Nell’incontro pubblico sulla gestione dei rifiuti e sugli scenari futuri, svoltosi ieri all’ Auditorium del Comune di Quart, l’assessore Zublena e il presidente Rollandin hanno spiegato, come è stato delineato nella precedente delibera di Giunta, che per smaltire i rifiuti indifferenziati in Valle d’Aosta verrà adottata una tecnologia innovativa: la pirolosi o la gassificazione (eventualmente combinate). Sono stati invitati due tecnici esperti (un professore del politecnico e un ricercatore del CNR) che hanno illustrato nei dettagli vantaggi e svantaggi di queste tecnologie.
In poche parole sono degli inceneritori (dal punto di vista normativo), recuperano energia come i moderni inceneritori, inquinano come i moderni inceneritori: “Da altri punti di vista (recupero energetico e maggiore compatibilità ambientale) non risultano al momento provati reali e significativi vantaggi rispetto all’incenerimento”. Queste tecnologie hanno delle buone prospettive per il futuro sia dal punto dell’efficienza energetica che dal punto di vista ambientale, ma per ora tutto ciò rimane solo sulla carta.
Il vantaggio è che sono più flessibili e possono essere quindi costruiti anche di piccoli dimensioni (senza quindi dover andare a dissotterrare l’intera discarica di Brissogne) con dei costi elevati, ma accettabili.
Il Comitato Rifiuti Zero concorda sul fatto che, se si volesse a qualunque costo (ambientale, economico etc..) chiudere il ciclo in Valle, una tecnologia di questo tipo sarebbe la più praticabile al momento. Questa però non è la sola alternativa: si potrebbe anche costruire un impianto a freddo (TMB), dal quale poi una frazione residuale dei rifiuti (il CDR-Q) potrebbe essere portata fuori valle e utilizzata nei cementifici al posto di altri combustibili più inquinanti. Non riteniamo che questa soluzione (che non è poi molto dissimile da quella delineata dalla delibera di giunta precedente) debba essere a priori migliore di quella proposta dalla Regione ora, ma riteniamo che ciò dovrebbere essere oggetto di studio. Il Prof. Genon, interrogato sulla questione, ha anch’egli ammesso che si dovrebbe fare un studio LCA (life cycle assesment) valutando i due scenari per poter decidere al meglio.
L’assessore Zublena ha inoltre asserito che intende fare un serio piano regionale di riduzione dei rifiuti con degli obiettivi e determinati vincoli ed ha confermato la valutazione positiva del Centro Riciclo Vedelago (sulla frazione differenziata) che è stata fatta dal recente studio dell’ingegner Cout. Ci auguriamo quindi che entrambi questi progetti vengano portati avanti al più presto.
Infine il prof. Genon ha spiegato come i sistemi di pirolisi e gassificazione abbiano difficoltà a funzionare se nel rifiuto indifferenziato vi è un alta percentuale di rifiuto organico. Paradossalmente questo “handicap” potrebbe essere per la nostra comunità un vantaggio in quanto rappresenta un’ulteriore argomento a favore della raccolta dell’umido! Alla luce di queste ultime evidenze abbiamo chiesto ai nostri amministratori perchè non intendano raccogliere l’organico anche in città e laddove non è possibile il compostaggio domestico, ma non abbiamo ricevuto risposte…
Il Comitato continuerà quindi a portare avanti la petizione per la raccolta dell’umido. Firmate e passateparola! I cittadini non potranno non essere seriamente presi in considerazione
Ricordiamo che il termine per la consegna delle firme sarà il 28 febbraio.
Per l’utilizzo di tecniche innovative nel riciclo dei materiali
Per diminuire l’afflusso dei rifiuti in discarica (45.000 tonn. ogni anno)
Per avviare lo scenario “Valle d’Aosta virtuosa – zero waste” (TMB + RACCOLTA DELLA FRAZIONE ORGANICA)
Come cittadini, riteniamo utile migliorare la sostenibilità ambientale nelle scelte in materia di gestione rifiuti e l’utilizzo costante di strumenti partecipativi.
Nel corso delle visite di approfondimento svoltesi presso la discarica di Brissogne sono emerse indicazioni utili e rilevate alcune criticità. Sono necessari miglioramenti nel riciclo delle materie plastiche, occorre incentivare utilizzo del compost già disponibile in loco, bisogna avviare la raccolta e il riciclo della frazione organica per diminuire l’afflusso in discarica di almeno 10.000 tonnellate annue. La petizione per l’avvio del Centro di compostaggio per l’organico scadrà il 28 febbraio 2010. In data 10 luglio 2009 è stata presentata in Valle d’Aosta la metodologia di riciclo Vedelago, riconosciuta dall’Unione Europea come “ecoinnovazione” in alternativa ai processi di smaltimento a caldo (combustione) che comportano alti costi di impianto e manutenzione e iter sperimentali con spreco di denaro pubblico (si veda, in altro ambito, l’esito della vicenda del trenino Cogne-Pila). Le decisioni sino ad oggi adottate, più volte soggette ad un cambio di orientamento, sembrano puntare in direzione opposta a quella da noi prospettata.
Ci permettiamo, pertanto, di rivolgere a tutte le Amministrazioni coinvolte e a tutti gli interessati le seguenti domande:
1. Pirogassificazione e mancato dibattito preventivo: perché non è stato organizzato un dibattito pubblico, alla presenza di tecnici e esperti, tra i due diversi scenari possibili, ovvero “Valle d’Aosta virtuosa – zero waste” (raccolta organico + TMB) e “Pirogassificatore”. Perchè nella sede che l’Assessore Zublena aveva definito come “il luogo della discussione”, ovvero l’Osservatorio Regionale dei Rifiuti (ORR) non vi è stato alcun dibattito preventivo prima del 1 dicembre 2009?
2. Pirogassificazione e compostaggio frazione organica: perchè non seguiamo il virtuoso esempio di Asti, Pinerolo e di tantissimi altri comuni in cui si raccoglie l’umido porta a porta e si ottiene del compost che viene utilizzato al 100%? Perchè non si è approfondita la biodigestione anaerobica viste le presunte difficoltà di raccolta della frazione organica?
3. Pirogassificazione e programmazione: perchè non è ancora operativo un serio piano regionale di riduzione dei rifiuti con obiettivi vincolanti?
4. Pirogassificazione e metodo di riciclo Vedelago: lo studio del 24 novembre 2009 valuta molto positivamente il Metodo di Riciclo Vedelago. Perchè non si intende costruire in Valle un centro di pre-selezione ed estrusione, che ottimizzi la raccolta differenziata, con benefici economici per i comuni e per i cittadini?
5. Pirogassificazione e tariffa (a carico utente): in merito al passaggio da Tassa a Tariffa, si intendono accelerare i tempi e introdurre il meccanismo virtuoso per cui chi meno inquina meno paga, seguendo l’esempio della C. M. Grand Combin?
6. Pirogassificazione ed emissioni inquinanti: chi ha certificato le emissioni derivanti da questi processi? Sono compatibili dal punto di vista ambientale? Al riguardo ci sono solo dati forniti dai produttori degli impianti, oppure sono stati certificati da enti terzi indipendenti (Arpa, ecc.)? Risultano altri pirogassificatori funzionanti su scala commerciale in Italia oppure soltanto impianti–pilota? Perchè non si è presa in considerazione una analisi LCA che comparasse i diversi scenari possibili, sia in termini di impatto ambientale che economico?
7. Pirogassificazione e scorie: dove andranno a finire queste ultime? La percentuale di scorie varia dal 13 al 20% a seconda delle tecnologie utilizzate. Dove saranno smaltite le circa 9.000 tonnellate annue di scorie, nella discarica speciale di Pontey o in quella di Issogne?
8. Pirogassificazione e discarica: quali sono le intenzioni in merito all’attuale discarica una volta che sarà esaurita? Sarà finalmente ricoperta di verde e alberi?
9. Pirogassificazione e costi di impianto e manutenzione: l’ultimo studio del 24 novembre 2009 non presenta un’analisi economica dello scenario pirogassificatore. Il costo di un pirogassificatore è circa il doppio rispetto a quello di un TMB?
10. Pirogassificazione e Trattamento meccanico biologico (TMB): perchè nello studio del 24 novembre 2009 non è stato approfondito lo scenario che prevederebbe lo smaltimento fuori Valle (presso cementifici o altri impianti) del CDR prodotto dal TMB, anche alla luce del boom che questi impianti stanno avendo rispetto ai trattamenti a caldo in bassa temperatura?
Il 20 gennaio 2010, alle 20.30 all’Auditorium del Comune di Quart, la Regione ha organizzato “un incontro pubblico sulla questione della gestione dei rifiuti e sugli scenari futuri percorribili anche alla luce dei nuovi indirizzi definiti dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta”, ovvero si parlerà della Pirogassificazione (equiparata dal punto di vista normativo agli inceneritori, per capirci).
Questa scelta, che presenta alcune criticità e delinea un cambio di rotta rispetto alla delibera di Giunta precedente, non è stata discussa nè con la popolazione, nè con le associazioni, nè nell’ Osservatorio Regionale dei Rifiuti, ed è nuovamente piovuta dall’alto. Il Comitato Rifiuti Zero non è stato invitato a questa serata e non sarà così possibile avere un vero dibattito su queste questioni.
Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi! L’argomento è interessante; sarà possibile fare domande, ottenere chiarimenti e, se alla nostra voce ne faranno eco molte altre, saremo realmente presi in considerazione.
Sarà inoltre un occasione per consegnarci di persona le firme della PETIZIONE PER LA RACCOLTA DELL’UMIDO (o eventualmente firmare).
Vi ricordiamo che potete scaricare la petizione sul nostro sito (http://rifiutizerovda.altervista.org/petizione/). Il termine previsto per la consegna è il 28 Febbraio.
Firmate e passate parola! Solo se saremo in tanti ci ascolteranno sul serio ed avremo la possibilità di cambiare le carte in tavola.
Aosta - Il rappresentate delle associazioni ambientaliste in seno all’Osservatorio ha abbandonato la riunione di questa mattina: “il rapporto non è stato condiviso prima della stampa, manca la discussione su documenti tecnici e qualcuno parla senza diritto”.
Per aver pubblicato il primo rapporto sulla gestione rifiuti solidi urbani e assimilabili senza averlo preventivamente discusso in sede di Osservatorio; poiché i documenti tecnici necessari per fornire pareri utili all’adozione di atti amministrativi non vengono preventivamente discussi e poiché alle riunioni dell’osservatorio vengono convocati e partecipano con diritto di parola funzionari dell’Assessorato estranei all’Osservatorio stesso, Fabrizio Roscio, rappresentante delle associazioni ambientaliste (Amici della terra, Legambiente, Terra Nouva, Wwf) all’interno dell’Osservatorio regionale sui Rifiuti, ha abbandonato questa mattina la riunione dell’organismo come segno di protesta. L’incontro aveva ad oggetto l’approvazione del primo rapporto sulla gestione dei rifiuti e l’illustrazione dei risultati relativi alla Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
“L’Osservatorio non è luogo di discussione e confronto – afferma Roscio, parlando ai giornalisti subito dopo l’uscita dalla sala – e per i motivi appena espressi le sue funzioni previste dalla legge 31/2007 vengono meno”. Quanto avvenuto questa mattina è stata un’azione condivisa da Roscio e le associazioni ambientaliste. Per l’Assessore regionale competente Manuela Zublena però il gesto rientrerebbe nella ricerca di visibilità mediatica: “Non mi stupisce l’abbandono dell’aula da parte del rappresentante delle associazioni – ha commentato Zublena – Abbiamo sempre inteso l’Osservatorio come luogo di discussione e confronto. Dispiace che si abbandoni il tavolo proprio nel momento in cui bisogna scegliere quali scenari seguire per il futuro della gestione dei rifiuti”.
In una nota inviata nel pomeriggio l’Assessore regionale all’Ambiente rincara e aggiunge tornando sulla questione “Penso dimostri anche scarso spirito collaborativo. La critica posta che non vi sia coinvolgimento e discussione preventiva tra i rappresentanti è un’opinione che non mi sento di avvallare, infatti tutti gli altri partecipanti dell’Osservatorio, dal Comune di Aosta, alle Comunità Montane, da Valeco all’Associazione Consumatori, dalle Aziende di Pubblici Servizi della Regione all’ARPA, hanno collaborato fattivamente e operativamente a tutti gli eventi della Settimana Europea e a quelli della Settimana dell’UNESCO, fornendo materiale, informazioni e quant’altro sia stato utile all’ottimizzazione delle azioni realizzate nelle due settimane. Il Rapporto regionale sui rifiuti è stato inviato preventivamente a tutti i membri dell’Osservatorio chiedendo commenti e suggerimenti e dalla discussione odierna sono già emerse domande, informative da sviluppare nel prossimo rapporto”.
Comunque i lavori dell’Osservatorio in mattinata sono continuati come da programma con la presentazione del nuovo scenario di gestione dei rifiuti individuato, basato sulla tecnica di pirolisi e gassificazione, sistema che tornerà protagonista comunque nel prossimo Consiglio regionale. In particolare il procedimento prefigurato prevede lo smaltimento dei rifiuti producendo combustibile gassoso e minimizzando le emissioni in atmosfera.
In merito al futuro scenario valdostano in campo rifiuti, Fabrizio Roscio aggiunge “La scelta della pirolisi non la giudichiamo noi ma ci limitiamo a riportare quanto afferma la Juniper, uno studio di consulenza riconosciuto a livello internazionale: l’80% degli impianti a pirolisi sono diffusi in Giappone, in Italia quelli che ci sono dimostrativi e sperimentali, perciò non consolidati e sicuri su scala industriale, e non danno ancora garanzie di economicità”.
Su quanto accaduto Alessandra Piccioni, vice-presidente Legambiente VdA aggiunge “Il problema non è di contenuto ma di metodo”.
di Moreno Vignolini – Aostasera.it
14/12/2009
Venite a trovarci Sabato 12 dicembre in via E.Aubert angolo Biblioteca, dalle ore 14,00 alle 18,30.
In questi giorni si deciderà a Copenhagen il futuro del nostro pianeta. I cosiddetti “grandi” dovranno raggiungere un accordo sulla riduzione delle emissioni di CO2 per scongiurare gli ormai incombenti cambiamenti climatici. Il problema dei rifiuti non è svincolato dalle decisioni che saranno prese e dal problema della sostenibilità! Basti infatti pensare ai certificati verdi che incentivano a bruciare rifiuti organici (le angurie per intenderci!), ai cosiddetti CiP6, ovvero i finanziamenti che dovrebbero andare alle energie rinnovabile ed invece sono destinati agli inceneritori, o al semplice fatto che una delle maniere per ridurre le emissioni di C02 è la raccolta differenziata, la quale recuperando delle materie prime consente di risparmiare più energia di quanta se ne ricava attraverso l’incenerimento.
Per questo motivo il Comitato Rifiuti Zero VdA parteciperà all’iniziativa 100 piazze per il clima, organizzata da Legambiente Sabato 12 dicembre. Per l’occasione sarà allestito un banchetto in via E.Aubert angolo Biblioteca, dalle ore 14,00 alle ore 18,30 dove potrete firmare per due petizioni: QUELLA SUL COMPOSTAGGIO e un’altra per chiedere al governo un metro quadro di pannello solare per ogni cittadino italiano.
vi aspettiamo!
Il Comitato Rifiuti Zero VdA
Era uscito dalla porta, e ora, più piccolino ed un pò truccato tenta di rientrare dalla finestra.. non è la Befana, né Babbo Natale.. ma un amaro ”regalo” di Natale..
La Giunta Regionale ha approvato ieri una delibera che modifica sostanzialmente la scelta del trattamento finale dei rifiuti per la Valle d’Aosta, nonostante venga presentata in continuità con la delibera precedente.
La soluzione verrà infatti ricercata “fra i sistemi innovativi… che permettano di trattare il rifiuto valorizzandone la componente energetica attraverso impianti di pirolisi e gassificazione”. Verrà quindi probabilmente costruito un piro-gassificatore, in altre parole un TRATTAMENTO A CALDO, ovvero una sorta di INCENERITORE!..il quale però più che rilasciare le sostanze inquinanti in atmosfera ne trasferisce l’impatto sulle scorie, dove vanno a concentrarsi la maggior parte delle sostanze tossiche. Le scorie diventano quindi rifiuti pericolosi e dovranno essere smaltite in discariche per rifiuti speciali con dei costi molto elevati, altrimenti vi sarebbe il rischio di contaminare le falde acquifere.
Quest’ opzione rappresenta quindi un sostanziale cambiamento rispetto alla delibera precedente che parlava di “tecnologie innovative per la realizzazione di impianti di pretrattamento finalizzati alla produzione di CDR di qualità, da destinare alla valorizzazione energetica”. Gli impianti per la produzione di CDR, se si esclude il THOR (ancora sperimentale e malfunzionante) sono i trattamenti meccanico-biologici (TMB), ovvero i TRATTAMENTI A FREDDO, i quali separano la frazione organica dei rifiuti (dal quale si produce del compost, eventualmente producendo biogas) dalla frazione secco-leggera. Da quest’ultima vengono poi recuperate ancora tutta una serie di materiali e dal residuo finale si può produrre il CDR-Q, il quale può essere a sua volta avviato a valorizzazione energetica, con dei bassi profili emissivi di sostanze inquinanti.
La piro-gassificazione rappresenta invece una marcia indietro su tutti i fronti rispetto alla direzione presa in precedenza: dal punto di vista ambientale, dal punto di vista dell’affidabilità e dal punto di vista economico. Passiamo infatti da un trattamento a freddo ad un trattamento a caldo, da una tipologia di trattamento consolidata e diffusa in tutta Italia ad una tipologia nuova ed ancora poco collaudata (in Italia esiste ad oggi un solo impianto funzionante), da un trattamento tutto sommato economico ad un trattamento molto più costoso, circa il doppio ( all’incirca 100 milioni di euro rispetto a 45 milioni per un TMB).
Nonostante ciò questa soluzione è comunque decisamente migliore rispetto al vecchio piano della Regione che prevedeva di bruciare non solo i nostri rifiuti, ma anche tutta la discarica di Brissogne attraverso il cosiddetto Inceneritore “di bocca buona”.
Vogliamo inoltre sottolineare come l’impegno di condivisione e collaborazione assunto dalla nuova amministrazione dopo le passate discussioni sull’inceneritore sia stato totalmente disatteso. Non vi è stato alcun dibattitto, né con la popolazione, né con le associazioni. Nell’ Osservatorio Regionale dei Rifiuti, il luogo dove sarebbe dovuta avvenire la discussione secondo l’Assessore Zublena, non si è MAI parlato di impianti per il trattamento finale dei rifiuti e la decisione è nuovamente piovuta dall’alto all’improvviso.
Infine, siccome gli impianti di piro-gassificazione richiedono una umidità costante (che è resa instabile dalla presenza dei rifiuti organici) rimarchiamo l‘importanza di raccogliere la frazione organica porta a porta, anche laddove non sia possibile il compostaggio domestico, ed invitiamo i cittadini a firmare LA PETIZIONE PER UN CENTRO DI COMPOSTAGGIO che il comitato sta portando avanti, purtroppo l’unica forma di “dialogo” che è possibile utilizzare per poter discutere di certi problemi in Valle d’Aosta.
Potete scaricare la petizione sul nostro sito.
Raccogliendo bene l’organico si potrebbe sperimentare una vera innovazione, virtuosa sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, ovvero il ciclo chiuso col riciclo totale, attraverso la chiusura del cerchio col processo di estrusione del CRRV (centro ricerca e riciclo Vedelago).
Siccome questa delibera rappresenta per ora un indirizzo e non è stata specificata la tipologia specifica di trattamento che sarà utilizzato, né i volumi e la tipologia di rifiuti che verranno trattati, le nostra argomentazioni rimangono di carattere generale e ci riserviamo di presentare dei dati e delle critiche più specifiche nel corso delle procedure di evidenza pubblica, quando lo scenario complessivo sarà meglio delineato.
Il Comitato Rifiuti Zero VdA, in collaborazione con Legambiente VdA, Amici del Viale della pace, Diritto al Futuro, Codacons e Adiconsum, invita i giornalisti e tutti gli interessati ad una conferenza stampa che si terrà giovedì 26 Novembre al CSV (Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta) alle ore 17.15 (Via Xavier de Maistre, 19 ).
Nella settimana europea della riduzione dei rifiuti si è molto parlato di compostaggio. La Regione, nonostante promuova il compostaggio domestico, non intende raccolgliere l’umido in città e nei luoghi in cui non è possibile il compostaggio domestico.
Per queste ragioni verrà lanciata, in maniera congiunta fra le varie associazioni, una PETIZIONE PER UN CENTRO REGIONALE DI COMPOSTAGGIO E PER LA RACCOLTA DELL’UMIDO IN VALLE D’AOSTA . La raccolta firme partirà Domenica 29 Novembre con un banchetto in via Aubert, angolo lebbroso (dalle 14,30 alle 18).
Verrà inoltre presentata una LETTERA attraverso cui cittadini che eseguono il compostaggio domestico possono richiedere alle loro comunità Montane di ottenere la RIDUZIONE DELLA TARIFFA del 25%, come previsto dalla delibera di Giunta 3586 .
Verranno analizzati gli esiti della seconda visita civica effettuata alla discarica.
L’associazione DIRITTO AL FUTURO presenterà infine la nuova mobilitazione contro la truffa dei Cip6, i sussidi all’incenerimento che ingiustamente vengono attinti dalle bollette elettriche di tutti i cittadini.
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Comitato Rifiuti Zero VdA
Legambiente VdA
Amici del Viale della pace
Diritto al Futuro
Codacons
Adiconsum
La riduzione dei rifiuti comincia da ognuno di noi!
Sabato 21 novembre parte la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, alla quale hanno creduto anche personalità come il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini e oltre 400 amministrazioni, imprese, associazioni e scuole italiane che hanno inviato i loro progetti.
Si informa che sabato 21 novembre 2009, dalle ore 14 alle 18, il Comitato Rifiuti Zero VdA sarà presente in piazza Chanoux ad Aosta per una manifestazione avente come scopo la sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti.
La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta, il Comune di Aosta, Legambiente, Caritas, Mille Bolle, Gas Valle d’Aosta, Habitat, aderisce alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi all’iniziativa.
Il 25 Giugno il Consiglio Regionale si è riunito ed ha dato l’incarico all’ Ing. Diana Cout di individuare quali fossero “le migliori tecnologie innovative per la realizzazione di impianti di pretrattamento finalizzati alla produzione di CDR di qualità ad oggi esistenti, da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento che possano garantire un ulteriore contenimento dell’impatto ambientale su scala regionale….da sottoporre agli uffici competenti 90 giorni dall’incarico”.
Sono passati ormai più di tre mesi e lo scenario appare ancora nebuloso.
Il Consigliere segretario Enrico Tibaldi (PdL) ha presentato un’interpellanza riguardante i tempi e le modalità di sperimentazione di queste tecnologie innovative.
L’Assessore Zublena ha risposto: “la sperimentazione non è ancora stata avviata data la complessità dei lavori, ma soprattutto per gli impegni di condivisione e confronto assunti dall’Amministrazione su un tema di tale portata. In queste ultime due settimane il professionista incaricato, i tecnici dell’ARPA e il personale dell’Assessorato hanno effettuato approfondimenti e valutato azioni di organizzazione e sistematizzazione delle informazioni per giungere all’individuazione di scenari di gestione che permettano di definire un percorso completo di trattamento e valorizzazione energetica dei rifiuti.? L’indagine conoscitiva è stata integrata anche prendendo in considerazione altri sistemi innovativi che permettono di trattare il rifiuto valorizzandone la componente energetica e che sono alternativi ai metodi tradizionali, quali l’incenerimento.”
Tibaldi si è dichiarato insoddisfatto della risposta ottenuta.
“Non ravviso una similitudine tale da giustificare il rinvio ad una precedente risposta, e alcuni punti risultano così inevasi.?Abbiamo notato che c’è una sostanziale prudenza nell’affrontare questo argomento, ma bisogna avere il coraggio di muovere i primi passi. Ci piacerebbe sapere se prima o poi deciderete i tempi… Dovete dirci se la produzione di un combustibile da rifiuto di qualità sarà destinato a un termovalorizzatore fuori regione o in Valle.”
Il CRZ accolglie con favore l’impegno di condivisione e confronto assunto dall’amministrazione, ma non può che concordare con il giudizio del Consigliere Tibaldi. Ci auguriamo che, siccome le soluzioni esistono e sono già ben collaudate in altri contesti, le decisioni in merito vengano prese con la tempestività che meritano. Non rischiamo di fare la fine di Napoli, ma ogni minuto che perdiamo, è un angolino in più di discarica che se ne va.
In occasione dell’ottava giornata internazionale contro
l’incenerimento, l´Associazione Diritto al Futuro, Legambiente Valle d’Aosta e Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta saranno presenti con un banchetto mercoledi 30 settembre in Place des Franchises, dalle 17 alle 19.
Saranno raccolte le adesioni dei cittadini alla vertenza multipla che l´associazione Diritto al Futuro intenterà a nome dei singoli utenti nei confronti del Gestore della Rete Elettrica, tesa alla restituzione del 7% delle bollette elettriche emesse dal 2001 al 2007. Tali somme, infatti, avrebbero dovuto essere usate per incentivare le energie rinnovabili, mentre sono state dirottate al finanziamento delle energie “assimilabili”, comprendenti anche quella prodotta con gli inceneritori. Per questo l´Italia è stata condannata dall´Unione Europea.
Qualsiasi cittadino voglia aderire alla vertenza dovrà recarsi al banchetto munito delle fotocopie di una bolletta elettrica e di un documento di identità fronte e retro.
Gli sarà chiesto di firmare la delega all´associazione e di versare un contributo di 10 euro.
Nel caso di vittoria il singolo utente si vedrà restituire le somme prelevate dal 2001 al 2007, in caso contrario non avrà nessuna conseguenza in quanto gli oneri della causa sono esclusivamente a carico dell´associazione Diritto al Futuro.
L´iniziativa ha un forte significato politico, in quanto la proliferazione degli inceneritori - una risposta sbagliata al problema dei rifiuti - è dovuta in buona parte a questi incentivi illecitamente sottratti allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Il Comitato Rifiuti Zero VdA ha il piacere di diffondere una bella iniziativa di carattere popolare:
Saint-Vincent: un parco tecnologico per le energie rinnovabili al posto del tiro a volo
Una piattaforma di 25.000 mq che si protende sull’abitato di Saint-Vincent: è l’ex tiro al piccione, ricavato a metà degli anni ‘70 con uno sbancamento che eliminò il villaggio Piole. Dal 1984, l’area, di proprietà regionale, è inutilizzata. Recentemente, la Giunta Regionale ha affidato a una società esterna l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione di un impianto per il tiro a volo e il tiro all’elica. L’esito è previsto entro il mese di ottobre 2009.
Alcuni cittadini di Saint-Vincent propongono un’alternativa: realizzare il tiro a volo in un sito più isolato (v. articolo su La Stampa del 4/09/09), già individuato dal Comune di Châtillon (le abitazioni hanno una distanza di 1.250 metri dal sito di Châtillon, anziché di soli 150 metri, come nel caso di Saint-Vincent). Questa soluzione comporterebbe costi inferiori, per le minori opere di mitigazione dell’impatto acustico.
Invece, si propone di sfruttare le peculiari caratteristiche di estensione ed esposizione al sole dell’area Piole (uniche in tutta la Valle) per realizzare strutture finalizzate alla ricerca e alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare energia solare. Nel giugno 2008, una proposta di Parco tecnologico per le energie rinnovabili è stata presentata alle amministrazioni comunali di Saint-Vincent e di Châtillon, alla Chambre Valdôtaine e alla Regione Valle d’Aosta. La proposta coinvolge anche l’area Tecdis di Châtillon, in attesa di riqualificazione. Positivi i riscontri del Comune di Châtillon che, con una delibera consiliare del 30/06/08, si è impegnato a supportare la ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, offrendo il proprio territorio per la realizzazione di parchi tecnologici per sperimentazioni su energia eolica, energia solare termodinamica o altre tecnologie. Notevole anche l’interesse della Chambre Valdôtaine che, nel rapporto sull’economia valdostana 2008, auspica il “decisosostegno alle attività di ricerca ed all’innovazione, accompagnato da azioni volte a favorire l’incremento della locale offerta di personale tecnico qualificato, utilizzando al meglio le opportunità derivanti dalla presenza in Valle del Politecnico di Torino e dalla crescita dell’Università della Valle d’Aosta”. Nel rapporto 2009, la Chambre punta su “una ripresa centrata sullo sviluppo della cosiddetta “green economy”, legata alla valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, delle energie rinnovabili, …”. Molte aziende, inoltre, auspicano la creazione di una filiera delle energie rinnovabili in Valle d’Aosta, a partire dalla formazione delle indispensabili professionalità nel settore.
E’ nata così l’iniziativa di una petizione popolare che non sia unicamente contro la realizzazione di un’opera – per la quale si suggerisce l’alternativa in un altro sito – ma anche proposta per il rilancio economico del comprensorio. In Valle d’Aosta si sente la necessità di un grande impulso per i settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, che saranno trainanti per l’economia nei prossimi anni. Un parco tecnologico, anche per il suo valore simbolico, sembra una buona soluzione e bene si coniuga con il patrimonio ambientale della Valle.
La petizione verrà consegnata dopo il 15 ottobre 2009alla Presidenza del Consiglio Regionale. La raccolta firme è estesa a tutta la Valle d’Aosta. I moduli firmati (anche non completi delle 20 firme) possono essere inviati entro il 15 ottobre all’indirizzo del primo firmatario.
Avete pagato l’Iva sulla tassa rifiuti? Potete chiedere il rimborso. Grazie alla Corte costituzionale che ha stabilito che sia la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la Tia (tariffa igiene ambientale) sono imposte e come tali l’Iva non deve essere applicata. Per ottenere il rimborso (limitato alle fatture degli ultimi 10 anni) da chi vi ha fatturato la Tia potete usare il nostro modulo.
Prima di compilarlo verificate sulle fatture degli ultimi 10 anni se l’Iva è stata applicata. Se l’avete versata allegate al modulo le copie delle fatture ed elencate gli importi nella tabellina riepilogativa che trovate nel modulo stesso.
A cosa fare attenzione
Se non avete nulla che provi il versamento dell’Iva perché avete solo I bollettini, usateli comunque senza indicare gli importi dell’Iva versata.
Se negli ultimi 10 anni è cambiato il gestore del servizio, ad esempio siete passati dal versamento al comune a quello all’ente municipalizzato, inviate due richieste separate per i rispettivi periodi di competenza.
La prescrizione per la richiesta di rimborso dell’Iva è di 10 anni, ma potete bloccare questo termine inviando il modulo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il comune o gli altri enti a cui avete pagato la Tarsu hanno 90 giorni per rispondere alla vostra richiesta di rimborso. Se non rispondono vale il principio del “silenzio diniego”.
Potete presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011, ovviamente più aspettate più slittano i termini di prescrizione. In pratica entro il 2009 potete chiedere il rimborso fino al 1999, dal 2010 potete risalire al 2000 e così via…
Cosa fare se negano il rimborso
Se l’Ente non riconosce la sentenza della Corte costituzionale e vi nega il rimborso, o non risponde, potete presentare un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Potete farlo come singolo contribuente se il valore della causa risulti inferiore a 2.582,28 euro. Al di sopra di questa cifra è necessario farsi assistere da un avvocato. Per fare ricorso alla commissione avete 60 giorni di tempo dal momento in cui ricevete la risposta negativa dell’ente o dal termine dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.
Il prossimo 12 settembre 2009 per iniziativa di MCS, The Marine Conservation Society, si celebrerà la prima giornata internazionale senza sacchetto in plastica ovvero una giornata in cui saremo tutti invitati a non accettare o usare sacchetti in plastica per trasportare i nostri acquisti ma borse riutilizzabili.
MCS The Marine Conservation Society è una società inglese, non profit dedicata alla conservazione dell’ecosistema marino.
Buste e sacchetti non sono solo un danno immediato per l’ambiente e uno spreco di risorse energetiche, visto che sono derivati dal petrolio, ma attraverso gli scarichi e i corsi d’acqua si trasformano in devastanti assassini per gli organismi che vivono nei mari e negli oceani.
L’International Plastic Bag Free Day è alla sua prima edizione, ma nel mondo sono già diverse le iniziative a sostegno della lotta allo spreco di plastica. Obiettivo della campagna italiana è soprattutto quello di convincere gli amministratori locali a impegnarsi attivamente, mettendo in pratica strumenti di dissuasione dall’uso di buste, che potrebbero arrivare fino alla messa al bando degli odiati sacchetti: finora a Porta la sporta hanno aderito le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, e soprattutto moltissimi sindaci di piccoli Comuni, dove cominciare a cambiare stile di vita dovrebbe essere più facile.