pronto il progetto definitivo, e nel 2010 dovrebbe arrivare quello esecutivo. I lavori per la Casa dell’Acqua partirebbero quindi nel 2011.
Postato da: Davide in Proposte, comunicati, riciclo
Non costruiranno un inceneritore in Valle d’Aosta!
Rimane ancora l’incognita sugli scenari futuri, ma è ormai assodato che non si svuoterà la discarica di Brissogne per dare da mangiare ad un inceneritore a griglia che altrimenti non avrebbe potuto funzionare. La nostra salute e l’ambiente sono al sicuro e la nostra regione, in un periodo di crisi, ha risparmiato una ingente quantità di denaro.
Quando siamo partiti in questo cammino 2 anni fa nessuno ci avrebbe scommesso una lira. Mi dicevano di pensare a studiare e che stavo perdendo il mio tempo..Noi però ci abbiamo creduto lo stesso. Nonostante la disillusione domini sovrana in questi tempi non ci siamo rassegnati al fatto che “il mondo è così e nessuno lo può cambiare”. Era molto improbabile che la nostra impresa andasse a buon fine, ma non impossibile.. Sapevamo che la ragione e il buon senso erano dalla nostra, ben consci però che spesso in questo strano mondo non sono sufficienti. Invece di chiuderci nel nostro “piccolo guscio” in un cieco individualismo abbiamo guardato al futuro e in mezzo alle nubi abbiamo tentato di scorgere quello spiraglio di luce che sempre c’è se l’occhio vuol cercare.Abbiamo sperato e con noi hanno sperato altre 3.300 persone che hanno speso del tempo per venire a fare una piccola firma al nostro banchetto.. Hanno sperato (nel profondo del loro cuore) tante altre persone che hanno magari semplicemente discusso del problema e che non sono riusciti a firmare, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per rassegnazione.. e ha sperato con noi anche qualcun’altro, lassù, nei piani alti della politica.
Beh, io vi ringrazio tutti! Perchè è grazie a voi, grazie a tutte queste piccole speranze che oggi possiamo finalmente gioire per il raggiungimento del nostro obiettivo.
Nietzsche con Zarathustra ci annuncia che DIO E’ MORTO! E’ così. Il fatto non è se esista o non esista. Dio (nella sua connotazione più ampia e quindi i grandi ideali, l’amore per il prossimo, la speranza nel futuro etc.) è morto e con esso anche il senso, lo scopo. Se si analizzasse la società del Medio Evo togliendo la figura di Dio non ci si capirebbe più niente. Se oggi togliessimo Dio dalla nostra società tutto rimarrebbe più o meno uguale. Se togliessimo il denaro non capiremmo più nulla!Viviamo in un mondo in cui gli ideali, i valori, i sogni sono in via di estinzione; anche nei giovani si spengono presto, soffocati dal materialismo, dall’egoismo, da un cinismo direi senile che il sistema capitalistico-consumista ci dispensa quotidianamente. E quando la mente umana non vede il futuro, non guarda al futuro, non guarda al prossimo e si ripiega su sé stessa in un eterno presente, sta male, soffre e cerca riparo nei vari sedativi che le sono offerti dal mercato (alcol, droghe, il sesso sfrenato, l’ industria del divertimento, il consumo fine a se stesso etc..).
Questa nostra piccola esperienza testimonia che non è sempre così: un altra via è possibile, un altro mondo è possibile. Ci hanno derubati non solo dei nostri ideali, ma dei nostri sogni, delle nostre speranze, della possibilità. Riappropriamocene! Le cornici di riferimento in cui declinare il nostro slancio utopico e in cui ritrovare un senso relativo per la nostra esistenza non mancano: La decrescita, Rifiuti Zero.
Perchè come ben ci diceva Guccini:
“Noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per 3 giorni e poi RISORGE, in ciò che noi crediamo DIO È RISORTO, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, nel mondo che fareemo..DIO E’ RISOORTO!
Jean-louis Aillon, Presidente del comitato Rifiuti Zero VdA
Postato da: jean.84 in Senza categoria
L’incontro pubblico del 29 maggio 2009 che ha visto il confronto tra l’assessore regionale all’ambiente, il Comitato Rifiuti Zero VdA, ARPA VdA e Legambiente è stato un importante segnale di disponibilità al dialogo da parte degli amministratori pubblici. L’assessore ha dichiarato pubblicamente che l’ipotesi di incenerimento dei rifiuti, contestualmente all’asservimento della discarica di Brissogne, è stata definitivamente accantonata.
> Il Comitato Rifiuti Zero VdA ringrazia i numerosi cittadini che con la loro partecipazione e il loro sostegno hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato. Rimangono tuttavia numerosi interrogativi aperti.
> L’assessore ha affermato di voler incrementare la raccolta differenziata, ma non ha chiarito se si intenda raccogliere e avviare a compostaggio anche la frazione organica, condizione indispensabile per poter raggiungere gli obiettivi di qualità imposti dalla normativa nazionale. Rimangono da definire anche le modalità e i tempi di passaggio dalla tassa sui rifiuti alla tariffa, come previsto dalla legge, secondo il principio “chi più differenzia, meno paga”.
> Sulla scelta degli impianti di trattamento della frazione indifferenziata l’assessore ha parlato, ma senza precisare, di scelte tecnologiche all’avanguardia ed a basso impatto ambientale. Riteniamo che la scelta debba ricadere su impianti di comprovata affidabilità funzionale e di indubbia sostenibilità ambientale come i trattamenti a freddo.
> Dall’incontro è emersa l’intenzione degli amministratori di realizzare un impianto per la produzione di combustibile da rifiuto di qualità (CDR-Q), da destinare ad una centrale locale per il teleriscaldamento. Il Comitato Rifiuti Zero VdA ritiene che la produzione e l’utilizzo di CDR sia accettabile solo se utilizzato in impianti già esistenti in sostituzione di combustibili fossili. Se si vuole evitare la costruzione in Valle d’Aosta di un forno creato appositamente per accogliere il CDR, occorrerebbe ipotizzare il trasporto del CDR o della frazione secco-leggera fuori regione. Inoltre pensiamo che sarebbe virtuoso se in futuro si potesse affiancare a questi impianti un centro di riciclo come quello di Vedelago che, attraverso una selezione manuale delle plastiche sulla raccolta differenziata, recupera ulteriore materia e diminuisce la quantità di rifiuti che devono essere avviati a valorizzazione energetica.
Postato da: jean.84 in Senza categoria
Il Comitato Rifiuti Zero VdA accoglie favorevolmente la notizia che gli amministratori regionali non intendono smaltire i rifiuti valdostani freschi e quelli contenuti nella discarica di Brissogne in un inceneritore a griglia.
Non essendo ancora stato esplicitato in modo chiaro lo scenario di gestione e smaltimento dei rifiuti che si intende mettere in atto, il Comitato non esprime giudizi ma ribadisce la convinzione che la soluzione ottimale sia quella che prevede iniziative di riduzione dei rifiuti alla base (riutilizzo, riparazione, vuoto a rendere, distributori alla spina, consumo locale etc..), potenziamento della raccolta differenziata al 65% con il passaggio alla tariffa secondo il principio di chi più differenzia meno paga, impianto di compostaggio della frazione umida, impianto di Trattamento Meccanico Biologico con produzione di biogas e selezione della frazione secca residua da valorizzare energeticamente.
Questa alternativa rappresenta a nostro avviso la soluzione più virtuosa dal punto di vista del contesto locale, della salute, dell’ambiente oltre che dal punto di vista economico.
Il Comitato Rifiuti Zero Vda
Postato da: jean.84 in Senza categoria
|